Monti, piano contro povertà. Berlusconi: «Voto ció che convince»

ROMA – Lui non vuol sentir parlare di ‘cambio di marcia’ perchè l’azione del governo, insiste, è sempre stata improntata ai temi della crescita e dell’equità. Ma è innegabile che il piano messo a punto oggi dall’esecutivo guidato da Monti, contro ”la vulnerabilità”, o meglio la povertà, per garantire ben 2,3 miliardi a Sud e giovani, sia destinato a diventare il più ‘popolare’ tra i provvedimenti approvati sinora dal Cdm. E nel presentare quella che è già stata ribattezzata la ‘fase 2′ del governo, Monti puntualizza tre aspetti significativi:
– Bene i partiti. Sono importantissimi. Sono quelli che portano i numeri in Parlamento sulle varie misure, e dai quali arrivano suggerimenti e critiche che sempre prendiamo in considerazione. Sono i tramite più importanti tra i cittadini e le istituzioni.Senza il loro appoggio non potremmo vivere, ma l’esecutivo ha una sua autonomia perchè noi – assicura in una conferenza stampa a Palazzo Chigi – non voteremmo mai qualcosa che risultasse contrario agli interessi del Paese, anche se loro ce lo chiedessero. Quindi, sì alla stretta e leale collaborazione con il Parlamento, ma il governo non rinuncerà mai a fare cose in cui crede perchè i partiti gli chiedono di non farlo.
L’esecutivo, insomma, sottolinea con forza il premier, ”ha deciso le misure presentate oggi non perchè siano state chieste dai partiti, ma perchè le richiede da tempo la società italiana”. E anche su tempi e modi dell’operazione precisa:
– Abbiamo valutato noi in quale momento poter sporgere la testa al di sopra della superficie dell’acqua. Abbiamo stabilito noi quand’era il momento giusto per far seguire alle misure impopolari del rigore, quelle dello sviluppo. Ma non è minimamente un cambio di marcia – insiste – perchè l’attenzione all’equità e alla crescita erano iscritte e incastonate anche nelle cose più dure che abbiamo dovuto proporre, con la sempre apprezzata partecipazione del Parlamento e dei partiti.
E proprio dalle forze politiche arrivano parole di apprezzamento. Dal governo arriva anche la ”solidarietà” in una fase di sacrificio, commenta il leader centrista Pier Ferdinando Casini. E’ una ”svolta” nelle politiche del mezzogiorno, interviene il responsabile Economia del Pd Stefano Fassina. Mentre l’ex premier Berlusconi pianta subito dei paletti. Lui non ha nessuna intenzione di staccare al momento la spina al governo, ma avverte:
– Noi siamo qui e voteremo tutte le cose che ci convincono.
Come a dire, nessun ‘via libera’ sarà scontato.
E’ una ”primissima risposta”, rincara la dose la leader Cgil Susanna Camusso, ”ma ci vuole ancora molto altro”. Oggi perè non è giorno di polemiche e Monti va avanti deciso assicurando tra l’altro come lui non sia ”freddo” come dicono. Anzi. Sulle persone costrette ad impegnarsi ”con povertà di mezzi” lui si accalora. E’ solo che il governo ”ha dovuto usare in questi mesi gli strumenti e il linguaggio del rigore perchè rimettere in ordine i conti dell’Italia era necessario per restituire” al Paese ”la dignità e il ruolo tra i grandi paesi europei”. Si è dovuto affrontare una situazione difficile prodotta dalla cultura del debito. Ma ora è pronto a investire, grazie ai fondi comunitari, nello sviluppo del Sud e sui giovani con interventi mirati all’inclusione sociale e alla crescita.
– Guai se venisse meno il sostegno nei prossimi mesi al governo Monti – commenta il presidente della Camera Gianfranco Fini. Che subito dopo aggiunge:
– Va riconosciuto che le forze politiche che lo sostengono in Parlamento hanno dimostrato un grande senso di responsabilità e mi auguro continuino a sostenerlo in futuro.

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