Federica Pellegrini: Allarme rosso, tracollo tecnico o guai fisici?

ROMA – Vuole apparire serena, dentro soffre maledettamente. “Mi sono riposata, ma ho ancora male alle gambe”. Ahi, Fede. L’allarme esce fuori dalla vasca di Debrecen e si proietta verso Londra. “Questo è un dato ovvio di stanchezza, però adesso non voglio giungere a nessuna conclusione. Domani (oggi per chi legge) a Roma farò le analisi del sangue, sperando che non ci sia nulla a livello patologico, ma che sia solo stanchezza legata all’allenamento”. La Pellegrini atterra all’aeroporto di Fiumicino con un blocco. Alle gambe e alla testa. Un prelievo e poi un foglio di carta con i risultati potrebbero spazzare via i dubbi. O crearne altri.

Tutto nasce nel pomeriggio di domenica. La regina azzurra del nuoto arriva persino dietro due compagne di squadra e non passa la semifinale dell’Europeo chiudendo i 400 sl in 4’14”27. Come se la Battipagliese avesse battuto 6-0 la Juve, come ha detto il suo tecnico Claudio Rossetto. Apparsa piuttosto serena e sorridente, la Pellegrini durante tutto il tragitto dal finger da cui è sbarcata fino al settore del ritiro bagagli del Terminal 1 si è tenuta mano nella mano con il fidanzato Filippo Magnini. Più di qualche passeggero, riconoscendola, non ha esitato ad incoraggiarla, dopo il mancato ingresso nella finale dei 400 stile libero agli Europei di Debrecen, con battute tipo: “Federica non dare retta ai giornali, sei sempre la migliore”. Il problema, però, non è la stampa.

Felpa con cappuccio nero, pantaloni lunghi bianchi e borsa a tracolla verde, Fede è dovuta per forza di cose tornare sul clamoroso flop: “Quando comunque dai il massimo e viene fuori un tempo così incommentabile qualche domanda te la fai. Però adesso cerchiamo di ripartire: ci saranno due mesi di allenamento molto intenso, il Sette Colli come gara di passaggio, che per me è sempre molto bello fare perchè si gioca in casa e nella piscina più bella del mondo. Il tempo alto anche nei 200? Cerco di essere sempre molto critica con me stessa, di fare meglio e di pretendere sempre di più. Dorse ogni tanto dovrei tirare il fiato anche io, però ancora non me lo concedo, nel senso che quando scendo in acqua cerco di fare sempre il meglio possibile. Comunque all’Europeo ci tenevo e scenderei ancora in acqua”.

Almeno in famiglia non tutti stanno male. Anzi, Filippo Magnini traccia un bilancio positivo sia per la spedizione azzurra – che chiude con sei ori, quattro argenti e otto bronzi – sia per i suoi risultati personali. “Sono felice e contento per un risultato comunque inaspettato prima di questo Europeo – afferma il fidanzato della Pellegrini, sfoderando un ampio sorriso – sapevo di poter fare bene, ma andare a vincere probabilmente non me lo sarei aspettato. La staffetta mista? A Londra si farà l’ultimo giorno, quindi dovremo tenere tutte le energie fino alla fine”.