Migranti, Libia: temiamo il peggio. Terzi: serve piano Ue

Pubblicato il 13 maggio 2012 da redazione

ROMA – “Temiamo un peggioramento sul fronte dell’immigrazione clandestina”. Lo ha detto il ministro degli Esteri libico Ashour Bin Khayal in una conferenza stampa a Roma al termine di un incontro con l’omologo italiano Giulio Terzi presso la Farnesina.

– Abbiamo espresso la volontà di collaborare perché è una questione che tocca tutta l’Unione Europea – ha detto Bin Khayal – per ora la situazione non è così grave ma abbiamo registrato indicatori di evoluzione in peggio. Ci sono immigrati africani arrivati fino al confine tra Egitto e Libia – ha proseguito – per ora non sono grandi numeri ma potrebbero aumentare, perciò abbiamo voluto dare un avvertimento, guardando all’Italia e all’Europa per affrontare questo fenomeno.

Lanciando l’allarme su nuovi flussi di immigrati clandestini dall’Africa verso l’Europa il ministro libico ha fatto riferimento alle “grandi trasformazioni soprattutto nel Sud, nel Sahel, ad esempio in Mali”.

– Questo incide su tutta la regione, su vari livelli – ha affermato – dal contrabbando di armi all’immigrazione clandestina.

Serve una maggiore collaborazione internazionale.

Quello dell’immigrazione clandestina è “un tema urgente da affrontare in ambito Ue” ha detto da parte sua il titolare della Farnesina. Dopo l’allarme di Bin Khayal, Terzi ha affermato che chiederà “un piano Ue” in occasione del Consiglio Affari esteri che si terrà domani a Bruxelles.

– Ne parlerò al Consiglio Affari esteri affinché gli strumenti di cui dispone l’Ue vengano finanziati – ha aggiunto Terzi, precisando che in materia di controllo dell’immigrazione “è in atto un aumento della collaborazione tra Italia e Libia”.

– Stiamo collaborando con la Libia affinché ci siano dei sistemi di controllo più efficaci e alcuni programmi di monitoraggio sono già partiti.

Secondo Laura Boldrini, portavoce italiana Unhcr, “l’allarme lanciato da Tripoli sul peggioramento della situazione dell’immigrazione clandestina non solleva nulla di nuovo”.

– Sono 15 anni che i flussi migratori nel Mediterraneo si mantengono su cifre elevate ed anzi quest’anno i numeri sono piuttosto esigui: infatti sarebbero solo 1.500 le persone sbarcate finora tra Malta e Italia. Bisogna comunque cogliere lo spunto che giunge dalle dichiarazioni delle autorità libiche per prepararsi a fronteggiare i nuovi arrivi: è necessario accelerare le operazioni di ripristino del centro di Lampedusa e revocare l’ordinanza che considera Lampedusa ‘porto non sicuro’. Queste due problematiche – sottolinea – ostacolano le autorità italiane nel salvataggio di vite umane”. L’alto commissariato per i rifugiati è presente attualmente in Libia, ‘’ma manca ancora un riconoscimento formale che istituzionalizzi la sua presenza – ha concluso Boldrini.

Il Viminale: “Non ci faremo trovare impreparati”
ROMA – L’Italia ‘’non si farà trovare impreparata’’ di fronte al ‘’presumibile incremento di sbarchi di immigrati dal Nord Africa’’ con l’avvicinarsi dell’estate. Ma non si tratta, avverte il sottosegretario all’Interno, Saverio Ruperto, di ‘’un tema solo italiano. Al contrario la questione va affrontata in un quadro di collaborazione europea. Tutti devono prendere coscienza del fatto che si tratta di una questione di interesse comune e che queste persone non sbarcano solo in Italia: approdano in Europa. E spesso il nostro Paese non è neanche la meta finale’’.

Ruperto, che al Viminale ha la delega per l’immigrazione e l’asilo, è consapevole ‘’che a livello europeo ci possono essere resistenze perché ogni Paese ha a che fare con problemi interni’’.

– Ecco perché è necessario trovare equilibrio tra le esigenze di tutti. E’ vero che Paesi come Francia e Germania si trovano a sostenere già un peso considerevole in termini di immigrati, ma è anche vero che nessun Paese è esposto geograficamente come l’Italia verso i luoghi di provenienza dei grandi movimenti migratori dal Nord Africa.

Nell’affrontare la situazione, si terrà presente che l’emergenza in Nord Africa non è del tutto superata. Il percorso verso la democrazia in Libia non è completato ed è realistico aspettarsi che si tratterà di un processo lungo. Per questo – aggiunge – ci si può attendere anche per i prossimi mesi una serie di nuovi sbarchi. L’approccio al tema dovrà essere animato da spirito di solidarietà, dal momento che gli immigrati che sbarcano sulle coste italiane sono persone che fuggono da situazioni di difficoltà ed emergenza. Ma la legalità – precisa – è il quadro entro cui ci si dovrà necessariamente muovere. La solidarietà non può mai andare oltre i principi fissati dalla legge.

A Lampedusa, primo ‘fronte’ italiano in termini di immigrazione clandestina, ‘’la situazione è sotto controllo. I centri saranno attrezzati in vista di un prevedibile incremento di arrivi”.

– Nessuno pensa che il problema sia superato o possa essere affrontato con leggerezza e superficialità. Anche perché – rileva Ruperto – per la sua collocazione geografica Lampedusa è sempre in una situazione ‘border line’ che va attentamente monitorata.

Il grido di allarme delle autorità libiche su un possibile incremento di immigrati clandestini verso le coste europee ‘’può avere avuto il senso di prospettare un tema sentito nella stessa Libia. Anche lì hanno il problema dei flussi migratori da altri Paesi africani di confine. Quindi è necessario proseguire nelle politiche volte a promuovere accordi bilaterali tra Stati che consentano di tenere il fenomeno sotto controllo. Con il necessario realismo e senza posizioni di chiusura oltranzista’’.

“Preoccupazione” ma anche “fiducia” nel governo e nel ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri dal neosindaco di Lampedusa Giusi Nicolini che spiega di aver già chiesto un incontro alla titolare del Viminale.
– Siamo moderatamente preoccupati ma non allarmati. Abbiamo fiducia nella Cancellieri, da cui abbiamo apprezzato la visita fatta nei mesi scorsi per vedere le condizioni del centro di accoglienza.

Certo se gli sbarchi fossero imminenti, osserva il primo cittadino, l’isola, col centro di accoglienza chiuso, non sarebbe in grado di far fronte all’emergenza:

– Chiederò al ministro la predisposizione di una o due navi veloci da collocare a Lampedusa per metterci in condizioni sia di dare accoglienza, che con il centro chiuso e in assenza di una struttura non sarebbe possibile fare, sia di trasferire immediatamente gli immigrati sulla terraferma. Su questo siamo fiduciosi – prosegue Nicolini – Non dobbiamo allarmarci, la stagione estiva quest’anno sarà migliore e gli alberghi già hanno prenotazioni e aspettiamo i turisti.
Nel dibattito sulla cooperazione e l’immigrazione Lampedusa si candida a fare la sua parte:

– Vorremmo che Lampedusa e Linosa fossero elette a luoghi in cui si discute di come cambiare le norme e dove è possibile scambiare esperienze di sviluppo – conclude – Non siano considerate la periferia di Europa, come voleva Maroni, ma un luogo in cui si discute di come fare accoglienza.

Di immigrazione ha parlato anche il premier Mario Monti.

– Dagli esodi forzati non può nascere serenità. I fenomeni immigratori di vasta portata ci trovano spesso impreparati – ha detto Monti che ha fatto riferimento anche a “preallarmi di possibili aumenti degli sbarchi a seguito della situazione in Siria”.

– Non si può pensare che cessino per miracolo – ha evidenziato – gli arrivi dalla sponda sud del Mediterraneo.

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