Corruzione, pene fino a 8 anni. No del Pdl: “Il governo rischia”

ROMA – Vanno a rilento i lavori, per l’esame del ddl anticorruzione, delle Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, dove si sono susseguiti gli interventi dei deputati del Pdl.

– Non stiamo facendo ostruzionismo – ha spiegato Manlio Contento – ma difendiamo le nostre ragioni. Ci sono elementi importanti da valutare per migliorare la lotta alla corruzione. Ci aspettiamo dal ministro aperture su alcune questioni come la corretta graduazione delle pene.

Gli ha ribattuto il deputato del Pd Mario Cavallaro “excusatio non petita accusatio manifesta. Se conoscono i regolamenti parlamentari sanno che tecnicamente questo è ostruzionismo”.

Idv e Udc hanno ritirato i subemendamenti agli emendamenti del governo, perché si concluda il lavoro in Commissione e si arrivi in Aula nei tempi previsti.

Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, che ha annunciato il ritiro degli emendamenti, ha poi commentato con i cronisti:
– Deve finire questa commedia. Abbiamo fatto una scelta politica per andare in Aula e votare presto. Voglio sapere chi è il mandante di tutta questa manfrina. E’ peggio del ‘92-’93. Mentre la magistratura lavora scoprendo il marciume della II Repubblica in Parlamento c’è un partito che si sta adoperando per impedire che vada in porto una riforma per combattere i reati contro la P.A e per ridurre gli strumenti contro la criminalità politica e finanziaria.

Per l’Udc ha annunciato il ritiro degli emendamenti Lorenzo Ria, mentre il Pd, con la capogruppo in Commissione Giustizia Donatella Ferranti ha espresso la disponibilità a farlo. Angela Napoli (Fli), relatrice del provvedimento aveva invece subordinato il ritiro ad un accordo generale per accelerare i lavori, ipotesi poi tramontata. Dalla Lega è stata sollevata una questione procedurale e Raffaele Volpi ha chiesto di votare subito l’emendamento in discussione e procedere così anche per i successivi. Gli ha replicato il presidente della Commissione Affari costituzionali, Donato Bruno giudicando “quella di interrompere la discussione una richiesta grave”.

Dopo le polemiche la seduta è stata sospesa dal presidente. La richiesta di sospensione è stata avanzata dal capogruppo del Pdl in Commissione Giustizia Enrico Costa ed è stata approvata da tutti i gruppi tranne l’Idv. Prima della sospensione era stato votato e bocciato un subemendamento all’emendamento del governo firmato dalla relatrice, Angela Napoli (Fli), che proponeva l’equiparazione dei reati di corruzione e concussione.

Nel pomeriggio le commissioni hanno poi approvato un subemendamento del Pd che aumenta le pene detentive per il reato di corruzione per atti contrari a dovere d’ufficio: nella proposta del governo erano previste da un minimo di 3 anni a un massimo di 7, e passano con l’emendamento approvato da 4 a 8. Il subemendamento, primo firmatario il capogruppo in commissione Giustizia Donatella Ferranti, è passato con i voti favorevoli di Pd, Fli e Idv e con l’astensione di Udc e Lega.

Il ministro della Giustizia, Paola Severino, che era presente alla seduta, aveva chiesto l’accantonamento ‘’per allineare le pene previste per le altre fattispecie’’. – Penso che giovi a razionalizzare il sistema – ha spiegato.

Polemico l’Idv Federico Palomba, che per fermare l’ostruzionismo del Pdl aveva deciso di ritirare i propri emendamenti e che accusa il Pd di avere invece prima annunciato il ritiro per poi invece arrivare al voto.

– Non è possibile consentire tali votazioni solo per fare vetrina’’. Replica la democratica Ferranti che spiega la scelta di non accantonare l’emendamento che ‘’ci è sembrato qualificante per la definizione di un reato grave’’.

– Non credo si sia formata una nuova maggioranza, neanche sul falso in bilancio – ha poi dichiarato il ministro della Giustizia, lasciando la seduta – La giustizia è una palestra di cose difficili ma vedo la volontà di non arrivare a una spaccatura.

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