Grillo: “Invece di tagliare i loro contributi, li tagliano a noi che non li vogliamo. Geniale!”

ROMA – “Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato in passato il rimborso elettorale di 1 milione e 700mila euro per le regionali e rinunceraà ai rimborsi per le prossime politiche, che potrebbero superare i 100 milioni di euro e più con le attuali previsioni di voto. Quindi i soldi il M5S non li vuole. Difficile da capire per i partiti che sui soldi ci campano, ma è “Tutto Vero”, come titolò la Gazzetta dello Sport dopo la vittoria della nazionale in Germania che poi andò a Berlino”. Così il leader del Movimento, Beppe Grillo sul suo blog, da cui partono anche attacchi a Bersani e Casini. “La febbre terzana che ha colpito Bersani che sproloquia di ‘non vittoria’ ha colpito anche Azzuro Caltagirone, in arte Casini”. Immediata e telegrafica la replica di Bersani alle critiche. “Dica pure..”.

Ad accompagnare le righe che polemizzano sulle norme, in discussione alla Camera, sull’erogazione dei rimborsi elettorali, una foto ritoccata di Casini, in cui il leader dell’Udc ricorda Albert Einstein, al lato la scritta ‘un’idea diversa’.
– La mossa piercasinanda (copyright Travaglio) è da vero politico consumato – incalza Grillo – Riflettete: se il M5S non vuole i soldi è allora necessaria una legge ad hoc per impedirgli di prenderli! L’Udc ha presentato un emendamento che condiziona l’erogazione dei contributi all’esistenza di uno Statuto, che tutti i partiti hanno, come è ovvio e quindi è ad hoc per il M5S. La Camera ha approvato entusiasta con 342 si, 104 astenuti e 54 no. Il MoVimento 5 Stelle ha uno Statuto di soli 7 punti che non prevede neppure l’esistenza di un tesoriere, ne’ tanto meno di finanziamenti elettorali. Si chiama “Non Statuto”, ma è uno Statuto a tutti gli effetti. Lo propongo come modello ai partiti, non invocherò il copyright. Invece di tagliare i loro contributi di un miliardo di euro, li tagliano al M5S che non li vuole. Geniale!.

– L’emendamento udiccino – prosegue il leader del M5S – conteneva anche un appello alla democrazia, lo Statuto (quello che consente di prendere i soldi) deve essere conformato a principi democratici nella vita interna con particolare riguardo a scelta dei candidati, rispetto delle minoranze, diritti degli iscritti. Ma questo – per Grillo – è un autogol, una mossa degna di Tafazzi, del QI di Casini. I candidati nei partiti sono infatti “nominati” dai segretari di partito grazie alla legge elettorale “Porcellum”, alla faccia della democrazia interna, quindi non potranno più percepire rimborsi. Giusto? Giusto! A proposito, qualcuno mi presta i soldi per la colazione?”.