Il Console Bernardo Borges visita gli italo-venezuelani di Molfetta e Corato

MOLFETTA – La visita del Console venezuelano Borges alle comunità italo venezuelane di Molfetta e Corato in occasione della “II Jornada con la Comunidad y asociaciones italo-venezolanas” non è solo un’occasione per espletare gli impegni diplomatici e le pratiche consolari, ma soprattutto è un modo per riunire la comunità italo venezuelana, rivivere bellissimi ricordi ed affacciarsi verso il futuro con ottimismo.

Molfetta e Corato sono due cittadine in provincia di Bari che vivono in maniera netta ed evidente il legame tra Italia e Venezuela, non solo la comunità italo venezuelana  è viva e presente sul territorio, ma è la pietra d’angolo su cui le due cittadine hanno costruito l’attuale tessuto sociale ed economico. A testimonianza della folta presenza degli italo venezuelani a Molfetta il console Borges ha fatto visita all’associazione Molfettesi nel Mondo, ed a Corato con l’occasione dell’omaggio floreale alla statua di Simon Bolivar c’è stata la visita al centro italo venezuelano.

La storia di Molfetta è particolare, 60000 abitanti popolano la città, oltre 60000 molfettesi vivono nel mondo, una rara particolarità che porta a catapultarsi all’interno dell’associazione e vivere ed ascoltare, toccare con mano il modo di essere di un emigrato italiano: la sofferenza che si mescola alla soddisfazione di avercela fatta è impressa nei volti delle persone che fanno parte dell’associazione. L’impegno giornaliero, il sudore della conquista si mescola con la devozione e la preghiera, la gratitudine verso il Signore è visibile nella presenza della Virgen de Coromoto in bella mostra all’interno dell’Associazione e una foto di Don Tonino Bello “l’apostolo della Pace” il sacerdote degli immigrati.

Non solo l’associazione Molfettesi nel Mondo, ma anche un consigliere comunale nominato ambasciatore dei molfettesi nel mondo testimonia come anche l’amministrazione comunale esalti e preservi il valore degli emigrati molfettesi. Benito Cimmillo è l’incaricato di tenere vivi i rapporti con i concittadini residenti al’estero. Ciò che colpisce del signor Cimmillo, immigrato per tanti anni in Venezuela, è l’amore per la sua città, un amore smisurato che riesce a trasmettere agli altri in poco tempo. Basta un giro per la città con il Signor Cimmillo che ti innamori di Molfetta e della sua gente. Ciò che fa percepire il calore, il cuore, l’aspetto umano è l’evento Molfetta Day. Un evento che celebra con amore, orgoglio e attaccamento della città verso tutti gli emigrati sparsi nei cinque continenti che con il loro lavoro hanno contribuito a dare  a Molfetta progresso e benessere a fronte di sofferenze difficili da cancellare. Il gesto più bello che racchiude il significato intimo di questo evento è l’arrivo in città di una delegazione di Molfettesi sparsi nel mondo.

Persone, queste, che non hanno la possibilità economica di tornare a Molfetta. L’amministrazione si fa carico di tutte le spese permettendo così a persone che non vedono Molfetta da anni di tornare sul suolo natio e poter vedere con i loro occhi la trasformazione della città. Una città lasciata nel dopoguerra e divenuta ricca negli anni anche grazie ai loro sacrifici. Evento senza dubbio commovente e di forti contorni morali e sociali.

Da Molfetta si passa a Corato, si lascia l’associazione dei Molfettesi nel Mondo e si entra nel centro italo venezuelano di Corato,istituito negli anni 60 con il ritorno in patria di coratini che avevano lasciato il Venezuela. Tra questi coratini conosciamo Vincenzo Agatino, il presidente del centro italo venezuelano di Corato. Nel signor Agatino si rispecchia tutta la comunità italo venezuelana. Lo osservi ed immediatamente noti l’umiltà, la perseveranza del’uomo. Nei suoi occhi e nelle sue rughe si leggono i sacrifici fatti negli anni e l’amore verso il Venezuela. Grazie al lavoro quotidiano del signor Agatino e delle persone che danno vita al centro italo venezuelano si continua ancora oggi a respirare l’aria del Venezuela a Corato. Un mix di passione e amore, ricordi indelebili che si fondono con l’amore verso Corato.

Si va via con tanta gioia nel cuore, ma anche con un senso di vuoto: vivere a contatto con la comunità italo venezuelana ti fa capire che i tempi sono cambiati: i valori, i sacrifici fatti da uomini che hanno creato l’indissolubile rapporto tra Italia e Venezuela è difficile da rivivere vere nelle nuove generazioni. L’attaccamento ai valori, lo spirito di sacrificio, la voglia di combattere che ha caratterizzato il flusso migratorio degli italiani in Venezuela si è perso.

Ma il futuro va affrontato con ottimismo, l’esempio non manca, è un valore che va preso in considerazione per poter vivere questi tempi difficili con fiducia, sacrifico e lavoro.

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