Spending review, il Governo: «Segnalateci gli sprechi»

ROMA – Parte l’operazione dei tagli alla spesa pubblica e tutti potranno dare il loro contributo. Il governo chiede infatti aiuto anche ai cittadini invitandoli a segnalare via web eventuali sprechi. Una idea, quella di chiedere la loro collaborazione, in linea con la comunicazione di questo governo, spiegano addetti ai lavori, che ha cercato dal primo istante il dialogo con gli italiani.

Con un modulo, inserito nella pagina della spending review, viene dunque chiesto di ‘’dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili’’. Secondo quanto si apprende, già ci sarebbero nella ‘posta’ del sito le prime segnalazioni (non verranno prese in considerazione quelle anonime) che però saranno monitorate solo nei prossimi giorni, visto che l’operazione è appena partita.

Intanto il super-commissario Enrico Bondi già è al lavoro, in stretta collaborazione e coordinamento con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, e nel giro di 15 giorni presenterà il suo ‘cronoprogramma’. Pressing sui ministeri che dovranno presentare il loro piano di razionalizzazione della spesa entro il 31 maggio. Esclusi dalle norme il Parlamento, il Quirinale e la Consulta, in quanto organi costituzionali dotati di una loro autonomia
Parte dunque con l’acceleratore la ‘spending review’. ‘’Entro 15 giorni Enrico Bondi dovrà presentare il piano per i tagli di sua competenza’’, pari a circa 2 miliardi di euro, ‘’più o meno la metà’’ dei 4,2 miliardi di risparmi complessivi attesi nel 2012. Lo ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà.

– Il lavoro che farà Bondi – dice – non lo può fare né un ministro né un sottosegretario. E’ un’attività gestionale e in Italia questo lavoro lo sanno fare due o tre persone, fra cui Bondi.

Per il governo parla anche il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri che assicura:

– Qualunque operazione non verrà mai ad intaccare la sicurezza dei cittadini-.

Frena invece il collega dell’Istruzione, Francesco Profumo:

– Io credo che la scuola abbia già pagato tanto in questi anni in termini di tagli e infatti in questo momento di revisione della spesa la scuola non è nell’occhio dei ciclone.
Eliminazione di spese di rappresentanza e spese per convegni, ridimensionamento delle strutture dirigenziali esistenti, riduzione anche mediante accorpamento degli enti strumentali e vigilati e delle società pubbliche. Sono alcune delle 11 attività di revisione della spesa contenute nella direttiva firmata dal presidente del Consiglio Mario Monti e dal ministro Giarda. E ancora: gli immobili di proprietà pubblica che eccedono i fabbisogni delle amministrazioni andranno restituiti all’Agenzia del Demanio. Andrà anche verificata la superficie usata dagli uffici in rapporto al numero degli occupanti.
In arrivo anche un accorpamento del Dipartimento sul Turismo con quello degli Affari Regionali, con risparmio sui costi delle sedi.

Occhio soprattutto ai costi della sanità. Nel medio periodo un terzo della spesa pubblica considerata ‘’rivedibile’’ (cioè 295,1 miliardi di euro in totale) è attribuita al settore sanità: 97,6 miliardi. In questo comparto sono rivedibili soprattutto i consumi intermedi, per 69 miliardi. Un altro terzo di spesa rivedibile, pari a 95,9 miliardi di euro, riguarda lo Stato. Poi figurano i Comuni: 44,2 miliardi di euro, di cui 25,3 miliardi di consumi intermedi; a seguire ci sono le Regioni con 20,2 miliardi di spesa rivedibile. Sulla possibile riduzione degli aiuti alle imprese, ‘’va benissimo che ce li taglino, ma che abbassino le tasse’’, ha detto la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.

Fabbisogno: in 4 mesi
cala di 9 Mld
ROMA – Buone notizie sul fronte dei conti pubblici: il fabbisogno del settore statale segna infatti un calo consistente. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Tesoro nei primi 4 mesi dell’anno il dato ‘cumulato’ vede la differenza tra entrate e uscite poco sopra i 30 miliardi di euro (esattamente a 30,5 secondo i dati ancora provvisori). Il che rappresenta tra gennaio e aprile una contrazione di 9,3 miliardi. Il dato è influenzato dal buon andamento registrato nell’ultimo mese. Ad aprile infatti la contrazione è di 6,5 miliardi.

“Nel mese di aprile 2012 – comunicano da Via XX Settembre – si è realizzato un fabbisogno del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 2,3 miliardi di euro, in calo rispetto allo stesso mese del 2011 in cui si registrò un fabbisogno di 8,8 miliardi. Nei primi quattro mesi del 2012 si è realizzato complessivamente un fabbisogno di circa 30,5 miliardi, a fronte di un fabbisogno del 2011 di circa 39,8 miliardi’’.