Rousseff: “Incentivi per chi manda i figli a scuola”

BRASILIA – Circa 700.000 famiglie in condizioni di estrema povertà sono state incorporate nell’ultimo anno nel più vasto piano di assistenza lanciato in Brasile dall’amministrazione di Dilma Rousseff sulla scia di quelli adottati dal precedente governo, che hanno consentito di ridurre sensibilmente la miseria nel gigante sudamericano a partire dal 2003. A un anno dall’avvio del programma “Brasil Sem Miséria”, ha comunicato la stessa presidente, sono 13 milioni le famiglie residenti nei centri urbani, nelle aree rurali e nelle zone semiaride che ricevono aiuti statali. “Queste persone, che prima non avevano alcun beneficio, ora lo stanno ottenendo” ha detto Rousseff: il piano è un’estensione del precedente programma ‘Bolsa Familia’ che prevede sussidi a partire da 70 reais a persona (circa 28 euro) per le famiglie che si impegnano a mandare i figli a scuola e a sottoporli a regolari controlli medici. Obiettivo dell’amministrazione Rousseff è sradicare la povertà estrema entro il 2015, aggiungendo altri 16 milioni di brasiliani a quelli che già beneficiano delle politiche sociali. Secondo dati ufficiali, negli otto anni del mandato del presidente Lula (2003-2011), 30 milioni di brasiliani sono usciti dalla povertà. Lo scorso anno lo Stato ha destinato lo 0,5% del Prodotto interno lordo (Pil), pari a circa 9,5 miliardi di euro, ai programmi anti-povertà.

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