Nigeria: ingegnere abruzzese rapito, costruiva una strada

ROMA – E’ un altro ingegnere l’italiano rapito in Nigeria, simbolo di quell’Italia che porta le nostre eccellenze nel mondo. Modesto Di Girolamo, aquilano dipendente della società edile Borini&Prono di Torino, si trovava a Ilorin, capitale dello Stato del Kwara nell’ovest del Paese africano, per seguire la costruzione di una strada quando,lunedì scorso, è stato sequestrato. La notizia è stata diffusa solo ieri e confermata dalla Farnesina che ha attivato l’Unità di crisi e si è messa in contatto con le autorità di Abujia. In una telefonata con il ministro degli Esteri nigeriano Olugbensa Ashiru, il ministro Giulio Terzi ha affermato che l’incolumità dell’ingegnere rapito è “priorità assoluta” e ha chiesto di astenersi da qualsiasi azione di forza che metta a rischio Di Girolamo. Il titolare della Farnesina ha parlato anche con i familiari del connazionale rapito per testimoniare, a nome del governo, la “solidarietà e vicinanza” in questi momenti di ansia e per assicurare il massimo impegno da parte di tutte le strutture coinvolte per favorire un esito positivo della vicenda. E il pensiero non può non tornare a Franco Lamolinara, l’altro ingegnere, piemontese, rapito un anno fa sempre in Nigeria da una costola del gruppo terroristico di Boko Haram. Lamolinara è stato ucciso l’8 marzo, dopo lunghi mesi di prigionia, dai suoi sequestratori insieme al suo collega britannico Chris McManus, durante il tentativo anglo-nigeriano di liberarli.

Nessun contatto con i rapitori
Con i rapitori di Di Girolamo non ci sarebbe ancora nessun contatto, scrive il quotidiano nigeriano The Guardian, secondo cui l’ingegnere è stato rapito lunedì pomeriggio alle 17.30 su Bishop Raod a Ilorin.

Preoccupazione a Rocca di Cambio
A Rocca di Cambio, in provincia dell’Aquila, intanto c’è un’altra famiglia piombata nell’ansia. “Non sappiamo nulla – ha detto emozionato il figlio -. Sappiamo solo che lunedì è stato rapito, ma la Farnesina non ci ha detto altro. Siamo in attesa di notizie”. La stessa apprensione è stata espressa dalla Borini&Prono, l’azienda per cui lavora Di Girolamo, invitando al riserbo: “Maggiore sarà la riservatezza maggiori saranno le possibilità che questa storia si risolva al meglio”, rispondono da Torino, mentre si apprende che uno dei titolari è già partito per la Nigeria. Con Di Girolamo salgono a tre gli italiani nelle mani di sequestratori nel mondo: gli altri due sono Rossella Urru, la cooperante sarda rapita da Aqmi in Algeria, e Giovanni Lo Porto, anche lui operatore umanitario sequestrato in Pakistan a gennaio.

Ostaggio tedesco muore
nel blitz per liberarlo
Ancora ieri è morto un altro ostaggio, il tedesco Edgar Fritz Raupach, rapito lo scorso gennaio a Kano, nel nord della Nigeria, il cui sequestro era stato rivendicato da Aqmi, il braccio nordafricano di Al Qaida: fonti della sicurezza nigeriane hanno fatto sapere che Raupach è stato ucciso dai suoi rapitori durante un blitz delle forze di sicurezza che volevano liberarlo.