Roma-Napoli, tutti scontenti Finisce 2-2: gol e rimpianti

ROMA – Alla fine nessuno è contento, ma per quello che si è visto sui 90’ il 2-2 tra Roma e Napoli è il risultato più giusto. Giallorossi brillanti nel primo tempo, ma il Napoli ha la forza di crederci nella ripresa e a rimontare; gli uomini di Mazzarri però non chiudono il match e nel finale i cambi di Luis Enrique riescono a raddrizzarla nuovamente. Un punto per parte, ma la zona Champions si avvicina un pochino solamente per i partenopei.
Se il primo tempo si dovesse giudicare dai primi dieci-quindici minuti di gioco, allora forse la nostra preferenza andrebbe al Napoli di Mazzarri, abile a procurarsi un paio di occasioni da gol, prima con Zuniga in ripartenza, poi con Hamsik, troppo solista quando si trova dalle parti di Lobont. Peccato che nel resto della frazione, la gara sia a senso unico, con la Roma a farla da padrona in lungo e in largo, dal possesso di palla alle occasioni da rete. Taddei testa i guantoni di De Sanctis al 26’, Gago è imperdonabile tre minuti dopo, quando appoggia a lato al posto di mettere dentro su una respinta del portierone partenopeo. Niente di male: Totti fa il direttore d’orchestra, decidendo a suo piacimento se innestare Rosi a destra ( quasi sempre vittorioso nello scontro diretto con un indisponente Zuniga, chiedere a Mazzarri) oppure Bojan e Borini dall’altra parte. Al 33’ Marquinho prende la mira di testa, al 42’ mette dentro di sinistro su un assist ghiotto di Rosi dalla destra. 1-0 e niente da dire con le squadre a riposo.
Roma in grande spolvero, Roma con le mani sulle redini del match? Dimenticatevi tutto ciò, perché nella ripresa, come spesso è capitato in questa stagione, i giallorossi praticamente non scendono in campo. Un po’ per proprio demerito, ma soprattutto perché il Napoli decide finalmente di accelerare, come vuole il suo allenatore: Zuniga si riabilita centrando con un gran destro il gol dell’1-1 al minuto 49. Marquinho prova a rispondere con un gran sinistro che fa la barba al palo di De Sanctis, ma è un fuoco di paglia. La Roma è in down, e lo dimostra nella mezz’ora che segue: nel giro di tre minuti il Napoli sfiora il gol con Zuniga e Maggio e alla fine lo trova con Cavani (al 68’), bravo ad aggirare Kjaer e a mettere sul palo lungo. Luis Enrique prova a mescolare le carte, per rivitalizzare i suoi e proprio con i panchinari trova il modo di raddrizzare un match che sembra ormai perso: all’87’ è il giovane Tallo a servire a Simplicio la palla del 2-2, che fa infuriare Mazzarri.
Il Napoli, che aveva rimontato da 0-1 a 2-1, già pregustava tre punti utilissimi per la Champions League; la Roma, dopo un primo tempo sontuoso, sperava di fare una figura migliore davanti a propri tifosi, fischianti. Alla fine il 2-2 non accontenta nessuno, ma è anche il risultato più giusto di un match fatto di luci accese e spente troppo facilmente.

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