Grecia, incarico esplorativo al leader della sinistra

ATENE – Dopo il fallimento del tentativo del leader conservatore di Nea Dimocratia Antonis Samaras di formare un governo di coalizione all’indomani delle elezioni in Grecia, il testimone è passato ieri al partito di sinistra radicale Syriza. Ma l’impasse resta, il rischio di tornare di nuovo alle urne a giugno sembra farsi sempre più concreto e nel Paese la situazione di caos politico ha affondato la borsa di Atene, crollata ai minimi dal 1992. Al livello di consultazioni, la giornata di ieri è rimasta a livello interlocutorio e Tsipras ha incassato solo una certa disponibilità da parte di Fotis Kouvelis, leader di Sinistra Democratica (19 seggi). Ma è stato anche duramente ripreso da Samaras, il quale gli ha ricordato che Nd “è pronta a dare appoggio esterno ad un governo di minoranza soltanto se questo garantirà la permanenza della Grecia nell’euro ed i suoi interessi nazionali”. In tarda mattinata, il presidente della Repubblica Karolos Papoulias aveva conferito l’incarico ad Alexis Tsipras, 38 anni, il più giovane leader greco che, conquistando quasi il 16,8% (pari a 52 seggi), ha fatto del suo partito la seconda formazione politica del Paese prima del socialista Pasok. Tsipras, secondo vari analisti, intende mantenere il mandato per tutti i tre giorni concessigli dalla Costituzione nel tentativo di formare un governo di coalizione fra le forze di sinistra.

In programma l’abolizione delle leggi
contro i lavoratori
Dopo l’incontro con il capo dello Stato, Tsipras è tornato nel suo quartier generale da dove ha ribadito che il suo partito intende formare un governo di coalizione delle forze di sinistra del Paese per ottenere prima di tutto l’annullamento del Memorandum firmato dai precedenti governi greci con i creditori internazionali e l’abolizione di tutte le leggi contro i lavoratori varate dagli stessi esecutivi. Tsipras ha detto inoltre che il suo governo (se riuscirà a formarlo) chiederà il controllo dello Stato sulle banche che, a suo parere, sono ancora guidate dalle stesse persone che hanno trascinato la Grecia nella situazione attuale. Il nuovo esecutivo, ha aggiunto il leader di Syriza, dovrà istituire una commissione internazionale di controllo sul debito del Paese ed ha concluso affermando che “la crisi economica non è un problema che riguarda esclusivamente la Grecia ma è un problema europeo che deve essere risolto in ambito europeo”.

I possibili alleati:
“No all’Europa di Merkozy”
Kouvelis, dal canto suo, ha detto che il suo partito appoggerà un eventuale governo di coalizione delle sinistre a larga maggioranza “per non far tornare di nuovo il Paese alle urne” ed ha ribadito a Tsipras le condizioni poste dal proprio partito: distacco dal Memorandum e permanenza della Grecia nell’Unione Europea e, di conseguenza, nell’eurozona. Da parte loro, i rappresentanti dei Verdi-Ecologisti (essi pure contrari al Memorandum), al termine del colloqui con Tsipras hanno detto di restare in attesa di “proposte concrete” da parte di Syriza per quanto riguarda l’uscita della Grecia dalla crisi. “Vogliamo restare in Europa – hanno detto – ma non nell’Europa di Merkel e Sarkozy”.

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