L’Udinese rientra nella corsa Champions, ma ci sono polemiche al novantesimo

UDINE – L’Udinese stende la Lazio, in una partita dal finale incandescente, e resta attaccata al treno Champions. La volata per il terzo posto è quanto mai aperta, con le quattro pretendenti tutte a quota 55. C’é solo un risultato utile per la corsa Champions: la vittoria. Udinese e Lazio lo sanno.
Il discorso valeva per entrambe, anche se per motivi diversi. Con i tre punti la Lazio avrebbe potuto staccare di tre lunghezze le concorrenti. L’Udinese al contrario li ha sfruttati per agganciarsi al gruppo già infoltito da Inter e Napoli.
Dopo le critiche del patron Giampaolo Pozzo piovute in settimana in seguito alla brutta sconfitta con l’Inter, il tecnico friulano Francesco Guidolin cambia qualcosa nell’undici in formazione. In fascia, al posto di Armero, schiera Pasquale; a centrocampo dentro Abdi, con Fabbrini alle spalle di Di Natale, per evitare di lasciare la punta troppo isolata.
L’avversario Edy Reja risponde con il 4-4-1-1. In difesa, con un ripensamento dell’ultimo momento, preferisce Garrido a Diakité, inizialmente inserito nell’undici di partenza. In avanti, tra le linee, Mauri con Rocchi unica punta.
Nel primo tempo la partita la prende in mano l’Udinese. I friulani quantomeno si mostrano più propositivi in fase offensiva.
Il primo sussulto al 4’. Di Natale prova a sbloccare il risultato con una punizione; Marchetti sventa sul palo alla sua sinistra. Le occasioni più clamorose sono poi due tentativi del centrocampista Giampiero Pinzi. Al 18’ ci prova con un esterno destro a giro che si alza di poco sopra la traversa. Pochi minuti dopo ritenta la sorte con un tiro dal limite dell’area che costringe Marchetti alla parata in due tempi. Con il passare dei minuti la Lazio, penalizzata anche dagli infortuni di Matuzalem e Biava, non si rende pericolosa, almeno fino allo scadere quando Rocchi, servito da un assist di Konko, costringe Handanovic a sventare il suo colpo di testa alzando sopra la traversa.
La partita riprende nel più perfetto degli equilibri. Per provare a spezzarlo, Guidolin gioca la carta Pereyra, per sfruttarne estro e vivacità, al posto di Abdi. La mossa dà i suoi frutti e al 24’ l’Udinese passa con un colpo del solito Di Natale. Servito sulla destra da un cross a tagliare di Domizzi dalla trequarti sinistra, il bomber bianconero calcia di destro al volo in rete. Il tecnico biancoceleste risponde inserendo una punta, Kozak.
La Lazio si rovescia comprensibilmente in avanti, ma i tentativi di rimediare allo svantaggio sono un po’ confusi. L’Udinese stringe i denti e riparte in contropiede. Come avviene nel 4’ di recupero quando la retroguardia bianconera spazza; sulla fascia Pereyra raccoglie il pallone e prolunga di testa. Dalla tribuna parte un fischio, Marchetti si ferma, convinto che l’arbitro abbia decretato la fine delle ostilità. Pereyra non si ferma e insacca a porta vuota. E’ il 2-0 per l’Udinese. In campo scoppia la bagarre, con le proteste della Lazio, l’espulsione di Dias, giocatori e dirigenti che litigano. L’arbitro Bergonzi tenta di far giocare gli ultimi secondi, ma poi si arrende e decreta la fine delle ostilità.

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