I biancocelesti sbancano Bergamo: La Champions è ancora possibile

BERGAMO – La vittoria della Lazio consente agli uomini di Reja di nutrire ancora flebili speranze in ottica Champions. Se il Napoli si è -di fatto- autoescluso dalla corsa al terzo posto con il capitombolo di Bologna, l’Udinese ha battuto in casa il Genoa confermandosi la candidata regina. Nell’ultima giornata di campionato la Lazio ospiterà l’Inter, L’Udinese andrà a Catania. La festa dell’Atalanta continua nonostante la sconfitta. L’impresa della squadra di Colantuono rimarrà negli annali.

La Lazio si presenta a Bergamo con formazione a dir poco rimaneggiata, tra infortuni e squalifiche post-Udine. L’Atalanta vuole congedarsi nel miglior modo possibile dal proprio pubblico. Partono meglio i padroni di casa. Possesso palla prolungato e ritmi indiavolati. Al 18’ Diakite interviene in maniera scomposta sul tanke Denis. Rocchi lascia correre, scatenando l’ira funesta dei giocatori e del pubblico di fede bergamasca. Da qui cambia l’inerzia della partita. La prima spia è la clamorosa traversa colpita da Alvaro Gonzalez. La furia agonistica dell’Atalanta si attenua, cresce la spinta biancoceleste. Dopo un clamoroso autogol sfiorato da Cana, la Lazio passa in vantaggio. Mauri fugge sulla sinistra e lascia partire un traversone apparentemente innocuo. La maldestra deviazione di Peluso è un invito a nozze per Kozak. Il centravanti ceco è libero di addomesticare il pallone, girarsi e concludere verso la porta, pescando l’angolino alla sinistra di Frezzolini. Sul tiro di Kozak c’è una deviazione di Manfredini. L’Atalanta subisce il contraccolpo psicologico e fatica a ritrovare la freschezza d’inizio gara.

Nel secondo tempo lo spettacolo latita a lungo. L’Atalanta torna a macinare il suo gioco ma è poco incisiva negli ultimi metri. L’occasione più clamorosa capita sui piedi di Moralez, ma l’argentino è troppo compassato e si fa rimpallare il tiro da Cana. La gara s’innervosisce. Tanto che Stendardo viene espulso da Rocchi dopo aver applaudito polemicamente una decisione del direttore di gara. La girandola dei cambi non fa altro che spezzettare ulteriormente un gioco già di per sé frammentato. L’unico vero sussulto della ripresa lo regala Cana. Il centrocampista albanese s’impossessa del pallone, si libera di due atalantini e scaglia un bolide di collo esterno destro che muore sotto l’incrocio. Titoli di coda sul match.

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