JPMorgan, Casa Bianca: “Riformare Wall Street”

Pubblicato il 14 maggio 2012 da redazione

WASHINGTON – Sono ore di grande apprensione alla Casa Bianca. Da una parte i guai dell’Eurozona, visti sempre più come una minaccia per gli Stati Uniti. Dall’altra il terremoto causato dalle inattese perdite di JPMorgan, col riaffiorare di fantasmi che si sperava di aver cacciato via per sempre.
Nell’entourage presidenziale si parla di un Barack Obama costantemente informato su ciò che accade a Bruxelles, dove si è svolta l’ennesima riunione d’emergenza dell’Eurogruppo, e letteralmente infuriato per le resistenze che repubblicani e lobbisti ancora oppongono alla piena attuazione della riforma di Wall Street.
– Il caso di JPMorgan dimostra chiaramente la necessità di portare a termine quanto prima la riforma di Wall Street – ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney -. Lo stesso non fa altro che sottolineare la ragione per la quale è stato importante far adottare la riforma di Wall Street, e perché è fondamentale che questa riforma sia attuata in maniera completa. Dopo che la riforma è stata adottata – ha detto ancora il portavoce della Casa Bianca – i difensori degli interessi di Wall Street, i lobbisti, hanno speso milioni e milioni di dollari per provare a indebolire, ritardare e annacquare queste regole. Il presidente si batte contro questo, e l’affare JPMorgan dimostra come sia importante varare la riforma e attuarla pienamente.
Un duro attacco anche a chi nel Congresso continua a fare ostruzionismo:
– E’ pazzesco – ha affermato Carney – che dopo il 2008 ci sia ancora qualcuno che metta in discussione tale riforma, e continui a sostenere che dovremmo lasciare che Wall Street si scriva le regole dal sola.
Forte è la tentazione a Washington, scrive il noto quotidiano Wall Street Journal, di prendere a pretesto il caso di JPMorgan per un’ulteriore stretta sui mercati finanziari, estendendo ulteriormente il controllo del governo e rafforzando le regole del gioco. Visto che anche la Volcker Rule (quella pensata per evitare investimenti speculativi) sembra dimostrarsi insufficiente. Ma il chiodo fisso per Obama è l’Europa, e la ripercussioni che la crisi del debito può avere sull’economia americana nell’anno delle elezioni presidenziali.
– Gli europei hanno fatto passi in avanti importanti, ma è ovvio che devono fare di più – ha ribadito il portavoce Carney.
La Casa Bianca ha comunque sottolineato come l’amministrazione Obama sia fiduciosa sul fatto che gli europei saranno in grado di gestire la complessa situazione dell’Eurozona. Nonostante il drammatico caso della Grecia e le preoccupazioni – sottolinea il WSj – per l’aumento dei costi che Paesi come l’Italia e la Spagna devono sopportare per ripagare il proprio debito pubblico.
Analisti e commentatori Usa, comunque, sottolineano come a Washington si guardi con grandissimo interesse ai cambiamenti politici in atto in Europa, al dopo ‘Merkozy’. E si speri come la batosta elettorale subita in Germania da Angela Merkel acceleri un cambio di strategia, con una maggiore attenzione alla crescita.
La canceliera tedesca, che finora ha avuto il pallino della situazione, appare ora “più vulnerabile di quanto si potesse credere”, scrive il New York Times, sottolineando come la sconfitta della Merkel “potrebbe incoraggiare il nuovo presidente socialista francese Hollande a raddoppiare i suoi sforzi per convincere la cancelliera ad allentare la presa sui tagli al bilancio e sulle riforme strutturali nell’Eurozona, e a fare invece di più per rafforzare l’economia”.

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