Amministrative, partiti al rush finale: l’ora dell’antipolitica

ROMA – La battaglia sul fisco caratterizza anche il rush finale della lunga campagna elettorale per le comunali. Ma il voto di domenica e lunedì viene considerato da tutte le forze politiche anche come un importante test sul loro stato di salute, ad un anno di distanza dalla conclusione della legislatura. Osservato speciale sarà Beppe Grillo che, nonostante abbia smentito un futuro in politica, preoccupa il centrodestra come la sinistra. Il rischio che le urne certifichino una crescita del consenso alla cosiddetta ‘antipolitica’ costituisce un pericoloso campanello d’allarme che i leader dei principali partiti cercano di esorcizzare con la condanna quotidiana ai toni e agli argomenti cavalcati dal comico genovese.
Chi prova a guardare già oltre il voto è il Popolo della Libertà. Da mesi la strategia di Silvio Berlusconi e del vertice del Popolo della libertà è quella di cercare in tutti i modi di depotenziare la tornata elettorale. ”Non sono elezioni politiche” è il ritornello ripetuto da giorni dall’ex premier. E forse proprio per non caricare di particolari significati gli esiti del voto, che stando ai più pessimisti riserveranno brutte sorprese, che a via dell’Umiltà non sarà allestita (come invece faranno tutte le altre forze politiche) una sala stampa per attendere i risultati finali. E anche nel tentativo di smorzare le tensioni interne al Pdl, in vista di una possibile debacle elettorale, il segretario Angelino Alfano ha deciso di alzare i toni con un forte pressing sul governo in merito ai temi fiscali. Due i cavalli di battaglia: rendere l’Imu una tantum e favorire le aziende creditrici nei confronti dello Stato. Tema centrale di una proposta di legge ad hoc illustrata proprio dal segretario pidiellino.
– Non è un atto ostile contro il governo – chiarisce l’ex Guardasigilli che in una lettera inviata ai sindaci del Pdl torna ad criticare l’imposta sugli immobili: è un aggravio fiscale insostenibile.
Alfano sa bene, come lo stesso Cavaliere d’altronde, che il malumore verso l’esecutivo è tanto, sia tra i parlamentari che tra gli elettori. Ecco perchè Berlusconi a Monza per l’unica uscita elettorale con un gruppo ristretto di fedelissimi è tornato a ventilare l’ipotesi di una sorta di ideale ‘appoggio esterno al governo’ che si tradurrebbe in questi termini: Il sostegno non sarà più scontato, il Pdl valuterà di volta in volta come votare i provvedimenti dell’Esecutivo. La strategia messa in campo dal Popolo della Libertà non piace a Pier Luigi Bersani che coglie l’occasione per lanciare la ricetta del Pd: Alleggerire l’Imu ”affiancandola con un’imposta personale sui grandi patrimoni mobiliari”.
L’unico punto su cui il leader democratico è in sintonia con il segretario del Pdl è la critica all’antipolitica cavalcata da Grillo.
– Se la prendono – accusa – con i blitz della guardia di finanza, dicono che la politica sia peggio della mafia perchè la mafia non strangola: vadano a dirlo ai nostri giovani amministratori che sono sotto minaccia e rischiano la pelle per fare una politica pulita.
Intanto, il Terzo Polo si pone come ago della bilancia. Pier Ferdinando Casini, che ha scelto Pistoia per chiudere il tour elettorale, indica nel suo partito la forza politica che ha il maggior peso nel sostegno all’esecutivo.
– Questo perchè sappiamo che è il momento di essere seri, di dire la verità – dice puntando il dito contro il Pdl – basta con la demagogia di chi per anni ha detto che tutto andava bene salvo vedere poi che oggi non andavano affatto bene.
Da qui la considerazione:
– Non si può scaricare su Monti la responsabilità di scelte che andavano fatte in questi anni e che sono state sempre rinviate.