Napolitano: “In Italia nuovo attacco eversivo”

ROMA – ‘’E’ importante, tanto più oggi che il Paese si trova a dover affrontare un altro sanguinoso attacco eversivo alla convivenza civile, rendere omaggio e rinnovare la memoria di quanti, come Massimo D’Antona, hanno contribuito a rinsaldare la coesione sociale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della cerimonia di commemorazione di Massimo D’Antona, docente di diritto del lavoro all’ateneo romano La Sapienza e consigliere dell’allora ministro del Lavoro Antonio Bassolino, ucciso il 20 maggio del 1999 dalle Nuove Brigate Rosse.

– Mi unisco al commosso ricordo della sua autorevole figura di giuslavorista impegnato nelle istituzioni e con il sindacato per dare un valido sbocco normativo ai processi di innovazione delle attivitaà produttive e di trasformazioni nel mondo del lavoro – aggiunge il capo dello Stato -. In questo spirito sono vicino ad Olga, ai famigliari e a tutti i presenti con sentimenti di solidarietà e gratitudine.

Alla cerimonia della commemorazione è intervenuto anche Pierluigi Bersani.

– Siamo di fronte al solito vecchio alibi: siccome c’è tensione allora emerge il terrorismo. Invece no, c’è una strategia – sottolinea il segretario del Pd -. Ci sono persone che vogliono crescere pensando di avere acqua in cui nuotare. Per questo ci vuole una risposta giudiziaria ma anche una risposta corale e civile. C’è un problema di intelligence ma c’è un dovere di mobilitazione e vigilanza.

Il leader del Pd ha sottolineato:

– Bisogna mettere in guardia da interpretazioni dopolavoristiche. Ci sono formazioni che hanno intenzione di passare dalle parole ai fatti. Ma noi ne abbiamo viste abbastanza, se loro alzano il tiro noi dobbiamo alzare il tiro della risposta anche stando attenti alle parole, tracciando sempre un argine alla violenza senza alludere a giustificazioni.

Alla commemorazione per D’Antona sono intervenuti anche i leader sindacali.

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso punta il dito contro la riduzioni di mezzi e uomini alle forze dell’ordine.

– In tutti questi anni si è usata molto la parola sicurezza e contemporaneamente si è ridotta la presenza delle forze dell’ordine. Penso a tanti anni in cui la funzione preventiva delle forze dell’ordine è stata sminuita e in alcuni casi anche aggredita (come nel caso delle intercettazioni). Tutto ciò ha segnato un arretramento della capacità del Paese di prevenire fenomeni criminali e eversivi – sottolinea Camusso.

Per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, “c’è un residuo di follia presente in alcuni che vogliono farci ripiombare nel passato. Il Paese è però maturo per reagire.

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