Borges: En mayo hubo 13 homicidios diarios en Caracas

Pubblicato il 03 giugno 2012 da redazione

CARACAS- “No Más Violencia” es el nombre de la campaña que arrancó Primero Justicia para protestar contra la violencia, la inseguridad y la impunidad existente en el país y que sólo en Caracas dejó un saldo de 13 homicidios al día.

Así lo dijo este domingo el coordinador nacional del partido amarillo y diputado a la Asamblea Nacional, Julio Borges, quien señaló que “150 mil venezolanos han muerto estos 14 años, lo que se traduce en 1 homicidio cada 30 minutos” y enfatizó en que la cifra es equivalente “a la cantidad de gente necesaria para llenar seis estadios como el Universitario”.

El diputado explicó que, de acuerdo con cifras extraoficiales, 489 fallecidos por causa de la violencia han ingresado a la morgue de Bello Monte durante el mes de mayo, siendo este el más violento de 2012 y se estima que 80% de ellas fueron homicidios, es decir, 13 personas fueron asesinadas a diario en la capital del país. Fuentes no oficiales reportan que en lo que va de año en Caracas han ocurrido 2.156 muertes violentas, casi 10% más que los primeros cinco meses del año pasado.

El parlamentario señaló que los datos no tienen fuente oficial porque “el gobierno se niega a hablarle con la verdad al país, eso sería igual a reconocer que han fracasado con los 18 planes de seguridad y ahora quieren venir a crear una misión de seguridad” y rechazó que el gobierno insista en “copiarse las propuestas nuestra como hicieron con la Ley Desarme y como están haciendo ahora con la misión ‘A Toda Vida Venezuela’, muy parecida a nuestra propuesta de ‘Misión Vida’”.

Borges suscribió la propuesta del candidato presidencial Henrique Capriles Radonski, “Seguridad para Todos”, que “en primer lugar implica asumir la responsabilidad y tener la voluntad política para ejecutar las medidas necesarias para acabar con la violencia”.

Explicó que en el corto plazo se ejecutarán acciones para el desarme efectivo de la población, contar con más y mejores policías, iniciar una reforma judicial profunda para acabar con la impunidad y enfrentar de forma seria la crisis carcelaria que es una vergüenza nacional.

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