Draghi: giovani inutilizzati, uno spreco

ROMA – “Siamo ormai giunti a un punto in cui il processo di integrazione europea per sopravvivere ha bisogno di un coraggioso salto di immaginazione politica. E’ in questo senso che ho richiamato la necessità di un growth compact accanto al ben noto fiscal compact”. Lo afferma il presidente della Bce, Mario Draghi, intervendo alla commemorazione di Federico Caffè.

– In tal modo un patto per la crescita si affianca al fiscal compact – continua Draghi – perché non può esserci crescita sostenibile senza finanze pubbliche in ordine. A questo proposito ho rilevato in altre occasioni lo straordinario progresso compiuto da tutti i governi dell’euro sul fronte del consolidamento fiscale; ma, superata l’emergenza, occorre che questo si riqualifichi con una diminuzione della spesa corrente e del prelievo fiscale.

Il vertice della Bce sembra quindi accelerare in direzione di una Ue politica:

– La crisi economica e finanziaria – afferma Draghi – ha messo in discussione la convinzione miope che un’unione monetaria potesse rimanere solo tale, senza evolversi verso qualcosa di più stretto, più vincolante dove la sovranità nazionale sulla politica economica fa posto alla decisione comunitaria.

Occorre che i governi dei Paesi membri dell’euro – ha proseguito – definiscano in modo congiunto e irreversibile la loro visione di quale sarà la costruzione politica ed economica che sorregge la moneta unica e quali debbano essere le condizioni che vanno soddisfatte perché si possa insieme arrivare a tale meta. Questa è la risposta più efficace alla domanda che si leva da ogni parte: ‘cosa sarà dell’euro tra dieci anni?’.

Il presidente della Bce ha quindi sottolineato:

– La crisi internazionale ha colpito tutti, ma i giovani in modo particolare. La iniqua distribuzione del peso della flessibilità solo sui giovani – aggiunge Draghi – una eterna flessibilità senza speranza di stabilizzazione, porta tra l’altro le imprese a non investire nei giovani il cui capitale umano spesso si deteriora in impieghi di scarso valore aggiunto.
Il sottoutilizzo delle risorse dei giovani riduce in vari modi la crescita – continua il presidente – abbassa la probabilità di nascita di nuove imprese, mediamente più innovative delle altre, determina a lungo andare il decadimento del capitale umano, frenando l’assimilazione del progresso ed anche l’efficienza dei processi di produzione. Oltre a ferire l’equità, costituisce uno spreco che non possiamo permetterci. Crescita ed equità sono strettamente connesse”, ricorda Draghi evidenziando come senza equità “l’economia si frantuma in una moltitudine di gruppi di interesse” e “la recente storia italiana non manca di esempi in questo senso”.

Parlando di stato sociale, Draghi ha citato il caso tedesco che “dimostra assai bene che estesi ed efficaci sistemi di welfare possono essere resi più efficienti senza compromettere le finalità sociali’’.
– Il welfare – ha aggiunto – è uno strumento per promuovere in sé inclusione, solidarietà ed equità’.