Festival Europeo del Piano, Taskayali: “Impressionato dal talento dei ragazzi de ‘El Sistema’”

CARACAS – “L’Unione Europea è nata come accordo economico ed è fantastico che finalmente oggi esista una Europa unita anche a livello artistico”. Ha le idee chiare il compositore romano Francesco Taskayali, 20 anni, che in questi giorni sta rappresentando l’Italia al “Festival Europeo del Piano 2012 – Giovani talenti celebrando l’Europa”. Una kermesse, questa, organizzata dalla delegazione dell’Unione Europea in Venezuela insieme alle Ambasciate e agli Istituti di Cultura per festeggiare la “Giornata dell’Europa” che si celebra oggi e che raccoglie a Caracas cinque giovanissimi pianisti rinomati a livello internazionale provenienti da Germania, Spagna, Francia, Polonia e naturalmente Italia.

– Non si tratta solo di proporre, mostrare – ha spiegato ieri in conferenza stampa la Direttrice dell’Istituto Italiano di Caracas, Luigina Peddi – ma si tratta di un vero scambio che unisce il meglio dell’Europa all’eccellenza della musica venezuelana: il Sistema di Orchestre del Maestro Abreu.

Alla sua prima apparizione al Festival, ieri sul palcoscenico della Sala Simón Bolívar del Centro de Acción Social por la musica, Taskayali si è esibito con l’Orchestra Sinfónica de Joventudes Francisco de Miranda, diretta dal Maestro Andrés Gonzales, con cui ha proposto due Concerti per piano e orchestra di Ludovico Einaudi – “Divenire” e “Primavera” – ed un fuoriprogramma: i suoi brani “Addio al terminal” e “È sera”, quest’ultimo composto a soli 13 anni.

– Non sapevo come chiamarlo – racconta scherzoso alla Voce – ho guardato fuori dalla finestra ed era sera. E l’ho chiamato così, semplicemente “È sera”.

Il musicista suonerà “Instambul”, da lui composta, oggi all’Associazione Culturale Humboldt per un concerto ad invito e domani si esibirà con gli altri quattro invitati al Festival nella Plaza Bolívar di Chacao (18.30) dove proporrà l’opera “Iris”, che porta la sua firma. Sarà un concerto speciale a cielo aperto – pioggia permettendo – perché, come ha spiegato la pianista spagnola Judith Jáuregui, “la nostra non è un’arte per eletti, bisogna ‘mettere i jeans’ alla musica classica”. Le composizioni di Taskayali, madre italiana e padre turco, si caratterizzano per fondere la melodia italiana con quella di altri Paesi, soprattutto mediterranei, e ritmi diversi quali il jazz. Un essere ‘europeo’ e ‘internazionale’ che il pianista riflette sul piano musicale ma anche nella sua traiettoria di studi, dato che parallelamente agli esercizi al pianoforte frequenta la Facoltà di Scienze politiche.

Francesco Taskayali – che spera in altri scambi culturali e musicali tra l’Italia, l’Europa e l’America latina – è rimasto impressionato dal talento dei giovani musicisti del ‘Sistema Abreu’.

– Sapevo che si trattava di ragazzi molto dotati – ha spiegato in conferenza stampa – ma pensavo che alle prove ci sarebbe stato qualche errore o alcune imperfezioni, anche perché si tratta di adolescenti di 16-17 anni. Invece quando li ho sentiti suonare mi sono stupito della loro eccellenza: le prove erano già un concerto, sembrava di essere ad un vero concerto di Einaudi!

Alla conferenza stampa di ieri erano presenti Antonio Cardoso Mota, Capo della delegazione dell’Ue; la pianista tedesca Alexandra Schmiedel accompagnata da un rappresentante dell’Ambasciata delle Germania, Christoph Sander; la pianista spagnola Judith Jáuregui con l’Ambasciatore della Spagna, Juan Serrat Wenca Romero; il pianista francese Guilaume Vincent con l’Ambasciatore della Francia, Jean Marc Laforet; l’Ambasciatore polacco Jacek Hinz (il pianista Marek Bracha sarebbe arrivato nel pomeriggio).

Il Capo della delegazione dell’Unione Europea ha voluto sottolineare come il Festival – attraverso il linguaggio universale della musica – permetta di stringere ancora di più i rapporti tra l’Europa e il Venezuela. L’Ambasciatore spagnolo ha parlato invece del Sistema di Orchestre, “fabbrica di talenti”, sottolineandone la “importanza per la musica del Venezuela e del Mondo, ma anche per la società venezuelana” grazie al suo lavoro artistico e insieme sociale. Il suo pari francese, seguendone la scia, ha espresso la speranza di importare il modello Abreu anche nelle zone  più svantaggiate del suo Paese.

Víctor Rojas, Direttore di produzione, Promozione e Sviluppo della Fundación Musical Simon Bolívar, ha risposto affermando che i Paesi dell’Europa possono contare sul completo appoggio de ‘El Sistema’ ad iniziative come il Festival del Piano e si è detto disposto, a nome della Fondazione, a riproporre l’evento anche nei prossimi anni.

Il Festival Europeo del Piano si concluderà questa domenica con l’esibizione della spagnola Judith Jáuregui, al suo debutto in America latina, che suonerà “Noches en los jardines de España” accompagnata dalla Sinfonica Simon Bolivar de Venezuela. L’Orchestra sarà diretta dal Maestro Diego Matheuz, oggi Direttore del Teatro ‘La Fenice’ di Venezia.

Ma le occasioni per celebrare l’Europa non si esauriscono. Il 19 maggio – anticipa Antonio Cardoso Mota – nel quartiere di Chacao a Caracas si inaugurerà un Festival gastronomico (ore 16) che comprenderà manifestazioni artistiche dei vari paesi europei (delegazioni dal Belgio, dall’Ungheria, il flamenco spagnolo) e un “Paseo gastronomico” in 27 locali, bar e ristoranti della Capitale che resteranno aperti per permettere al pubblico di gustare la “ricchezza della diversità” dei sapori della cucina europea.

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