Terracina (Lazio)

Pubblicato il 31 maggio 2012 da redazione

Grazie alla posizione strategica, situata su uno sperone roccioso attirò le popolazioni dei tirreni ( Ausoni e Aurunci ), che si stabilirono in questa zona  organizzandosi in villaggi, per difendersi da incursioni esterne. Ma il primo vero agglomerato urbano si creò sotto la dominazione etrusca, e proprio da questi probabilmente ereditò l’attuale nome: prima Tarrakina, poi Tarracinae, ed infine Terracina. Con la decadenza etrusca, conquistata dai Volsci nel V° secolo a.C., la città si chiamò Anxur. Conquistata dai romani, fu posta sulla via consolare Appia,  acquisì grande importanza commerciale e militare, che conobbe la massima espressione in età imperiale, quando Traiano fece ampliare il porto , completato da Antonino Pio e prolungato da Gregorio VII diventando il secondo porto del  mar Tirreno. L’età imperiale fu, però anche l’inizio della decadenza di Terracina, legata all’attraversamento degli eserciti, e alla presenza dell’Ager Pomptinus, che si avviava a diventare palude a causa dell’abbandono della manutenzione dei canali e dei fiumi. I Saraceni dettero un ulteriore colpo, e la città si ritrasse in alto, protetta dalle mura bizantine. Sulla città romana si sovrappose la città medievale, che ebbe vita difficile fino al Settecento, quando Papa Pio VI, avviò la prima bonifica delle paludi pontine, che determinò  la riapertura dell’ Appia e la costruzione del nuovo quartiere  che da lui prese il nome di Borgo Pio. Terracina oggi si presenta in due parti distinte; il nucleo collinare volsco – romano, medievale e tardo settecentesco, e la città di pianura e marittima. Nella città collinare vi sono edifici romani e medievali, che trovano grande sintesi  nella piazza del Municipio. Qui si apre il Foro Emiliano, costruito su incarico di Aulo Emilio. Sulla piazza sono stati portati alla luce un portico e parte della cavea e della scena  di un anfiteatro romano. Altri importanti resti, tra cui quelli del Capitolium fanno da corona a quello che era il Tempio Maggiore su cui sorge la Cattedrale di San Cesareo. Qui nel marzo del 1088 fu ospitato il primo conclave fuori Roma, che determinò la elezione di Urbano II. La cattedrale è composta da un bellissimo campanile in laterizio del XIII secolo, vicino alla cattedrale è palazzo Venditti o Pironti del XIV secolo, mentre sul lato opposto si trova il Palazzo Episcopale. La vicina torre medievale, o torre frumentaria (XIII secolo), ospita al piano terra il Museo Civico Archeologico Pio Capponi, dove sono esposti materiali che documentano le diverse fasi della storia  della città e del territorio. Nei locali sottostanti il Duomo di San Cesareo, ospitano mosaici pavimentali pertinenti ad una domus del II secolo d.C.. Alle spalle della piazza si erge il settecentesco Palazzo Braschi, il Palazzo della Bonificazione Pontina del XVIII  secolo, nato su una preesistente costruzione romana. La città comprende  numerosi altri  elementi  interessanti, come le case – torri, i camminamenti di ronda, oggi trasformati in stradine, il castello Frangipane o Rocca Traversa del XII secolo, la chiesa del Purgatorio (XVII sec.). Uscendo dal centro storico si imbocca la strada Panoramica che, costeggiando parte delle mura e torri di difesa, sale alla cima del Monte Sant’Angelo, dove si scopre uno dei simboli di Terracina, il Tempio di Giove Anxur (Giove fanciullo adorato nel Tempio di Terracina). La città nuova, sviluppatasi attorno al settecentesco Borgo  Pio, presenta tracce di epoca romana, con i già citati porto di  Traiano e Pesco Montano, il Foro Severiano, un tempio dedicato alla Dea Feronia. Importantissima  è la chiesa neoclassica del S. S. Salvatore, che conserva un gruppo scultoreo raffigurante la Pietà , che si vuole modellato dal Canova. Il territorio pianeggiante nella parte nord, comprende un’area delimitata dai Monti Ausoni, e chiusa ad ovest dal Monte Leano; è la valle detta  “Valle dei Santi”, attraversata dall’antico percorso  dell’Appia, di cui si possono ancora notare, brevi tratti di basolato. In direzione del mare, dove il canale  Portatore sfocia trasportando le acque del canale Linca, e dei fiumi Ufente e Amaseno, si osserva Torre Badino (XVI sec.). Sul versante opposto della città, verso Fondi, lungo la via Appia, troviamo i ruderi della torre Gregoriana. Proseguendo sempre sull’Appia in direzione Fondi, incontriamo  torre Epitaffio, ricorda il confine dello Stato Pontificio con il Regno di Napoli. Terracina pur conservando una importante flotta peschereccia, e una buona produzione agricola, ha percorso a partire dagli anni Sessanta  del Novecento, la strada dello sviluppo turistico balneare, puntando su una felice posizione geografica, con un fronte marittimo di circa 15 chilometri, nell’ampio golfo racchiuso tra i promontori del Circeo e di Gaeta, con spiagge di sabbia dorata, e un clima particolarmente mite. Infine  vale la pena ricordare un’alta area collinare, chiamata Camposoriano, si tratta di una depressione carsica, chiusa da un fondo pianeggiante e delimitata da versanti più o meno scoscesi. La città è collegata con le isole pontine con servizi di motonavi veloci.

SCHEDA  DEL BORGO
Come si raggiunge:

In auto
Da Roma
Autostrada A1, uscita casello di Frosinone, seguire la provinciale Frosinone – Mare, in direzione Terracina.
Il percorso consigliato è  la percorrenza della S.S.  148 Pontina, o la S.S. Appia.

Da Napoli
Uscita dall’autostrada A1 al casello di Cassino, seguire le indicazioni Formia – Gaeta – Sperlonga, e quindi Terracina  attraverso la S.S. 156 Flacca.

In treno
Da Roma o da Napoli
Per raggiungere Terracina è necessario scendere alla stazione ferroviaria di Monte San Biagio, ed arrivare a destinazione tramite autobus. Dalla stazione ferroviaria di Roma Termini treni diretti per Terracina.
In aereo

Da Roma  
Aeroporto di Ciampino  o Fiumicino, utilizzare i collegamenti metropolitani FS /Cotral, giungere fino alla stazione  Termini, proseguire quindi in treno o in autobus  fino a Terracina come sopra indicato.

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