Bogotà, 5 morti nell’attentato contro ex ministro

BOGOTÀ – E’ di cinque morti e 19 feriti – tra questi ultimi l’ex ministro dell’Interno e della Giustizia della Colombia, Fernando Londono – il bilancio dell’esplosione avvenuta ieri nella parte nordorientale di Bogotà a bordo di un autobus. Nel darne notizia, la polizia ha reso noto che l’autobus a bordo del quale era stato piazzato l’esplosivo è stato semidistrutto dalla deflagrazione e altri sette veicoli gravemente danneggiati. A bordo di uno di questi si trovava Londono. Precedentemente, nel corso della mattinata la polizia aveva disinnescato un’autobomba parcheggiata davanti al comando della polizia metropolitana di Bogotà, che i ribelli delle Farc volevano usare per un attentato.
Il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, ha riferito che l’ex ministro Londono è rimasto ferito nell’attentato ma è fuori pericolo. «Fortunatamente l’ex ministro Londono è stabile. È in ospedale» ha affermato il Presidente. In un breve messaggio televisivo alla nazione Santos ha spiegato che l’esplosione è avvenuta poco prima di mezzogiorno ora locale in Calle 74 vicino a Caracas Avenue.
Il ‘mandatario’ colombiano ha condannato «con fermezza» l’attentato: «Non capiamo quale sia l’obiettivo, ma siamo assolutamente sicuri che il governo non si lascerà sviare da questi atti terroristici, il terrorismo non ci farà tirare indietro», ha dichiarato il capo di stato.

La ricostruzione
Secondo le prime ricostruzioni Londono stava viaggiando a bordo della sua vettura quando un autobus, senza passeggeri a bordo, è esploso al suo passaggio. Secondo altri testimoni, invece, gli attentatori avrebbero raggiunto il Suv a bordo di una moto e poi messo l’esplosivo sul tetto dell’auto blindata. Le immagini televisive mostrano Londono con lo sguardo e la camicia sporca di sangue fuori dal veicolo subito dopo l’esplosione. Sul posto stanno lavorando le forze dell’ordine ed i mezzi di soccorso. Le indagini sono ora in mano a quattro magistrati dell’unità antiterrorismo.

L’ex ministro
Londono ha ricoperto la carica di ministro degli Interni dal 2002 al 2004 sotto la presidenza di Alvaro Uribe ed è su posizioni molto ostili alle Farc. È un avvocato, docente della Pontificia Università Javeriana, economista e attualmente lavora come direttore del programma radiofonico «L’ora della verità» per la Catena Super della Colombia ed è editorialista dei quotidiani El Tiempo e El Colombiano.

12 politici arrestati per accordi
con paramilitari
Dodici politici del distretto colombiano di Magdalena sono stati arrestati per aver stretto accordi preelettorali con gruppi paramilitari. Il procuratore generale della Colombia, Eduardo Montealegre, ha annunciato di aver spiccato mandati di cattura a carico di dodici politici di 15 comuni di Magdalena, dei quali non ha fornito i nomi, per contatti, tra il 2000 e il 2002, con gruppi paramilitari fuorilegge: in cambio di aiuti per essere eletti, gli arrestati avrebbero dato accesso a fondi pubblici ai paramilitari. ‘’Si è trattato di un vero e proprio patto di aiuto reciproco di questi rappresentanti politici con il Bloque de Autodefensas Unidas de Colombia (Auc), e in particolare con il gruppo comandato dal soprannominato Jorge 40’’, ha dichiarato Montealegre. Gli arrestati appoggiarono poi la candidatura al governo di Magdalena di José Domingo Davila Armenta, di fatto eletto governatore nel 2001, e poi processato e condannato per gli stretti legami con i paramilitari fuorilegge. Altri 60 politici di distretti di tutto il Paese sono sotto inchiesta per ragioni analoghe.

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