NUOTO: Europei, la Pellegrini si ferma, gli azzurri continuano a vincere

ROMA – La battuta verrebbe scontata, a voltela Fede, da sola non basta. Perché spesso va bene, ma poi ci può essere l’intoppo, la variante che non ti aspetti, quella che cambia le cose. Se le cose andassero sempre da copione gli articoli di oggi dovrebbero parlare di una travolgente Pellegrini che finalmente conquista i tanto agognati tre ori in una manifestazione internazionale, che riesce nel suo intento grazie all’apporto della staffetta e via dicendo. Invece nel racconto delle finali di oggi il nome della Pellegrini non compare se non fosse perché la sua assenza tra le otto atlete scese in acqua per giocarsi il titolo nei 400 fa forse più scalpore di quella che sarebbe stata l’ennesima medaglia d’oro.

A voltela Fedenon basta, ma per fortuna l’Italia, ormai, ha qualcosa in più su cui basarsi perché il giorno del flop della punta di diamante della nazionale è anche il giorno della doppia medaglia delle staffette miste, che porta così a sei su sei il conto dei podi raggiunti dagli azzurri nelle prove a squadre.

Otto atleti, quattro ragazzi e quattro ragazze, per far capire all’Europa che l’Italia del nuoto non è solo Federica Pellegrini, un oro, quello maschile, e un argento, quello femminile, per chiudere nel migliore dei modi quello che per gli azzurri è l’europeo più redditizio di sempre.

Di Tora, Scozzoli, Rivolta, Magnini, ovvero la medaglia d’argento nei 50 dorso, il campione continentale in carica dei 100 rana, la medaglia di bronzo dei 100 farfalla e la medaglia d’oro nei 100 stile libero, e la vittoria non poteva farsi attendere. Hanno costretto alla resa la corazzata tedesca e l’Ungheria padrona di casa, l’Ungheria del campionissimo Laszlo Cseh, alla fine rispettivamente seconda e terza. Il distacco non è di quelli che fanno clamore, poco più di un secondo e mezzo in una staffetta che complessivamente misura 400 metri non è immagine di un dominio, ma è interessante notare che buona parte del suo vantaggio l’Italia se lo sia costruito nella frazione a farfalla, quella che, fino a poco tempo fa, costituiva il perenne punto debole degli azzurri.

Non hanno vinto l’oro, ma la loro impresa è stata parimenti senza eguali. Arianna Barbieri, Chiara Boggiatto, Ilaria Bianchi e Alice Mizzau, seconde in una 4×100 mista su cui in pochi avrebbero scommesso fino alla vigilia di questo europeo. Impossibile vincere il confronto conla Germania, impossibile per la diciottenne Alice Mizzau reggere al testa a testa con Britta Steffen, ma per adesso va più che bene anche così. Per Arianna Barbieri è il terzo argento in tre gare, roba che nemmeno nei suoi sogni più belli se lo sarebbe immaginato, per Ilaria Bianchi, ieri in una forma superlativa, è stata la rivincita su quella sfortuna tremenda che le aveva portato una squalifica nella semifinale dei 100 farfalla, semifinale chiusa con il secondo tempo complessivo.

E con la doppia medaglia nelle staffette cala il sipario su questo europeo pre olimpico. Londra è vicina, mancano meno di due mesi e l’Italia, fra tanti alti e qualche pecca, sembra pronta alla sfida, perché proprio di sfida si andrà a trattare. La sfida di Federica Pellegrini, che ancora una volta dovrà resistere dall’assalto di nuove e arrembanti avversarie, la sfida di Filippo Magnini, che dovrà dimostrare di essere tornato davvero, e la sfida dei tanti giovani che ora, dopo i successi di Debrecen, saranno chiamati a trovare il loro posto nel panorama mondiale, a riconfermarsi sul banco di prova più difficile, a dimostrare che l’Italia non ha solo Fede.