MY WAY: Scelte impopolari e vincenti

Questa settimana è stata ricca di avvenimenti, dal punto di vista politico, sociale, sportivo, di cronaca nera, sia per l’Italia che per il mondo intero: siamo passati dalle emozionanti finali di Champions League e di Coppa Italia, con i trionfi di Chelsea (o Chelska, come dicono a Londra, viste le origini del proprietario multimiliardario) e Napoli, al G8 di Camp David, dal terribile attentato alla scuola pugliese fino al terremoto che ha scosso l’Emilia Romagna. Eventi che ci hanno reso felici e tristi, preoccupati e rasserenati, nella piú classica altalena di emozioni e sensazioni che caratterizza da sempre la vita dell’uomo.

Una notizia altrettanto importante è stata, peró, anche quella legata ad un avvenimento che ha interessato il mondo dello sport, del motociclismo in particolare. Il campionissimo australiano, Casey Stoner, fuoriclasse indiscusso delle due ruote, eterno rivale del ‘nostro’ Valentino Rossi, ha annunciato che a fine anno appenderá il casco al chiodo, rinunciando a correre e a farci divertire con le sue prodezze in Moto GP. Il giovanissimo campione australiano, classe 1985, ha dichiarato il suo addio alle corse in una commovente conferenza stampa a Le Mans, in Francia. Casey arrivó a far vincere la Ducati nel 2007 e tutti gli hanno sempre riconosciuto un talento innato per le moto, ma fin dall’inizio si notava anche il suo carattere ipersensibile e non sempre capace di gestire lo stress che uno sport cosí impegnativo e di cosí alto impatto mediatico porta con sé. Centauri si nasce e non è stata sicuramente una decisione facile da prendere per il giovane di Southport. D’altra parte, non credo nemmeno che il mondo delle corse sia un mondo cosí infame e triste come lo dipinge lo stesso Stoner, che probabilmente ci ha messo molto pathos nello stigmatizzare un contesto che, in fin dei conti, gli ha regalato tantissime emozioni e tanti successi.

Quello che peró gli va riconosciuto, è sicuramente una forte maturitá nel prendere una decisione cosí importante, che condizionerá non solo il suo stile di vita ma anche quello delle persone che gli stanno attorno in questo momento. E’ un po’ come se Messi annunciasse domani, in pieno fervore agonistico e nel vivo della sua carriera calcistica, l’addio al calcio. Il giovane centauro ha dimostrato uno straordinario attaccamento alla vita ed un equilibrio che tante volte gli è stato contestato. Non credo francamente che si possa accusare un campione cosí vero ed autentico di avere un carattere fragile: i fatti lo hanno ampiamente smentito. Non si diventa campioni del mondo in una classe, la moto GP, piena zeppa di una concorrenza forte ed agguerrita, in uno sport difficilissimo, in cui l’equilibrio conta quanto la velocitá. Parlerei piú di un disagio di vivere in uno sport che è troppo mediatico, troppo invadente nella vita personale di questi campioni e troppo esigente. In questo mondo Casey non ci si trovava molto bene ed alla fine ha deciso di dare prioritá alla sua famiglia, alla sua vita personale, riunciando alla fama ed al successo, almeno in ambito motociclistico.

Non so se augurami che il giovane australiano possa cambiare idea, per poter almeno per un altro anno osservare e godere delle sue prodezze: forse dovremmo solo apprezzarlo, rispettare la sua scelta incomprensibile ed impopolare per il mondo d’oggi e riflettere anche noi, per una volta, sul significato ed il valore delle cose veramente importanti della vita: bravo Casey, un campione vero!

Andrea De Vizio

andreadevizio@hotmail.com

Twitter: @andreadevizio

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