Nuovo sisma in Emilia Ue: “Catastrofe, presto fondi”

ROMA – E’ stata di magnitudo 5.1 la forte scossa registrata ieri sera alle 21.20 nel modenese. L’epicentro, in provincia di Modena, tra i comuni Concordia, Novi di Modena e San Possidonio, ad una profondità di 9,2 km.
Secondo quanto si evince dai commenti su facebook e twitter, la scossa è stata avvertita in gran parte del nord-est dell’Italia, da Vicenza a Trieste, da Parma a Forlì fino in Trentino Alto Adige. Si è sentita soprattutto ai piani alti degli edifici sia a Trento che a Bolzano e ha creato qualche preoccupazione. A Milano, Bologna e Padova la gente si è riversata per strada.

Non ci sono stati feriti – lo confermano i carabinieri di Modena – ma grande è stata la paura tra gli sfollati che vivono nelle tendopoli e nei centri d’accoglienza allestiti per l’emergenza.

Crolli si sono registrati a Finale Emilia, San Possidonio e Novi di Modena. Lo rende noto la Protezione civile sottolineando che i crolli si sono verificati solo nelle cosiddette zone rosse, quelle già evacuate a causa delle precedenti scosse. Con il nuovo sisma si è registrato un significativo aggravamento delle lesioni di molti edifici nei paesi del basso Mantovano, nell’area già fortemente interessata da scosse. Crollata la settecentesca torre dell’orologio di Novi di Modena, già pericolante per il sisma dei giorni scorsi.

Durerà a lungo il periodo sismico conseguente alle scosse registrate in questi giorni – ha annunciato il sismologo dell’Ingv Alessandro Amato.

Oggi a Sassuolo le scuole resteranno chiuse. Lo ha deciso a scopo precauzionale il sindaco Luca Casselli per consentire ai tecnici comunali di effettuare ulteriori analisi e controlli sugli edifici.

L’Ue interverrà
“Ci troviamo di fronte ad una catastrofe nazionale, la Commissione europea interverrà a favore delle zone dell’Emilia colpite dal terremoto con il fondo di solidarietà”. Lo ha confermato il commissario europeo alla politica regionale, Johannes Hahn, dopo aver visitato le zone colpite dal sisma con il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani.

– La situazione è estremamente difficile – ha aggiunto – per le persone che hanno perso la casa e per quelle che temono di perdere il lavoro.

Il Commissario Hahn non ha fatto cifre esatte.

– La valutazione dei danni è ancora in corso – ha detto – ma posso dire che se si tratta di danni intorno ai 5 mld di euro, noi potremmo dare un aiuto nell’ordine di 150-200 mln con il fondo di solidarietà.

Si tratta di risorse a fondo perduto, che non devono essere restituite, per coprire i costi dell’emergenza sostenuti dalle amministrazioni pubbliche.

– I ministri per lo sviluppo rurale, inoltre, hanno deciso di stornare il 4% del fondo per lo sviluppo rurale – ha aggiunto Hahn – e di stanziarlo a favore delle zone terremotate – per una cifra che il commissario europeo ha stimato intorno ai 100 milioni di euro -. Infine c’è la possibilità di riassegnare i fondi dei programmi operativi alla ricostruzione, per una somma a due cifre – ha concluso il commissario europeo, promettendo anche che “l’Europa non chiederà la restituzione dei fondi già erogati per progetti europei che non possono essere portati a termine a causa del terremoto”.

Intanto, la Coldiretti, sulla base dei dati Anbi, lancia l’allarme: quasi 100mila ettari di terreno tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova sono senz’acqua a causa dei danni provocati dalle scosse di terremoto agli impianti idraulici che garantiscono la sicurezza del territorio. Il fenomeno della liquefazione delle sabbie che emergono dal terreno, spiega Coldiretti, “è solo l’effetto più evidente del dissesto idrogeologico provocato dal sisma che ha spaccato terreni nelle aree urbane ed agricole e messo in pericolo la stabilità del territorio’’.