Blitz Pdl-Lega per la riapertura dei manicomi

ROMA – “Con il voto di oggi in commissione Affari sociali sull’adozione di un testo base per l’assistenza psichiatrica, la risorta maggioranza Pdl-Lega ha segnato un passo indietro di quarant’anni. Di fatto il testo votato prevede che il malato di mente venga recluso nei manicomi per lunghi periodi, anche anni, e non prende minimamente in considerazione la cura della malattia psichica. La reclusione dei malati nasconde la patologia e non la cura”. Lo dice Margherita Miotto capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.

– Nonostante la ferma opposizione delle società scientifiche – prosegue Miotto -, delle Regioni, delle associazioni dei familiari, del terzo settore, del governo (compreso il precedente ministro Fazio) e la nostra ferma contrarietà, Pdl e Lega hanno voluto forzare la mano ricreando il sistema manicomiale per motivi ideologici. Usano un disagio vero per fare facile propaganda, come è già accaduto su altri temi. La malattia psichiatrica in Italia si affronta con le leggi che già ci sono e con gli strumenti normativi come le linee guida e i progetti obiettivo tutela salute mentale che non sono pienamente applicati. Da parte nostra continueremo l’impegno per contrastare in tutti i modi l’iter della legge in commissione”.

Dal canto suo, il relatore Carlo Ciccioli (Pdl) dice che il testo di riforma della legge Basaglia approvato “è come ovvio ampiamente modificabile con eventuali emendamenti che saranno proposti dai parlamentari di tutti i gruppi” e che non si mira alla restaurazione dei manicomi (come sostiene il Pd), ma si va nella “direzione del sostegno alle famiglie dei pazienti, oggi abbandonate a se stesse, e di una buona e corretta assistenza alle persone che non hanno consapevolezza di malattia e per questo molto spesso evitano di curarsi o di seguire i trattamenti terapeutici prescritti”. Non saranno riaperti i manicomi, spiega il relatore, perché in testo “è indirizzato ad un modello organizzativo di presa in carico efficace del paziente” e “dell’obbligatorietà da parte dei sanitari di recarsi dai pazienti e di strutture alternative all’ospedale per la riabilitazione di breve-medio periodo (fino ad un massimo di 12 mesi) nelle quali il paziente è tenuto a seguire un percorso terapeutico. Tale legge – aggiunge – era molto attesa dalle associazioni dei familiari che da anni protestano per l’assenza di assistenza e strutture socio-sanitarie adeguate e la prevalenza di un atteggiamento ideologico rispetto alle esigenze reali. I parlamentari del Pd, tra gli altri il capogruppo in Commissione Miotto, l’ex ministro Livia Turco, Farina Coscioni, Murer e D’Incecco hanno criticato il provvedimento ritenendo sufficiente l’attuale normativa, meritevole solo di un’implementazione degli organici sul territorio”, riferisce Ciccioli.

Il Presidente della Commissione Palumbo ha messo ai voti il provvedimento che è stato approvato con 14 voti contro 12. La proposta di legge porta la denominazione di ‘Nuove norme in materia di assistenza psichiatrica’. E’ il primo passo per passare il provvedimento all’Aula.

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