Marò, primo giorno di libertà a Kochi

KOCHI – E’ lontano da tutto, a Kochi, l’isola di Willingdon dove si trova il confortevole albergo che ospita Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in questi giorni di libertà dietro cauzione. Lo stress psicologico e fisico di settimane di detenzione è dietro le spalle, forse quindi non c’è posto migliore di questo per rimettere la mente in ordine. “Potrebbe essere una specie di ritiro spirituale”, suggerisce un testimone che vede i marò muoversi in silenzio, in compagnia di un telefonino che prima avevano solo per un’ora durante le visite, nella quiete di questo hotel del Kerala immerso in una vegetazione lussureggiante subtropicale.

Il loro primo giorno è trascorso all’insegna dell’informalità e del riposo, spesso seduti a bordo piscina dell’hotel. I due fucilieri sono usciti solo per adempiere ad una delle condizioni poste dal giudice che gli ha concesso la libertà dietro cauzione: firmare il foglio di presenza nel Commissariato centrale di polizia della città, come faranno ogni giorno.

– Già da domani (oggi, ndr)  – ha detto una fonte all’Ansa – potranno recarsi in un commissariato di quartiere molto più vicino, e sveltire la procedura. E’ una vicenda per molti aspetti inedita, di cui molti particolari relativi a quel 15 febbraio in cui morirono i due pescatori indiani sono sconosciuti ai più. Una storia in cui le massime autorità del governo si sono impegnate al massimo e che fa riflettere, come ha ribadito oggi il ministro della Difesa Giampaolo di Paola.

Da essa, ha spiegato in un’intervista tv, deriva un insegnamento: se si ripetesse, “sarà la nave che non andrà nelle acque territoriali di un altro Paese e di conseguenza non ci sarà il problema di scendere. Di questo possiamo stare sicuri”.
Il processo si aprirà il 18 giugno a Kollam.

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