Gina Bortolotti è stata liberata dai sequestratori

Pubblicato il 03 giugno 2012 da redazione

CARACAS- E’ stata liberata, dopo quasi un mese di prigionia – era stata sequestrata mercoledì 9 maggio – la connazionale Gina Silvana Bortolotti. Come si ricorderà, la Bortolotti fu sequestrata da alcuni malviventi armati di Ak47 – lo ha ammesso il Commissario della Cicpc- Zulia, Jesús Carías -, a pochi metri del negozio famigliare, “Autorepuestos Bonino”, nel quartiere Belloso di Maracaibo.

La Bortolotti era appena entrata in macchina e l’auto aveva percorso nemmeno un centinaio di metri quando veniva urtata da un veicolo che l’obbligava a frenare. Immediatamente i malviventi, che avevano atteso fuori dal negozio l’uscita della donna, costringevano la vittima a seguirli. Tutto è accaduto davanti agli occhi della madre della Bortolotti, che era all’ingresso del negozio e salutava la figlia con un gesto della mano. L’urto del veicolo contro l’auto della Bortolotti richiamava l’attenzione e la curiosità di passanti, vicini e clienti dei negozi  ma i delinquenti dissuadevano i presenti ad intervenire con una raffica all’aria di Ak47.

Stando alle autorità di polizia non è stato pagato alcun riscatto. La connazionale – madre di due figli di 12 e 14 anni – sarebbe stata liberata dai delinquenti, spaventati dalla presenza della polizia che, dopo l’arresto di uno dei presunti sequestratori (si tratta di Angelis José Cano Áñez, che presumibilmente realizzava le telefonate di estorsione e di minaccia alla famiglia Bortolotti) ha eseguito numerose perquisizioni.

Una liberazione condizionata da una minaccia ben precisa:

– Ci siamo informati sulla tua famiglia. Ti liberiamo ma devi pagare.

Prima di lasciare libera la loro vittima, i sequestratori le avrebbero infatti spiegato che era stata ‘mal pichada’, ossia che le informazioni sulla sua situazione economica si erano rivelate sbagliate. Lo avrebbero capito grazie alle collette realizzate a Maracaibo da amici e parenti – per raccogliere i soldi destinati all’ipotetico pagamento del riscatto – e alla copertura data dalla stampa. La famiglia Bortolotti aveva infatti ripetuto a più riprese di non essere in grado di pagare riscatti.

– Mi hanno detto che per loro era un lavoro – ha spiegato la connazionale – che lavoravano per una organizzazione e che quindi avrei dovuto pagare.

Gli aguzzini non hanno mai maltrattato fisicamente la donna, sostenendo che “loro erano sequestratori, non ladri o stupratori”. Non l’hanno lasciata mai fumare per evitare crisi asmatiche – di cui soffriva – e le avrebbero somministrato le medicine per i suoi dolori di stomaco.

Odalis Caldera, “segretaria di Sicurezza e Ordine Pubblico di Maracaibo”, ha manifestato preoccupazione per l’impiego di “armi da guerra” nel sequestro della Bortolotti mentre il Commissario Jesús Carías ha assicurato che la scientifica è sulle tracce dei malviventi e che si indaga sulla provenienza delle armi. Non si scarta nessuna pista.

Ventuno giorni
di agonia
Gina Bortolotti è tornata a casa dopo una prigionia durata quasi un mese… un’eternità per chi, rinchiusa in una stanza con aria condizionata e sempre vigilata a vista, è stata permanentemente minacciata di morte: una tortura psicologica che lascia una ferita profonda.

Di nuovo nel calore della famiglia, circondata dall’affetto dei suoi, Gina Silvana racconta ai giornalisti il suo calvario. Lo fa con la voce a volte rotta dall’emozione e gli occhi lucidi per la felicità. Il volto scolpito dalla stanchezza e dalla tensione.

– Quando sono stata sequestrata – ha detto Bortolotti – ero molto spaventata. Ero stata prelevata alla forza, costretta a stare con la testa tra le ginocchia. Non ho mai potuto vedere il volto dei delinquenti. Hanno cercato di tranquillizzarmi dicendomi che mi avrebbero solo fatto alcune domande. Poi, dopo circa un’ora di viaggio, giunti al luogo della mia prigionia mi hanno detto che si trattava di un sequestro. Se la famiglia non pagava mi avrebbero uccisa.
Nelle mani dei malviventi, Bortolotti è stata costantemente minacciata di morte. La fede e il desiderio di riabbracciare i suoi figli e i suoi cari, però, l’hanno fatta resistere.

– Sono stata tenuta prigioniera de cinque o sei persone – prosegue nel suo racconto la connazionale -. C’erano alcune donne che stavano sempre nella stanza con me, anche se non mi parlavano mai, fuori alcuni uomini restavano di guardia. Mi è parso che tra i sequestratori vi fossero dei colombiani per il loro accento nel parlare. Purtroppo, non potrei riconoscerli. Sono sempre stati col volto coperto. Mi dicevano che non sarei tornata a casa, che la mia famiglia non mi voleva bene. Pensavo che ni qualsiasi momento avrebbero potuto picchiarmi… sono stati momenti molto forti.
Alimentata tre volte al giorno, a volte con riso, altre con pasta, altre con riso e pollo, Bortolotti, spaventata e depressa, sovente avrebbe voluto rifiutare il cibo. Ma i malviventi l’obbligavano a mangiare dicendogli che “non poteva ammalarsi”.

– Anche quando mi facevo la doccia ero vigilata a vista… sempre – afferma la connazionale -. In due occasioni sono stata obbligata a salire in macchina. Non ho mai visto dove mi portavano. Si stava in auto 45 minuti, forse un’ora. Forse si tornava allo stesso luogo, non saprei… Non potrei dirlo. Un giorno, però, ho notato che c’era molto nervosismo. Improvvisamente mi è stato detto che sarei stata liberata. Fatta salire in auto bendata, sono stata abbandonata in strada con la raccomandazione di togliermi la benda agli occhi dopo qualche minuto.

Bortolotti, ormai libera, riconosce il quartiere nel quale era stata abbandonata. Così, raggiunge a piedi la casa dei nonni materni. Un momento indimenticabile, ma mai come quello in cui ha riabbracciato i figlioli.

– Oggi, dopo aver vissuto questa drammatica esperienza – ha detto la connazionale ai giornalisti -, posso dire alle famiglie dei sequestrati: non abbiate timore nel denunciare il fatto alla polizia. Il sequestro è una violenza psicologica che lascia una ferita profonda… ma il trauma con il tempo si può superare.

Gina Bortolotti ha ringraziato la stampa per la costante pressione esercitata e le forze dell’ordine – la Guardia Nacional, il Cicpc, la sezione Oaves del Cicpc – per aver lavorato senza sosta. Un grazie è stato riservato anche all’Ambasciata Italiana, nella persona dell’Esperto Antisequestro, che ha dato appoggio alla famiglia Bortolotti sin dai primi giorni. La connazionale ha infine espresso dolore per il destino dei coniugi italiani Di Pietro, sequestrati e uccisi a Maracaibo durante la sua prigionia.

Ultima ora

13:01Giochi: in Lombardia spesa top per slot. 10 mld 5 nel Lazio

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - Sono 49 i miliardi spesi di slot machines e video lottery nel 2016, oltre la metà del totale del gioco d'azzardo. È un caso il piccolo comune di Caresanablot, poco più di mille abitanti attaccato a Vercelli, dove la giocata pro capite in slot machine è la più alta d'Italia, 24.228 euro. Un dato drogato dalla presenza di una enorme sala giochi che richiama migliaia di 'pendolari' del gioco. Ma è Prato la provincia italiana con la spesa più alta nelle 'macchinette', 2.377 euro a persona. E la Lombardia, con oltre 10 miliardi di raccolta, è la regione dove si spende di più, seguita dal Lazio con oltre 5. Sono alcuni dei dati raccolti ed elaborati dal Gruppo Gedi, editore dei giornali locali del gruppo Finegil, e dalla società di datajournalism Dataninja, nel data base 'L'Italia delle slot' che raccoglie le cifre del 2015 e del 2016 su Slot e video lottery in regioni, province e comuni.

12:56Incidenti stradali: investe e uccide 65nne poi fugge, preso

(ANSA) - BRESCIA, 15 DIC - È stato identificato e denunciato per omicidio stradale un automobilista bosniaco che la notte scorsa ha travolto e ucciso poco prima di mezzanotte a Esine un uomo di 65anni di Artogne, nel Bresciano, Giovanni Battista Fontana, per poi allontanarsi senza prestare soccorso. La vittima, che era a piedi, era stata trovata a terra agonizzante nei pressi dell'ospedale di Esine. Nessun testimone ha assistito all'incidente. L'automobilista è stato individuato e bloccato grazie ai filmati di alcune telecamere fisse. Deve rispondere di omicidio stradale, omissione di soccorso e fuga dopo incidente.(ANSA).

12:56Tennis: Itf Dubai, Errani sconfitta in semifinale

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - Si ferma in semifinale la corsa di Sara Errani nel torneo Itf di Dubai (100 mila dollari di montepremi, cemento), negli Emirati Arabi Uniti: la 30enne romagnola, numero 143 del ranking mondiale, è stata sconfitta per 6-1 6-4 dalla svizzera Belinda Bencic, numero 98 Wta e quinta testa di serie. L'altra finalista è la croata Ajla Tomljanovic, numero 130 del ranking mondiale e settima testa di serie, che ha superato per 6-2 6-3 un'altra svizzera, Stefanie Voegele.

12:48Ubi: pm Bergamo, a processo tutti i 31 imputati

(ANSA) - BERGAMO, 15 DIC - Il pm di Bergamo Fabio Pelosi ha insistito nella richiesta di rinvio a giudizio per 31 imputati (30 persone fisiche e la stessa banca) per il caso Ubi. La Procura, nel corso dell'udienza preliminare, ha chiesto il processo, tra gli altri, per il banchiere Giovanni Bazoli e per il consigliere delegato Victor Massiah. Le accuse sono di ostacolo agli organismi di vigilanza e di presunte interferenze illecite in vista della formazione dell'assemblea del 2013. (ANSA).

12:43Nuoto: bene azzurri a Europei, Panziera in finale 200 dorso

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - Buona mattinata per gli azzurri ai campionati europei di nuoto in vasca corta, in corso a Copenhagen. Margherita Panziera ha guadagnato la finale dei 200 dorso, con il quarto tempo, giungendo seconda in batteria alle spalle della campionessa ungherese Hosszu. Finale conquistata anche per le ragazze dei 200 farfalla, Alessia Pirozzi e Ilaria Bianchi. Grande risultato anche per le staffettiste della 4X50 sl, che vincono la batteria davanti a Francia e Polonia in 1.37"74 e volano in finale con il quarto tempo. In semifinale Arianna Castiglioni e Martina Carraro nei 100 rana. Semifinale raggiunta anche per Luca Dotto e Marco Orsi nei 50 sl uomini. Nei 100 rana maschili in semifinale Luca Pizzini, che vince la sua batteria e fa il primato personale in 58"93, anche se spaventa il 56"663 con cui l'olandese Kammkinga ha vinto la quarta batteria. In semifinale nei 100 rana anche Fabio Scozzoli in 57"31 e Nicolò Martinenghi, quest'ultimo con il tempo di 57"78 nuovo primato personale. (ANSA).

12:40Terrorismo: algerino arrestato dal Ros in stazione Foggia

(ANSA) - ROMA, 15 DIC - Arresto a Foggia per terrorismo internazionale: un cittadino algerino, Yacine Gasry, è stato rintracciato e fermato dai Carabinieri del Ros nella stazione ferroviaria della città in esecuzione di un provvedimento dell'Ufficio esecuzione penale della Procura generale di Napoli. L'uomo è stato condannato in via definitiva a quattro anni, nove mesi e 21 giorni di reclusione per associazione con finalità di terrorismo internazionale. Secondo l'accusa, avrebbe fatto parte di una rete che forniva sostegno logistico a formazioni terroristiche algerine. Gasry venne arrestato nel 2004, insieme ad altri stranieri, in seguito a indagini condotte dal Ros e coordinate dalla procura di Napoli dopo gli attentati dell'11 settembre. L'inchiesta riguardava una rete di supporto logistico del Fronte islamico di salvezza (Fis) algerino attiva in Italia tra le province di Napoli, Caserta, Vicenza e Milano.

12:37M5S: sindaca Dorgali annuncia su Fb, sono indagata

(ANSA) - NUORO, 15 DIC - La sindaca di Dorgali (Nuoro) Maria Itria Fancello, del Movimento 5 stelle, è indagata dalla Procura di Nuoro per turbativa d'asta. Lo ha annunciato lei stessa su Facebook, in nome di quella trasparenza richiesta dal suo partito. "Volevo informare i cittadini di Dorgali che mi è stata notificata una richiesta di proroga delle indagini da parte della procura di Nuoro - spiega - a quanto pare, insieme a mio marito, ex dipendente della cooperativa Ghivine, e all'assessore Fabrizio Corrias sono indagata per turbativa d'asta. Per quanto sono riuscita a ricostruire, non ho ricevuto avvisi di garanzia, né ero a conoscenza dell'attività, si tratterebbe della gara di aggiudicazione della gestione dei siti archeologici. Un bando che è stato pubblicato il giorno successivo all'insediamento del nuovo consiglio comunale. Per cui né io, né altri componenti della giunta abbiamo avuto nulla a che fare con la gara, assegnata da un'apposita commissione". "Ho fiducia nella giustizia - prosegue la prima cittadina di Dorgali - e mi sento confortata dal fatto di aver sempre agito per il bene dei cittadini. Ve lo dovevo per quella trasparenza che contraddistingue il MoVimento 5 Stelle. Vi terrò aggiornati." (ANSA).

Archivio Ultima ora