Pescara in A, si avvera il sogno sotto la stella di Zeman

GENOVA – Nato sotto la stella di Zeman, questo Pescara non poteva che finire così il suo splendido campionato, affibbiando tre gol a una Sampdoria che sapeva già di aver accesso ai playoff e che quindi non si è preoccupata più di tanto di arginare il fronte di fuoco del miglior attacco del campionato.

Con questo risultato gli abruzzesi tornano in serie A, perché, se anche dovesse finire il torneo a pari punti con Verona e Sassuolo, è in vantaggio su entrambe per gli scontri diretti. I blucerchiati hanno avuto un ottimo avvio di partita, in cui il reparto offensivo, nonostante la scelta strategica di non far giocare Eder, ha fatto il proprio dovere. Ma il Pescara, quello di Zeman, non perdona i cali di tensione e nemmeno le zone franche.

Matura così il gol di Caprari, che al 18′ pt raccoglie una verticale di Verratti e spara un destro sul primo palo che gabba Romero. E proprio Romero, con una papera inimmaginabile, favorisce pure il secondo gol, al 20’: c’é chi dice esitazione, chi invece imputa al portierone argentino un po’ troppa presunzione. Ma qualcuno dovrebbe avergli detto che non è compito dei portieri scartare un attaccante, soprattutto quando questo si chiama Immobile, 27 gol in campionato.

Infine, perla Sampè scattata anche la ‘maledizione’ del rigore, anche questa volta sbagliato da Pozzi, che spara una cannonata e becca in pieno il palo. E’ il 45′ pt e gli uomini di Zeman preparano la festa.

Un appuntamento con la gioia della promozione confermato dal secondo gol di Caprari, che al 16′ st scarta tutto il reparto difensivo blucerchiato e segna. Spetterà a Juan Antonio, dopo un parapiglia in area proprio davanti ad Anania, segnare il gol della bandiera.

I tre minuti di recupero concessi dall’arbitro Tommasi (la cui direzione di gioco è stata ‘sui generis’) lasciano il tempo ai pescaresi di preparare la festa. Al termine della partita, Pescara matematicamente in serie A e Samp matematicamente nei playoff. Mentre la tifoseria blucerchiata ha applaudito a lungo gli uomini di Zeman, questi ultimi hanno dato l’assalto al boemo, che ha persino accennato un sorriso.