Guatemala, ex dittatore Rios Montt sarà processato per genocidio

Pubblicato il 22 maggio 2012 da redazione

CITTÀ DEL GUATEMALA – La giudice Carol Patricia Flores ha deciso che si potrà procedere a un secondo processo per genocidio contro l’ex dittatore del Guatemala Efrain Rios Montt, accusato di essere responsabile dell’eccidio di 201 contadini nel villaggio settentrionale di Dos Erres nel 1982. La giudice ha infatti valutato che i procuratori hanno presentato prove sufficienti ad aprire un processo per i nuovi capi d’accusa.

Alcuni mesi fa una prima richiesta di procedere contro l’ex capo del regime del Paese centroamericano era già stata accolta per la morte di 1.771 indigeni e lo sfollamento di altri 29mila. I legali dell’ex dittatore stanno cercando di bloccare il procedimento, sostenendo che Rios Montt sia coperto da una legge di amnistia varata tra il 1982 e il 1983. Alla domanda se avesse qualcosa da dire sulle nuove accuse, in un’aula affollata da parenti delle vittime e attivisti per i diritti umani, l’85enne ex dittatore ha risposto: “E’ sotto la legge militare, vostro onore, che mi dichiaro innocente”. Molte persone hanno applaudito in aula quando il giudice ha ordinato il nuovo processo.

L’operazione di cui è accusato in questo nuovo caso Rios Montt risale al 7 dicembre 1982, giorno in cui i soldati delle forze speciali conosciute come Kaibiles attaccarono la comunità di Dos Erres, in cerca delle armi che gruppi di guerriglieri attivi nella regione avevano sottratto all’esercito alcuni giorni prima. I soldati sostenevano che i contadini locali, nel corso della guerra civile che per 36 anni insanguinò il Guatemala, collaborassero con i ribelli. Durante l’attacco, i Kaibiles stuprarono e uccisero donne e ragazze, e costrinsero centinaia di persone a lasciare le proprie case. Decine di corpi sono stati esumati da un pozzo negli anni ‘90 e gli esperti hanno determinato che almeno 67 appartenessero a bambini al di sotto dei 12 anni.

Secondo quanto riportano le Nazioni unite, durante la guerra civile, durata dal 1960 al 1996, hanno perso la vita o sono scomparsi oltre 200mila persone, per lo più indigeni maya, mentre interi villaggi sono stati distrutti. A gennaio di quest’anno, Rios Montt, che prese il potere attraverso un golpe nel 1982 e fu rovesciato l’anno seguente, è diventato il primo ex presidente a essere formalmente accusato di genocidio da una corte latinoamericana. Per 15 anni, mentre era membro del Congresso, ha goduto dell’immunità, ma dopo aver perso il suo seggio è stato messo agli arresti domiciliari, dove si trova ancora oggi. Secondo gli esperti, aver accusato Rios Montt per crimini di guerra risalenti al suo regime può rappresentare un precedente per altri due generali accusati con lui per il primo caso di genocidio e per decine di altri militari di rango inferiore accusati di aver partecipato alle atrocità.

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