MY WAY: Orrore senza fine

Non ci sono sostantivi per definire quello che sta succedendo in Siria: sdegno, rabbia, orrore, barbaria. Non esistono frasi o spiegazioni sufficienti che possano rendere minimamente l’idea di ció che sta succedendo in questo Stato del Medio Oriente. Ad Hula sono state uccise oltre cento persone, fra cui molti bambini. E’ la prima volta da quando è scoppiata la rivoluzione, circa 15 mesi fa, in cui si proclama, ufficialmente o no, uno sciopero o un lutto nazionale.
Ci si chiede come mai il regime di Assad possa ancora resistere, al contrario di regimi altrettanto autoritari quali quello del colonnello Gheddafi in Libia o di quello tunisino. Dal consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è arrivata la condanna unanime agli ultimi fatti di sangue e la richiesta di un immediato cessate-il-fuoco. Il governo siriano accusa i terroristi ma è sempre meno credibile. Anche il Santo Padre, dal Vaticano, ha condannato ed espresso il suo dolore, a nome di tutta la comunitá cattolica. La titubante Russia ha sottoscritto la dichiarazione di ferma condanna e la richiesta di una tregua immediata facendo, peró, sparire la parte in cui si addossava interamente alle forze armate siriane la responsabilitá dei massacri. L’Onu persegue la linea della mediazione, inviando Kofi Annan a Damasco, per tentare una difficile mediazione. Obama preme per una soluzione che prevede l’esilio di Assad, da concordare soprattutto con il neo-presidente russo durante il prossimo vertice del G20 previsto per fine giugno. Sembra, dunque, che sia chiara tanto la posizione quanto l’impegno delle Nazioni Unite, ma tutto ció evidentemente non basta.

C’é un altro punto importante da considerare: lo show mediatico a cui i media di tutto il mondo ci stanno facendo abituare. Fino a che punto possiamo sopportare di vedere le immagini di corpicini indifesi sventrati e trucidati? Fino a che punto queste immagini possono essere diffuse in tutto il mondo, senza nessun rispetto per le vittime, siano essi giovani, giovanissimi o adulti? La stessa immagine del colonnello libico che ha fatto il giro del mondo mesi fa su tutte le televisioni del mondo resta viva nelle nostre menti e nei nostri ricordi. Occorre chiedersi se tutto questo non faccia altro che esaltare gli esaltare, esasperare gli animi, motivare gli estremisti e rendere vani i tentativi di tutti gli importanti soggetti mediatori.
Non si vuole certo essere accondiscendenti con le barbarie commesse dal governo siriano, ma bisogna pur riconoscere che l’Occidente non sta facendo abbastanza per cercare di risolvere il conflitto. Ci sono altre prioritá: per Obama sarebbe difficile, in prossimitá delle prossime elezioni, cimentarsi e prendere decisioni forti che forse porterebbero ad un altro intervento militare dopo quello in Libia. Sembra che sia molto piú importante e opportuno guardare in casa propria e che, pertanto, sarebbe un rischio troppo elevato puntare ad una presa di posizione netta e decisa in questo momento. Nell’ultima riunione del G8 si é parlato, molto, della crisi europea, trascurando un tema importantissimo e, sinceramente piú importante, come il conflitto siriano.

Questi atteggiamenti non giovano certo a chi vuole raggiungere una soluzione pacifica del conflitto. Speriamo che almeno ci sia rimasta un po’ di pietá e compassione nei centri di potere dei leader mondiali, affinché pongano davvero in primo piano la questione siriana, trovando la maniera, pacifica e condivisa, di porre fine a questo massacro quotidiano, somministrato in dosi giornaliere attraverso i mass media ad un pubblico sempre piú tristemente assuefatto e interessato solo a cosa succede in casa propria.

Andrea De Vizio
andreadevizio@hotmail.com
Twitter: @andreadevizio

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