Una esperienza indimenticabile

Pubblicato il 28 maggio 2012 da redazione

CARACAS.- “Sono arrivato in Venezuela nel 1963…” ci raccontava in una intervista fatta qualche anno fa per il nostro Giornale, Mario Chiavaroli. Le sue frasi, sfumavano in un rimpianto lontano… l’Abruzzo… la sabbia bianca dell’Adriatico… l’eco dei passi dei pastori sulla sua riva generosa, descritti da D’Annunzio. Stirpe di gente “forte e gentile”.

Così, come  Mario Chiavaroli: che non è  mai cambiato.

Dopo aver presieduto consecutivamente due Giunte Direttive nel Centro Italiano Venezolano, sere fa, nel tradizionale Salone Italia dell’Istituzione, accompagnato dalle personalità più importanti della collettività italo-venezolana, presenti il Nunzio Apostolico S.E. Mons. Parolin, le nostre rappresentanze diplomatico-consolari, Padre Miguel della Missione Cattolica italiana, e tantissimi noti rappresentanti del nostro associazionismo, l’amico Chiavaroli,  ringraziando sinceramente quanti l’hanno accompagnato per ben quattro anni al timone della nostra massima Istituzione, ha, com’è tradizione, passato ufficialmente l’importante incarico a Pietro Caschetta, conosciuto ed apprezzato componente della gran famiglia del nostro Centro Italiano Venezolano.

Ci siamo incontrati con Mario, per raccogliere le sue impressioni dopo l’esperienza vissuta al timone del Centro. Emozionato, sincero, così come quando, sere fa, ha saputo esprimere di vero cuore i propri ringraziamenti a quanti affiancandolo, hanno contribuito per ben quattro anni a migliorare e fare “più grande” ed accogliente il Centro Italiano Venezolano, Mario ci esprime con la tranquillità di sempre il proprio ringraziamento. Ricordiamo assieme, i primi momenti della sua Presidenza quando, il maltempo, colpì con pericolose frane e smottamenti di terreno varie aree del Club. “Con la collaborazione di tutti i nostri soci, siamo riusciti a risolvere i problemi. Infatti, molte aree del Centro Italiano Venezolano sono migliorate, sia strutturalmente che visibilmente.

La manutenzione, gli eventi sportivi, culturali e sociali, rappresentano il fiore all’occhiello di questi quattro anni trascorsi. – I nostri atleti hanno ottenuto brillanti risultati – sottolinea Mario – aggiungendo con orgoglio che lascia tutti “i conti in ordine”, grato a quanti hanno composto la Giunta Direttiva da lui presieduta.
Conclusi con onore gli impegni  presi a livello amministrativo, i  (circa ventottomila) Soci del Centro Italiano Venezolano, hanno usufruito di una totale sicurezza all’interno delle installazioni e, preso parte  a continui e graditi programmi culturali, sportivi, sociali ed assistenziali, grazie a “Fundaciv”. Con l’aiuto di ogni Commissione e delle persone che le compongono, Mario ne sottolinea  con compiacimento i risultati ottenuti.

Se qualcosa ci sorprende in questo Presidente “uscente”, è la sincera straripante emozione, il sentimento di grande affetto verso questa particolare “Famiglia” che rappresenta per lui il Centro Italiano Venezolano. Non ci sono amarezze, ne’ ricordi tristi nel suo riepilogo.

È commosso, quando ama sottolineare che: sarà sempre parte di un piccolo –grande mondo che respira nel cuore di Caracas – mantenendone intatti i valori trapiantati dai predecessori e fondatori di questa Istituzione. All’inizio della nostra intervista, ha voluto ringraziare “La Voce d’Italia” e il suo Direttore, dott. Mauro Bafile, per dare spazio alla diffusione degli eventi che si svolgono all’interno del Centro Italiano Venezolano…poi, un ricordo, che mantiene sempre intatto:” come nacque  la pagina del Centro Italiano Venezolano pubblicata dalla “Voce d’Italia”.

-Sedici anni fa- racconta Mario, quando accompagnai l’ing. Buffardi nella Giunta Direttiva del Centro Italiano Venezolano, la mia assidua preoccupazione era che, nell’ambito della nostra Istituzione, si svolgevano avvenimenti e programmi dei quali molto poco se ne sapeva all’esterno.

Pensai quindi di parlarne con il fondatore e allora Direttore della “Voce d’Italia”, Gaetano Bafile, il quale rispose alla mia telefonata invitandomi a colazione a casa sua.

Ricordo, come fosse oggi, la cordiale accoglienza che ne ebbi. Quando gli espressi la mia inquietudine, lui mi rispose tranquillo. “Non preoccuparti, Mario, da questo momento il Centro Italiano Venezolano avrà a disposizione una pagina settimanale completamente dedicata agli avvenimenti che lì si svolgono!”. Chiedendogli quanto veniva a costare tale spazio, lui rispose candidamente: “Nulla! La pagina è gratuita!”. Da allora, ininterrottamente, ogni venerdì su “La Voce d’Italia” da sedici anni a questa parte, esce puntuale questa famosa pagina dedicata al Centro Italiano Venezolano mentre io, ancora in cuor mio, ringrazio Gaetano Bafile che è stato tra i fondatori della nostra massima Istituzione – .

– Come hai affrontato l’improvviso crollo del terreno, appena pochissimo tempo dalla tua nomina a Presidente?

– In quel momento ero davvero molto preoccupato… avevo perso le speranze poichè nel corso della campagna elettorale avevo fatto delle promesse ai consoci e mi vidi obbligato a dare la preferenza alle questioni d’emergenza… fu questo uno dei principali motivi che m’indussero a ripropormi nell’incarico di Presidente del Centro Italiano Venezolano, per concludere tutti i lavori in corso e portare a buon fine tutti i problemi e costruire il nuovo edificio di 580 metri quadrati nell’area del tennis.

La mia soddifazione non è stata soltanto quella di concludere i lavori d’emergenza, bensì riuscire a stabilire all’interno della nostra Istituzione un ambiente di totale armonia pur rispettando le diverse correnti di pensiero.

A differenza di altre esperienze, vedere ed ascoltare il nostro amico Mario, così commosso e sinceramente soddisfatto di questi quattro ininterrotti anni al timone del Centro, ci riconcilia davvero molto con i tempi che stiamo vivendo. Mario Chiavaroli è davvero profondamente emozionato e grato a chi ha saputo stargli accanto in questi quattro anni. Ad ogni impiegato, ad ogni operaio, ad ogni componente delle differenti aree che rispecchiano le iniziative ed il lavoro svolto continuamente nell’Istituzione, Mario rivolge un caro ringraziamento. In effetti, si sente come un padre che ha cercato di condurre la sua grande famiglia. Ringrazia sua moglie, Lucia, suo figlio Giampiero, simpatico, serio e intelligente già laureato in Amministrazione e … che fra qualche mese convola a giuste nozze con una bella ragazza con la quale ha condiviso la fanciullezza proprio nel Centro Italiano Venezolano. Soprattutto, il nostro amico Mario ringrazia i soci di questa Istituzione così significativa per la grande presenza italiana in Venezuela.

Mario Chiavaroli si allontana dall’incarico di Presidente, ma il Centro Italiano Venezolano è e resterà sempre per lui una grande famiglia che sa esprimere quanto di più profondo e prezioso esiste nell’abbraccio di due Paesi tanto amati: l’Italia e il Venezuela.

– Vedi- così conclude la nostra intervista- qui nel Centro Italiano Venezolano, non è come condurre una fabbrica o gestire una installazione commerciale… Qui uno si avvicina all’esperienza più significativa che dovrebbe fare qualsiasi essere umano: conoscere i problema personali degli adulti, dei ragazzi, dei genitori, dei figli. Ascoltare storie di vita, apportare dei consigli… Esprimere appoggio, amicizia, fratellanza… Qui, uno comprende che sta vivendo all’interno di una grande famiglia e si sente voluto bene e vuole bene e… non esiste niente di più bello!!!

A conclusione della nostra intervista, Mario ha ancora una volta ribadito i propri personali ringraziamenti a tutti i Soci ed a tutti coloro che hanno collaborato con la Giunta Direttiva da lui presieduta per ben quattro anni, augurando sinceri voti  di amicizia e successo al nuovo Presidente eletto: Pietro Caschetta… ed a tutti i componenti  della Giunta Direttiva che lo accompagnano nel suo nuovo prestigioso incarico.

Anna Maria Tiziano

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