Rebus Chiellini per Prandelli

ROMA – Venti giorni di stop, e un rebus difficile da sciogliere. L’infortunio muscolare che ha fermato Giorgio Chiellini nell’ultima giornata di campionato non è il massimo della gravità. Ma per Cesare Prandelli resta una bella grana in vista degli Europei.

Dopo la risonanza che ieri a Torino ha stabilito la diagnosi, sarà fondamentale lunedì prossimo – al raduno azzurro di Coverciano – una nuova valutazione per capire quali sono le chance di recupero del difensore. Al momento, la sua situazione è definita border line. I giocatori azzurri hanno concluso  ieri mattina i test fisici al centro tecnico di Coverciano, e hanno sciolto le fila per qualche giorno di riposo. L’appuntamento è per lunedì prossimo, quando per i 32 (juventini e napoletani a parte, che con i due del PSG si uniranno solo sabato 26) comincerà la vera e propria preparazione.

Chiellini è giocatore fondamentale per la difesa di Prandelli, come lo è stato per tutta la stagione della Juve. Lui vuole recuperare a tutti i costi, e il commissario tecnico farà di tutto per non perderlo. Anche a costo di rinunciarvi per la prima partita, quella conla Spagnaa Danzica il 10 giugno.

I venti giorni di stop indicati dalla diagnosi Juve dicono che Chiellini potrebbe tornare ad allenarsi solo il 6 giugno, e sarebbe davvero troppo poco per rischiare la partita subito. Vista l’indisponibilità per la finale di Coppa Italia, il difensore dovrebbe presentarsi con l’esito degli esami a Coverciano. Enrico Castellacci, medico azzurro, visionerà la cartella clinica e farà un resoconto a Prandelli. A quel punto si deciderà; il secondo snodo sarà il 29 maggio, quando l’Italia dovrà consegnare all’Uefa la lista definitiva dei 23. L’impressione è che Prandelli non rinuncerà al giocatore, anche se il calendario strettissimo dell’Europeo (si gioca ogni quattro giorni) trasformerà il suo recupero in una corsa contro il tempo. Scongiurato il pericolo maggiore, quello di uno stiramento grave o di uno strappo che lo avrebbe messo fuori definitivamente, resta da capire la reazione del giocatore: l’adduttore della coscia è il punto più delicato della muscolatura di un calciatore, certezze sui tempi di recupero sono impossibile. Comunque sia, una tegola per l’Italia. Che deve aspettare anche i recuperi di Montolivo e Giovinco. Loro per il 29 maggio, però, saranno pronti.