Al via il Festival del cinema italiano

CARACAS – Sarà “A cavallo della tigre” di Carlo Mazzacurati, remake dell’omonima pellicula di Luigi Comencini, ad aprire oggi la VII edizione del Festival del Cinema Italiano, ospitato  nella Sala Plus 2 del Cines – Paseo Trasnocho Cultural di Caracas.

Dieci titoli tra la commedia e il dramma, proiettati per la prima volta in Venezuela, a rappresentanza delle ultime tendenze della settima arte di casa nostra: con tre proiezioni giornaliere (alle 16.15, 18.30 e 20.45), oltre al film di Mazzacurati in calendario ci sono “Benvenuti al sud” di Luca Miniero (cineforo domani alle 10, proiezione anche alle 14.00, e giovedì 14); “La scomparsa di Pato” di Rocco Mortellini (domenica 3 con proiezione extra alle 14.00, martedì 12 solo alle 19 e alle 21); “La kryptonite nella borsa” di Iván Cotroneo (lunedì 4); “Il primo incarico” di Giorgia Cerera (martedì 5 solo alle ore 19 e 21, lunedì 11); “L’industriale” di Giuliano Montaldo (mercoledì 5); “Bar Sport” di Massimo Martelli (venerdì 8); “Gianni e le donne” di Gianni Di Gregorio (sabato 9 con proiezione extra alle 14, mercoledì 13); “Nessuno mi può giudicare” di Massimiliano Bruno (domenica 10, proiezione anche alle 14) e “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek (orario non ancora definito). “A cavallo della tigre” sullo schermo anchegiovedì 7.

“Variegata, attuale e nuova” gli aggettivi con cui l’Istituto Italiano di Cultura definisce questa nuova edizione del festival.
– Parlare dei problemi e delle differenze che ci sono in una società è una delle caratteristiche fondamentali del cinema italiano – ha spiegato in conferenza stampa la Direttrice dell’IIC, Luigina Peddi – che è sempre stato molto vicino alla società. Per questo motivo proponiamo commedie sulla crisi economica, l’integrazione tra diverse culture, l’amore, gli usi e costumi, la politica… È una lettura fresca e diretta di quello che sta succedendo.

Il Festival è una delle tante iniziative promosse e organizzate dall’IIC per commemorare i suoi sessanta anni di attività in Venezuela. Gode del patrocinio dell’Ambasciata d’Italia e del ministero degli Esteri.

Cineforum con Luigi
‘Reveron’ Sciamanna
Cosa accade quando un mite responsabile delle poste della bassa Brianza viene trasferito in Campania, in un piccolo paese del Cilento? Soprattutto quando si tratta di un abitudinario lombardo che vive all’ombra della Madunina di Milano e rivolge tutte le possibili stigmatizzazioni verso il Sud pigro e parassitario, uno xenofobo per cui la prospettiva di vivere almeno due anni in quei luoghi rappresenta un incubo e parte con il giubbotto antiproiettile? Di questo ed altro si discuterà al cineforum del film “Benvenuti al sud” in calendario domani alle 10 negli spazi del Cines Paseo.
Dopo la proiezione della pellicola di Luca Miniero – “simpatica commedia all’italiana che con ironia
fa riflettere sui vizi e sulle virtù della società” secondo Luigina Peddi – scambio di opinioni e commenti con Alfonso Molina, critico cinematografico della A.C Gran Cine Editor; la giornalista Alexandra Cariani; l’opinionista della ‘Voce d’Italia’ Luca Marfé. Sul palco ci sarà anche il noto regista e attore di origini italiane Luigi Sciamanna, che ha conquistato il pubblico venezuelano interpretando in modo impeccabile il ‘pittore della luce’ Armando Reveron e recentemente ha messo in scena “La novia del gigante”, piece teatrale ambientata nell’Italia di Benito Mussolini, sua quarta opera come drammaturgo.
Entrata: BsF 65.

 

Monica Vistali

Il film di oggi: “A cavallo della tigre”
Guido ha quarant’anni, vive a Milano ed è un simpatico e vitale sbruffone pieno di debiti. Per far fronte ai suoi problemi economici progetta una rapina, coinvolgendo anche la sua fidanzata Antonella, una ballerina televisiva più giovane di lui. Ma per un imprevisto il colpo fallisce, Guido viene arrestato mentre Antonella riesce a darsi alla fuga con l’intero bottino. Guido non la tradisce e viene condannato.
Due anni e sei mesi dopo, sta per uscire di prigione, quando è coinvolto in un’evasione da due ergastolani: Fatih, un omone di settant’anni di origine turca, e Hamid, un marocchino di trent’anni. Una volta fuori di prigione, stringe una bella amicizia con l’anziano Fatih e decide di aiutarlo a fuggire in Turchia. Prende contatti con Antonella, che ha tutto il bottino: ma scopre che ella non possiede più un soldo, e vive inoltre con un’altra persona…

MV

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