Nuovo terremoto in Emilia: 16 morti e 4.000 sfollati

MILANO – Una raffica di scosse di terremoto ha sconvolto ieri mattina l’Emilia. Le vittime accertate sono 16, 350 i feriti mentre una persona risulta dispersa. La prima scossa, la più forte, è stata avvertita alle 9 in tutto il Nord Italia, dalla Lombardia al Veneto, all’Emilia Romagna e fino a Firenze. La terra ha tremato a Modena, Ravenna, Bologna, a Milano, Torino, Padova e Treviso e anche in Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige. L’epicentro del terremoto è stato nel modenese, nei comuni di Medolla, tra Parma e Ferrara, Mirandola e Cavezzo, la magnitudo di 5.8 della scala Richter con profondità 9.6 km, secondo i rilievi registrati dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia. In Emilia sono state registrate intorno alle 13 altre due forti scosse, di magnitudo 5.3 e 5.1. Un’altra ancora alle 16.39 di magnitudo 3.9.

Tra le vittime 6 operai
e un sacerdote
A San Felice sul Panaro nel crollo di un capannone industriale sono morti tre operai, stessa sorte per due persone morte a Mirandola. Altre due persone hanno perso la vita nel crollo della loro abitazione, rispettivamente, a Concordia e a Finale Emilia. Un’ottava persona è deceduta a Rovereto sul Secchia, si tratta del parroco. Il sacerdote è deceduto a causa del parziale crollo della chiesa in cui prestava il suo servizio. Mentre una donna è morta nel villaggio artigianale di Cavezzo, in provincia di Modena, nel cedimento dell’edificio industriale in cui lavorava. Il sindaco di Medolla, Filippo Molinari, ha poi confermato la morte di un operaio, rimasto ucciso dal crollo dell’Emotronic, azienda del biomedicale che ha sede in via Statale. Una delle vittime in Emilia risulta essere un cittadino cinese. Lo ha confermato il Consolato generale cinese di Milano all’agenzia Nuova Cina, che non ha però fornito ancora l’identità della vittima. Tra i feriti, 12 in gravi condizioni: “La situazione è in continua evoluzione e si registra un numero elevato di feriti soprattutto per ferite lacero contuse e traumi”. E’ quanto riferisce in serata l’Ausl di Modena, precisando che “è ancora difficile fare un bilancio preciso” sul numero dei feriti per il terremoto. Al pronto soccorso di Baggiovara di Modena, dove è allestita l’unità di crisi, i codici rossi, quelli che identificano situazioni più gravi sono 12. Si tratta di persone in prognosi riservata che hanno subito gravi traumi.

In totale 10.000 sfollati
Complessivamente gli sfollati sono oltre 10.000: quattromila i senza tetto causati dalle scosse di ieri, che si vanno ad aggiungere ai 6.000 della precedente fase sismica. Nella triste contabilità dei crolli, alcuni “di minore entità” sono stati determinati dal terremoto anche a Rovigo e Venezia. Tra le province interessate dai danni anche quella di Reggio Emilia.

Non sono scosse di assestamento
Le nuove scosse telluriche vanno configurate come un “nuovo terremoto e non classificate come scosse di assestamento” ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, comunicando che il governo si appresta a proclamare per lunedì 4 giugno una giornata di lutto nazionale. Sono crollati anche edifici già fortemente danneggiati dalla scossa del 20 maggio scorso. Saltati i collegamenti telefonici dei cellulari. A San Felice sul Panaro è crollata la torre dell’Orologio e anche fabbriche e diversi edifici, già compromessi dal precedente sisma, sono stati seriamente danneggiati. Coinvolto anche il Comune di San Possidonio dove è attivo il campo della protezione civile allestito dalla Toscana. Il terremoto ha provocato molti crolli, tra i quali anche il campanile della locale chiesa, e molte persone hanno cercato rifugio proprio al campo allestito dalla Colonna mobile della Regione Toscana.

Evacuazioni precauzionali
A Modena sono stati evacuati tutti gli uffici del Comune in Piazza Grande, l’orologio del Municipio si è fermato alle 9.01 orario della prima scossa di magnitudo 5.8. Evacuato anche un condominio in viale Amendola. Ieri e l’altroieri sospesa ogni attività all’Università. Oggi scuole chiuse anche a Sassuolo. Evacuato, in via precauzionale, l’ospedale di Carpi. Sempre in via precauzionale, sono state effettuate alcune evacuazioni a Reggiolo, Correggio e Cento.

Sismologo Boschi:
“Scosse ancora per settimane’’
“In genere, dopo una forte scossa, si registrano solo scosse di assestamento. Ma in Italia è già successo che due scosse forti, più o meno della stessa entità, si siano registrate a distanza di pochi giorni, basti ricordare il terremoto in Umbria. E in Friuli si registrarono a distanza di pochi mesi. Quindi non si può escludere neanche questa volta, in Emilia”, è quanto spiega il sismologo Enzo Boschi. “Ancora non siamo in grado di quantificare le scosse che si succederanno in quella zona – sottolinea il sismologo -. Penso che continueremo ancora, almeno per settimane, a osservare scosse successive, come spesso succede in questi casi”.

Monti: “Agiremo in tempi brevi, lo Stato non è impreparato”
Fornero: “Non naturale che crollino gli edifici a ogni scossa”
ROMA – La nuova scossa in Emilia Romagna “non coglie le istituzioni impreparate” e “lo Stato farà tutto quello che è possibile e lo farà in tempi brevi”. Così il premier Mario Monti a palazzo Chigi insieme al governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani. Monti ha poi spiegato che proprio ieri mattina, quando è arrivata la notizia della nuova scossa, stava per iniziare una riunione a palazzo Chigi con Errani, il capo della Protezione Civile Gabrielli e il sottosegretario Antonio Catricalà per discutere del precendente sisma in Emilia e affrontare “la gestione del post terremoto”. “Assicuro che lo Stato farà tutto quello che deve fare, che è possibile fare, nei tempi più brevi, per garantire la ripresa della vita normale in questa terra così speciale, importante e produttiva per l’Italia”, ha detto il presidente del Consiglio. “Voglio invitare i cittadini ad avere fiducia” ha aggiunto Monti che ha espresso “il cordoglio del governo e mio personale”.

Per questo, ha assicurato ieri il presidente del Consiglio, “domani mattina il Consiglio dei ministri delibererà i provvedimenti necessari. Tutto quello che occorrerà fare lo faremo”. Al ministero dell’Economia, con il coinvolgimento della Ragioneria generale e dell’Ufficio Legislativo del dicastero, si è svolta una riunione per preparare un provvedimento d’urgenza, da presentare in Cdm, per il sostegno alle popolazioni dell’area colpita dal sisma in Emilia Romagna.

“Il terremoto è naturale, ma non è naturale che crollino gli edifici a ogni scossa. In altri Paesi non succede’’, ha commentato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. “Faremo tutto quello che è possibile per assicurare l’assistenza e mettere in sicurezza i cittadini”, ha spiegato il governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Assicuriamo – ha detto Errani, al fianco del premier Monti – che si farà tutto quel che si deve fare” dando “ai sindaci e ai presidenti delle Provincie la certezza che si ricostruirà: riconosceremo i danni a imprese e cittadini e individueremo un percorso” per uscire dall’emergenza. “L’Emilia Romagna – ha aggiunto il governatore – non sara’ lasciata sola, stiamo lavorando per dare un risposta che un Paese grande come l’Italia deve saper offrire”.

Soldi ai terremotati, la proposta che divide
ROMA – Le celebrazioni del 2 giugno si svolgeranno “sobriamente” e saranno dedicate alla memoria delle vittime del terremoto in Emilia. Intervenendo da Gemona, in Friuli, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano pone la parola fine a una giornata di pressanti richieste per annullare la parata militare per solidarietà con le popolazioni colpite dal sisma, cui dedicare i risparmi della cancellazione e le forze armate impegnate nella sfilata. Un tam tam nato su twitter poco dopo il sisma e che nell’arco della giornata “guadagna” centinaia di tag con l’ashtag #no2giugno. La proposta trova d’accordo soprattutto la sinistra radicale e la Lega, da sempre, seppur con diverse motivazioni, contro la parata militare, ma trova spazio anche nell’Idv, fra i Radicali, in settori del Pd e di Futuro e libertà. Per il leader di Sel Nichi Vendola, con un’Italia “attraversata da lutti, disperazione, paure” è “inopportuno fare ora la parata militare del 2 giugno”. Posizione su cui si attestano anche il segretario del Pdci Oliviero Diliberto (“Non è demagogia, è buon senso”), quello di Rifondazione Paolo Ferrero e dei Verdi Angelo Bonelli. Antonio Di Pietro definisce “una follia sperperare tanti soldi per la parata del 2 giugno”, mentre la Lega affida la sua posizione al capogruppo in commissione Difesa del Senato, Giovanni Torri: “Mi chiedo se è opportuno, in questi casi qualsiasi euro recuperato può essere utile a questa causa”. Linea ribadita dal presidente dei senatori leghisti Federico Bricolo. Anche i radicali esprimono la propria contrarietà, pur riconoscendo che “molti dei soldi destinati son già stati spesi”. Tuttavia definiscono il vero “scandalo” “l’atteggiamento dello Stato nei confronti degli strumenti esistenti per far fronte ai cataclismi: l’8×1000”. Invoca sobrietà la Velina rossa di Pasquale Laurito, che non chiama in causa solo la parata militare del 2 giugno: “Pur comprendendo le difficoltà nel fermare la macchina dell’organizzazione a pochi giorni dall’evento”, chiede anche l’annullamento del consueto ricevimento al Quirinale. L’esponente dell’Italia dei valori Antonio Borghesi lancia un messaggio anche verso Oltretevere, abbinando la richiesta di evitare la parata del 2 giugno a quella di annullare la visita del Papa a Milano – per un risparmio complessivo di 15 milioni di euro da destinare alle popolazioni colpite dal sisma. La parata militare crea posizioni divergenti all’interno di Futuro e libertà. Per il web magazine e quotidiano di area finiana “Il Futurista” la soppressione della sfilata militare “può costituire un momento”, mentre per la deputata Flavia Perina “cancellarla sarebbe sbagliato, visto che si tratta anche di un omaggio alle nostre Forze Armate impegnate su scacchieri difficilissimi”. L’invito è a “uno sforzo di sobrietà e di semplicità”. Proprio come auspica il pdl Osvaldo Napoli: “Non è con la sospensione della parata del 2 giugno che si aiuta l’Emilia. Se si vuole, si può immaginare una parata all’insegna della sobrietà”. Contrario alla cancellazione si dice anche il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che afferma di non essere certo che la soppressione della parata possa avere “un effetto positivo”. Secondo il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che afferma di provare “rispetto” per la richiesta, solo al Capo dello Stato può spettare la parola in merito. Nessuna voce ufficiale invece dal Pd, che pure ha cancellato in mattinata la direzione del partito in segno di solidarietà, con Pierluigi Bersani che si è recato in Emilia nelle aree interessate dal sisma e l’organizzazione locale del partito che ha fornito sedi, tende e aperto un contro corrente a favore dei terremotati. L’unico commento è quello del consigliere provinciale di Roma Giuseppe Lobefaro, ex presidente del municipio del centro storico della Capitale: “Non ha davvero senso festeggiare”.

Condividi: