MY WAY: La rivoluzione scolastica

Un tempo, nell’Antica Grecia, i filosofi, i dottori ed gli uomini del ‘sapere’ erano soliti impartire lezioni all’aria aperta, ad un gruppo piú o meno vasto di allievi o discepoli dir si voglia. Le lezioni duravano giornate intere e s’insegnavano non solo materie puramente tecniche ma s’impartivano anche lezioni che avevano come obiettivo quello di elevare moralmente, intellettualmente e far crescere la persona umana nel suo complesso; quelle che oggi nelle universitá americane si chiamano comunemente ‘soft skills’, ovvero tutte quelle capacitá che non sono collegate con il lavoro che lo studente svolgerá quando sará un professionista ma che definiscono meglio la sua personalitá e che fanno sempre piú spesso la differenza nel processo di selezione di un candidato. Ma il mondo cambia, si evolve. Cosí capita che l’innovazione ed il progresso tocca anche il campo dell’educazione, stravolgendo il modo e i tempi della didattica.
E’ ormai da tanti anni che si parla di universitá on-line, a distanza, soprattutto nei Paesi del Regno Unito. Ma ora le cose sembra stiano cambiando per davvero ed in modo irreversibile. Infatti, due tra le piú rinomate universitá nordamericane, le californiane UCB (University of California Berkeley) e l’universitá di Stanford, collaborano in un progetto comune che punta ad offrire corsi universitari on-line e gratuiti, all’insegna del non profit. Tutto ció puó essere forse concepibile in alcune universitá del Regno Unito, ma non certo negli Stati Uniti, dove un master in economia in una delle suddette universitá costa circa sessantamila dollari all’anno, solo di rette universitarie. I corsi che si offrono in modalitá on-line e gratuita non riguardano solo materie tecniche e orientate fortemente verso il mondo del business, ma anche le discipline umanistiche, quali la Filosofia, la Sociologia, le Scienze Umane. Inoltre, anche le prestigiose universitá della costa orientale, quali Princeton, PennState e perfino Harvard e il tecnologico MIT si sono aperte ai corsi a distanza. Certo, il business dietro tutto questo consiste nel vendere, successivamente, a tutte le universitá sparse per il mondo le piattaforme tecnologiche che permettono di avere un’alta efficienza nella gestione dei corsi on-line; tuttavia l’inversione di tendenza é importante.

Ci troviamo difronte ad un modo di insegnare diverso e dinamico. Un professore comunica con migliaia di studenti in diversi posti del mondo, non importa che si tratti di grandi metropoli o di piccoli paesini sperduti: l’importante é che siano provvisti di una decente connessione ad internet. Rivoluzionario é cosí non solo il modo di insegnare, ma anche quello d’imparare. Una gestione del tempo completamente, o quasi, arbitraria, azzerando i tempi morti che prima erano dovuti alla distanza fisica che separava gli studenti dagli atenei, ai diversi orari delle lezioni, persino alle pause pranzo. Per contro, analogo o forse maggiore é il rigore e la costanza che si richiede agli allievi, il senso di responsabilitá e la tenacia. Piú semplice e diretto, strano a dirsi ma certamente vero, é il contatto con i professori o tutor di turno, tanto in maniera sincrona, tramite chat o video-chat dirette che in modo asincrono, tramite blog, forum o semplici scambi di e-mail. Piú accessibili saranno tutte le universitá in tutto il mondo, annullando i costi per i fuori-sede, quelli per l’acquisto del materiale didattico e promuovendo una maggiore sostenibilitá e rispetto per l’ambiente. Identica o addirittura piú elevata, sará la qualitá di molte universitá, le quali saranno obbligate e facilitate nel garantire alti standard qualitativi per restare competitive e ricevere cosí accreditamenti reali e non solo fittizi e legati al potere economico di ciascun ateneo. Una bella notizia, insomma, che cambierá ed allargherá gli orizzonti del sapere, portando conoscenza e formazione ovunque ci sia un computer nel mondo, favorendo, speriamo, il vero pensiero e confronto critico positivo tra gli individui.

Andrea De Vizio

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