Cameron: «Sostenere l’Eurozona o guai per tutti»

LONDRA – “O l’Europa si dota di una stabile eurozona con un’efficace firewall, banche regolamentate e ben capitalizzate, un sistema di condivisione del peso del debito e una politica monetaria a sostegno dell’intera eurozona o ci troveremo in territori inesplorati che pongono rischi per tutti”. Lo ha detto il premier britannico David Cameron.
– L’eurozona – ha detto il premier inglese – deve introdurre metodi di governance che creino fiducia, si devono aggiungere alla logica di un’unione monetaria delle soluzioni per il sostegno e la responsabilità collettiva: gli eurobond in questo senso sono un possibile esempio’
E mentre in Inghilterra si manifesta preoccupazione per il futuro dell’Eurozona, in Spagna, stando al quuanto scrive il quotidiano El Mundo, è corsa agli sportelli bancari di Bankia, l’istituto nazionalizzato dal governo la settimana scorsa. Una corsa che, si teme, possa contagiare anche gli altri istituti bancari e, quindi, creare un disastroso effetto domino.
Per quanto riguarda i mercati, poi, la situazione si presenta sempre assai preoccupante. Oggi, lo spread Btp-Bund risale a quota 440, e il rendimento del Btp a 10 anni è al 5,85%. Il differenziale tra i decennali di Spagna e Germania è a 489 punti.
Ulteriore discesa, quindi, del rendimento del Bund a 10 anni che aggiorna il minimo storico a 1,42%. La fuga dal rischio premia i governativi tedeschi ed enfatizza il movimento degli spread: il differenziale con il Btp si è ampliato fino a 449 punti base, per poi ripiegare a 444, e quello con i Bonos ha superato quota 490.
Tassi in sensibile rialzo nell’ asta titoli spagnoli: l’operazione ha visto collocati 2,49 mld di Bonos con scadenza 2015 e 2016. Sulla scadenza gennaio 2015 il rendimento è volato al 4,375% dal 2,89% di aprile. Sulla scadenza luglio 2015 il tasso è salito al 4,876% dal 4,037% di maggio. Per la tranche aprile 2016 il tasso è al 5,106%.
Riducono il calo le principali borse europee, nonostante l’aumento delle richieste settimanali e continue di sussidi di disoccupazione negli Usa e con i futures su Wall Street negativi. A Milano il Ftse Mib cede l’1,48% a 13.080 punti, poco più che a Londra (-1,35%) e meno che a Madrid (-1,58%). Più contenuto l’arretramento di Parigi (-1,14%) e Francoforte (-1,04%), mentre Amsterdam cede l’1,72% e Stoccolma e Zurigo sono chiuse per festeggiare l’Ascensione.
Hanno prevalso gli acquisti sulle principali borse di Asia e Pacifico, favorite dal dato sulla crescita del Pil giapponese nel primo trimestre, salito del 4,1% su base annua (+1,1% rispetto al precedente). Una circostanza che ha fatto dimenticare per un giorno agli investitori orientali le difficoltà delle Grecia, che rischia di dover lasciare l’Euro per tornare alla Dracma.
Il Giappone segna una crescita del Pil dell’1% gennaio-marzo e una del 4,1% su base annualizzata, in scia alla ripresa dei consumi e degli investimenti pubblici. Lo ha reso noto l’Ufficio di gabinetto, diffondendo dati migliori delle attese degli analisti.