Non basta Totti show Roma, un pari inutile

ROMA – Il campionato che aspetta la Roma, stavolta, potrebbe decidere di accelerare. I capitolini sprecano l’ennesima occasione per riagganciare il treno Europa League: contro un Catania bello ma non bellissimo finisce infatti 2-2.

In attesa di conoscere il futuro di Luis Enrique, forse all’ultima uscita romana, doveva essere la notte di Francesco Totti, al 500esimo gettone in Serie A. I padroni di casa iniziano col piglio giusto, Pjanic al 3′ si fa rimontare sul più bello da Barrientos, poi arriva la chance per il capitano giallorosso. Carrizo esce male su un cross di Osvaldo, il contatto seguente Borini-Bellusci è sospetto: non per Peruzzo, che assegna un penalty all’apparenza generoso. Sul dischetto va proprio Totti: destro incrociato, l’estremo argentino indovina l’angolo e respinge. Il cuoio resta lì ma quel che dovrebbe essere un gioco da ragazzi non si rivela tale: mancino a porta vuota del numero 10, altissimo. L’attaccante ci riprova, sfruttando un buco di Bellusci, al quarto d’ora: para ancora Carrizo.

Le due squadre si affrontano a viso aperto. Legrottaglie impegna Lobont al 24’, qualche minuto prima Gomez aveva guidato centralmente

un contropiede, scegliendo Bergessio come destinatario finale: conclusione flebile del “Lavandina”, tanto indispensabile senza palla quanto in difficoltà al momento di finalizzare. La frazione si chiude con tre botte da fuori: Lobont e Carrizo dicono no a Gomez e Gago, poi Borini va vicinissimo all’angolo basso, sfera a lato. È destino, serve un tiro da lontano per togliere il tappo al match: il mancino di Totti al 7′ è quello giusto, vantaggio Roma. Il Catania, più sfilacciato del solito, può però incassare un buono omaggio firmato Gabriel Heinze: l’argentino atterra ingenuamente Barrientos in area, Lodi ringrazia e dal dischetto fa 1-1. Il copione non cambia, giallorossi in avanti e Borini subito a un passo dal 2-1: il suo destro dai 5 metri è alto. La costante della stagione etnea è però una, ben nota: le palle inattive. Punizione dalla linea di fondo, i difensori di Luis Enrique si fanno attirare in area piccola, Lodi legge tutto e scarica all’indietro per Marchese: la sassata del terzino è imparabile per Lobont.

Lo sbandamento capitolino è palese, Motta al 25′ di testa mette alto sopra la traversa. Serve un pizzico di fortuna alla Roma per riprendere il match: un doppio rimpallo agevola il duo Marquinho-Pjanic, il cross rasoterra del bosniaco è un invito troppo preciso per Totti, che di piatto destro fredda Carrizo per il centro numero 215 in Serie A. Bojan entra bene in campo, al 34′ una sua conclusione a giro costringe l’estremo avversario al miracolo. È un assalto, il Catania è sulle gambe: Pjanic da posizione defilata chiama Carrizo all’intervento. Chi dimostra di non essere entrato in gara è Lamela: “el Coco” riceve un assist splendido da Bojan e si presenta a tu per tu col portiere, mancino debole e centrale. Il forcing a testa bassa vede un penalty richiesto, forse a ragione, proprio dall’attaccante catalano per un’entrata di Legrottaglie: comunque troppo poco per portare a casa una sfida che avrebbe rimesso la Roma in corsa per l’Europa.

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