Siria, Assad accusa: “Guerra orchestrata dall’esterno”

DAMASCO – “Questa è una guerra orchestrata dall’esterno della Siria”. E’ quanto ha detto Bashar Assad nel discorso per l’insediamento del nuovo Parlamento, parlando di “complotti stranieri contro la Siria” che starebbe fronteggiando un massacro internazionale.
“Non possiamo accettare diktat dall’esterno”, ha precisato, sottolineando che Damasco non accetterà ordini soprattutto se arrivano da chi non tratta i siriani come un popolo civilizzato.
Nel suo discorso, Assad ha ribadito che in Siria non è in corso una “crisi politica” ma piuttosto “una sedizione organizzata” tesa a distruggere il Paese e che usa come arma il terrorismo. “I nemici della Siria ora sono all’interno del Paese, non ai confini”, ha affermato ancora il leader siriano, affermando che “ormai è evidente il ruolo internazionale negli eventi in Siria”.

“Nessun dialogo con i terroristi”
Anche se il dialogo politico procede, ha continuato Assad, anche il terrorismo lo fa in modo implacabile. E quindi la situazione richiede “più audacia, fermezza e senso di responsabilità”. Sottolineando che il “ruolo di mediazione regionale è fallito con la crisi siriana”, Assad ha comunque ribadito di essere aperto al dialogo, “la nostra porta continua ad essere aperta”. Ma ha poi aggiunto che “non vi sarà nessun cedimento o nessuna clemenza nella lotta al terrorismo”.
“Il processo politico avanza, ma anche il terrorismo”, ha proseguito Assad sottolineando che non “ci può essere dialogo con i terroristi” e che il dialogo politico è stato avviato proprio con lo scopo di bloccarlo, ma al contrario si sta assistendo ad una sua escalation.

Elezioni contro le violenze
“Le elezioni parlamentari avevano l’obiettivo di cercare di fermare le violenze”, ha detto ancora accusando l’opposizione di aver boicottato le elezioni e in questo tradito il loro mandato di politici nei confronti del popolo.

“A Hula crimine orrendo”
Assad è quindi tornato a negare ogni responsabilità del suo governo nell’uccisione di oltre 100 persone, tra le quali molti bambini, a Hula: è stato commesso “un orrendo crimine” che neanche “dei mostri” potrebbero compiere.

Lavrov: “Facilitare il confronto politico”
Secondo il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, gli ultimi eventi in Siria hanno mostrato che non vi sono alternative al piano di pace di Kofi Annan. Ora “il compito principale – ha sottolineato – è quello di consolidare gli sforzi di tutti i partecipanti per una piena applicazione delle proposte di Annan”. In una conversazione telefonica con l’inviato dell’Onu e della Lega Araba, Lavrov ha detto che Mosca continua i contatti con le autorità siriana e con l’opposizione per facilitare un dialogo politico e, si legge in una nota del ministero degli Esteri, viene chiesto ai Paesi che “hanno influenza sui gruppi dell’opposizione siriana” di “agire nello stesso modo”.