Adinolfi, Viminale: piano di sicurezza contro anarchici

ROMA – “Abbiamo azzoppato Roberto Adinolfi, uno dei tanti stregoni dell’atomo, anima candida e dalla coscienza pulita”. Gli anarchici del Fai hanno rivendicato l’agguato a Roberto Adinolfi. Un volantino firmato “Federazione

Anarchica Informale cellula Olga” è stato recapitato alla redazione di Milano del Corriere della Sera. Nel documento annunciano una campagna di lotta contro Finmeccanica. “Oggi l’Ansaldo nucleare, domani un altro dei suoi tentacoli, invitiamo gruppi e singoli Fai a colpire tale mostruosità con ogni mezzo necessario”.

La rivendicazione inizia con due virgolettati di frasi pronunciate proprio da Adinolfi che esprime la propria posizione sul nucleare: “In Giappone si sono registrati oltre diecimila morti, ma neppure uno finora è dovuto agli incidenti nucleari”; e ancora “L’impatto ambientale del nucleare è limitato considerato che non c’è produzione di Co2”.

Intanto, Servizi segreti, vertici delle forze di polizia, apparati di sicurezza sono al lavoro per mettere a punto un piano tecnico che risponda all’esigenza di alzare l’attenzione sugli obiettivi indicati dagli anarco-insurrezionalisti nel volantino di rivendicazione dell’attentato a Adinolfi, e non solo. L’Esercito è pronto a fare la sua parte, ha dichiarato il capo di stato maggiore Graziano, ma è all’analisi degli 007 che ci si affida per un’esame attento del target contro cui è diretta la minaccia degli anarchici. Da qui si partirà per mettere a punto il piano di sicurezza su tutto il territorio nazionale.

Nella rivendicazione si fanno i nomi di Aziende controllate da Finmeccanica ma sul web ricorrono inviti ad attaccare banche, ministeri commissariati. Così da ampliare gli obiettivi senza venir meno alla tradizione Fai che da sempre privilegia gli apparati repressivi dello Stato: carceri e centri per immigrati.

La preoccupazione al Viminale è palpabile. Entro giovedì, giorno in cui il ministro dell’Interno, Cancellieri, ha convocato un comitato per l’ordine e la sicurezza ad hoc, sul tavolo ci dovrà essere un quadro preciso che consenta di garantire la massima protezione ai luoghi e alle persone minacciate. Un’impresa non da poco, tenendo conto delle numerosissime sedi di aziende controllate da Finmeccanica da presidiare e dei tanti responsabili di settori a rischio attentati cui assegnare la scorta. Centinaia di luoghi e persone il cui numero avrebbe impressionato il ministro che per questo non ha escluso di chiedere un potenziamento dell’uso dell’esercito a tutela degli obiettivi fissi. Al momento, comunque, non risulta ci sia stata nessuna richiesta specifica del ministro Cancellieri al collega della Difesa, Di Paola, anche se ci sarebbe stata una telefonata tra i due.

Da parte sua il ministro della Difesa non avrebbe preclusioni di principio a incrementare il contingente militare, anche se la decisione – si ricorda – spetta al Governo nella sua collegialità.

Intanto un ok è arrivato dal capo di Stato maggiore dell’Esercito. Claudio Graziano ha dichiarato:

– L’esercito è prontissimo a supportare le forze di polizia nei termini che il Paese chiederà. I nostri uomini e donne hanno le capacità e la professionalità per estendere la loro attività qualora sia richiesto. Già forniamo circa 400 mila uomini e donne perché tra i compiti istituzionali delle forze armate c’é il concorso alle forze dell’ordine in caso di esigenza.

Al comitato per l’ordine e la sicurezza si dovrà arrivare con un monitoraggio della situazione scorte per rimodulare i servizi di tutela in base all’attuale profilo di rischio. Da oggi si riuniranno, a cominciare da Genova e Roma, i comitati di sicurezza provinciali per dar seguito alla circolare del Dipartimento di pubblica sicurezza che ha invitato questori e prefetti a “potenziare ad ampio raggio l’attività info-investigativa con particolare riferimento agli ambienti eversivi e incrementare la vigilanza su obiettivi sensibili” in particolare legati ad ambienti di lavoro e sociali.

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