Rodríguez vince ad Assisi ed è il nuovo leader

Pubblicato il 15 maggio 2012 da redazione

ASSISI – Una vittoria annunciata. Ma anche cercata, voluta, meritata. Un protagonista dichiarato. Joaquim Oliver Rodriguez, in un colpo solo, ad Assisi, ha vinto la 10ª tappa del 95º Giro ciclistico d’Italia e si è cucito addosso la maglia rosa, ponendo le basi per il trionfo a Milano, domenica 27 maggio.

Il suo traguardo, più o meno palesato, è proprio quello. Rodriguez gareggia per il Katusha team, è catalano ed è soprannominato ‘Purito’, che vuol dire ‘Piccolo sigaro’.

Questo nomignolo gli venne affibbiato nel 2001 quando, al primo anno da professionista, mentre si allenava con i compagni della Once, su un tratto in salita, per mostrare grande agilità e facilità di pedalata, affiancò con menefreghismo i vari Jalabert, Sastre e Olano, mimando il gesto di fumare un sigaro.

In serata, poi, i ‘senatori’ della squadra lo punirono, costringendolo a fumare un vero sigaro intero e in presenza di tutta la squadra.

Oggi ‘Purito’ si è ‘fumato’ la rampa che portava in cima ad Assisi, ha macinato metri e avversari, ha aspettato forse anche troppo prima di lanciare l’attacco, ma alla fine è partito a testa bassa, tagliando il traguardo per primo e precedendo nell’ordine Huzarski, Visconti, Pozzovivo e Gadret. Facile prevedere la sua vittoria, in una salita che si addiceva alle sue caratteristiche.

Da questo momento, però, chi vuole vincere il Giro, dovrà fare i conti con questo piccolo-grande spagnolo di Parets del Valles che tre giorni fa ha tagliato il traguardo delle 33 primavere. Lo ha detto anche Ivan Basso, coinvolgendo nella sua considerazione Domenico Pozzovivo: “Se vanno così in salita è davvero difficile rimanere alle loro spalle”.

Sicuramente Rodriguez, che ha già vinto la classifica degli scalatori alla Vuelta del 2005, non è un cronoman di professione, ma quando la strada sale è davvero difficile restare dietro la sua ruota.

Oggi è bastato poco per creare il vuoto e volare sul tetto del Giro d’Italia, spodestando il canadese Hesjedal, che nella cittadina del Santo Patrono d’Italia non ha demerito, ma ha dovuto sfilarsi la maglia rosa.

Ad Hesjedal non è bastato il 6º posto, alle spalle di un nugolo di scalatori e finisseur di razza. Ma per lui ancora non é finita: prima delle grandi montagne, delle Alpi e delle Dolomiti, potrebbe anche riprovare a farsi avanti. Tutto previsto, tutto nella norma, nella tappa di oggi, anche la scaramucce che hanno innescato l’attacco finale e che rappresentano il preludio alle salite vere, quelle che decideranno questo Giro così inestricabile e sempre meno scontato. Intanto, Rodriguez si è avventaggiato e, d’ora in avanti, sarà difficile, difficilissimo, strappargli la maglia di leader della classifica generale. Lo spagnolo in classifica precede proprio Hesjedal di32”e l’ottimo siciliano Paolo Tiralongo, che si trova a -32″. Kreuziger e Basso sono staccati rispettivamente di52”e57”. In teoria, il Giro è ancora apertissimo, in pratica resta negli occhi e nella mente la facilità con cui ‘Purito’ Rodriguez ha pedalato sulla rampa francescana. Ci vorrà un miracolo per spodestarlo. O qualcosa di più…

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