Stoner show in Spagna, Rossi solo nono

ROMA – Casey Stoner vince, Jorge Lorenzo insegue: il mondiale 2012 delle Motogp sembra un affare tutto per loro. Il gp di Spagna consegna questa certezza, perché, dopo la bella gara ingaggiata sul circuito di Jerez de la Frontera, i due si avviano alla prossima gara di domenica all’Estoril in Portogallo con la consapevolezza di essere loro i protagonisti della massima serie del motociclismo.
Stoner e Lorenzo hanno voluto i risultati ottenuti in gara con la massima lucidità, cosa che sta mancando a molti dei loro avversari. Dani Pedrosa, il compagno di squadra di Stoner, che sulla pista andalusa ha sempre ottenuto buoni risultati, a Jerez è risucito a mettere un altro mini-sigillo, con un podio strappato all’agguerritissimo privato, l’inglese Cal Crutchlow in sella ad una Yamaha molto competitiva. Mentre Stoner e Lorenzo si misuravano davanti a tutti, con uno show e il vuoto alle spalle, ai piloti italiani il circuito spagnolo ha regalato davvero ben poco.
Andrea Dovizioso, dopo una vita passata in sella alla Honda, sta faticando a trovare il giusto modo per guidare la sua Yamaha privata, ma è l’unico a tenere alta la bandiera. Dovizioso, con il quinto posto assoluto, per lo meno, fa rimanere il tricolore non troppo lontano della zona podio, mentre Valentino Rossi con la sua sempre acerba Ducati, è costretto a lottare con Hector Barberà per il nono posto.
La situazione del nove volte campione del mondo è paradossale. Il suo compagno di squadra, Nicky Hayden, che in qualifica aveva conquistato la prima fila e in gara lottava per il podio, alla fine è finito indietro, ma ottavo, e comunque davanti a Rossi. La prestazione dell’americano quindi supporta la tesi di Rossi, la Ducati non mette a proprio agio i piloti che la guidano che si devono adattare troppo alla moto.
“Qui sono felice – ha detto Rossi alla fine della gara – perché abbiamo usato un setting che porteremo avanti per tutta la stagione. Noi, con la squadra, avevamo sempre cercato di usare delle regolazioni per come sono abituato io a guidare, ma con questa moto purtroppo bisogna fare diversamente e adattarsi e abituarsi a guidare diversamente”.
Insomma dopo un anno, il 2011, caratterizzato da risultati decisamente pessimi per Rossi, anche il 2012 è iniziato in salita, non solo per lui, ma per tutti i piloti che usano la Desmosedici.
Le Ducati, in questa gara, infatti, hanno chiuso alle spalle non solo delle moto ufficiali giapponesi, ma anche delle moto private di Honda e Yamaha, le ultime moto prototipo davanti alle CRT, le nuove MotoGp con motore derivato dalla serie.
“Qui siamo partiti alla cieca – ha detto Rossi – perché dovevamo provare questo nuovo setting base, ma in Portogallo non faremo false partenze perché ora sappiamo quello che dobbiamo fare”.
La gara dell’Estoril, comunque, sarà importante per Rossi, soprattutto nel lunedì successivo alla gara, quando ci saranno i test collettivi. Nel paddock la voce più insistente vuole l’arrivo, per quella occasione, di un motore nuovo, con erogazione più dolce e rivisto completamente, come richiesto da Rossi.
Nella Moto3 da segnalare il ritorno di un italiano in vetta. A vincere un ragazzino di 16 anni di Ascoli Piceno, Romano Fenati, che già ha vinto il campionato Europeo della 125 lo scorso anno. Fenati viene dal vivaio della Federazione Motociclistica Italiana che, con un po’ di ritardo, è riuscita a immettere nel mondiale dei nuovi campioni.
“Dopo il Qatar – ha detto Fenati – dove ero arrivato secondo, ad Ascoli i ragazzi mi riconoscevano e ho anche firmato un paio di autografi”.
Dopo il successo imperioso di Jerez, a Fenati sono arrivati via Twitter i complimenti del pilota della F1 Mark Webber, che ha esclamato su una foto del giovane pilota “What a talent!”. Una bella investitura.

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