Slalom sui conti, timori per Iva: il pareggio il primo obiettivo

ROMA – Il ‘’traguardo’’ finale rimane quello del pareggio di bilancio nel 2013. Ma, dopo la manovra ‘’salva Italia’’, che ha segnato lo start iniziale del percorso di risanamento, per il governo inizia ora il tratto più ostico. Sarà un vero e proprio slalom tra i molti dossier ancora aperti. Con un raddoppio delle incognite: all’andamento altalenante dei mercati, con l’aumento di tassi e spread che pesano sul debito, si sono ora aggiunte le incertezze legate al sisma dell’Emilia. E’ il momento del check up dei conti, come sempre accade a giugno. C’è da varare entro il mese il decreto con i tagli della ‘’spending review’’ e nelle parole dei ministri – ieri è stata la volta di Piero Giarda – sembra farsi concreto il rischio che le risorse possano non essere sufficienti ad annullare i due punti di Iva che dovrebbero scattare a partire da ottobre.

La contrazione del gettito fiscale di 3,4 miliardi rispetto alle previsioni, certificato dalla Ragioneria, non aiuta certo a gettare acqua sul fuoco. Anzi, apre qualche timore sull’autotassazione di giugno e sui versamenti della nuova Imu. Il premier Mario Monti ha assicurato più di una volta che non sono in arrivo manovre correttive. I tassi, nonostante gli spread di 440 punti, sono in linea con le stime fatte in modo prudenziale, lo ha confermato anche la responsabile del debito pubblico, Maria Cannata. Ma il decreto di ‘’finanza pubblica’’, atteso a fine giugno per contenere le riduzioni di spesa che il comitato interministeriale per la Spending Review dovrà vagliare nella riunione del 12 giugno, potrebbe essere l’appuntamento per fare una messa a punto dei conti pubblici. Molto, inoltre, dipenderà anche dal quadro politico.

Non è un caso che, parlando della possibilità di andare alle urne in ottobre, il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina, aveva fatto cenno alla necessità di anticipare la manovra finanziaria prima dell’estate. Il piano di lavoro è comunque già delineato. Tutti i ministri sono impegnati nell’identificare le risorse della spending review: i piani dovevano arrivare entro il 31 maggio ma starebbero affluendo solo ora sul tavolo del supercommissario Bondi e del ministro Giarda. L’obiettivo iniziale era quello di reperire 4,2 miliardi, così da poter annullare l’aumento di due punti Iva di ottobre. Ma adesso, per far fronte all’emergenza terremoto, servirebbero almeno 5 miliardi.

In caso contrario non si riuscirà a sterilizzare entrambe i punti di Iva. Difficile ora dire cosa accadrà, perchè i conti sono ancora in corso. Blindato rimane invece il pareggio di bilancio del 2013, anche se le ultime previsioni lo indicavano proprio sul limite massimo previsto dal ‘close to balance’. Certo appare ancora in salita la strada necessaria per evitare invece l’aumento dell’Iva che scatterà a gennaio 2013.

Per togliere due punti sull’intero anno servirebbero circa 20 miliardi: alcuni interventi strutturali della spending potrebbero certamente avere una lunga gittata, ma in questo caso sarebbe necessario anche mettere mano alle agevolazioni fiscali, le cosiddette tax expenditure sulle quali il governo aveva preannunciato un lavoro di cesello. Ma a dare la cifra delle difficoltà di navigazione dell’esecutivo è il fatto che la delega fiscale, che il Cdm aveva varato oltre un mese fa, non ha ancora visto la luce. Per alleggerire i conti, oltre alla preannunciata asta delle frequenze, non rimane che far conto sulla lotta all’evasione.

Proprio recentemente l’Agenzia delle Entrate ha alzato il suo target ufficiale da 8 a 10 miliardi. Non è un caso che il premier Monti batta molto su questo tasto. Solo con il recupero di tasse evase sarà possibile avviare il percorso di riduzione concreta delle imposte per gli onesti e abbattere così la pressione fiscale che quest’anno volerà sopra il 45,1%. Un livello di tassazione che a detta di tutti – dalla Banca d’Italia alla Corte dei Conti – rischia di essere il fardello che schiaccerà la crescita del Belpaese. E la crescita, Monti lo sa bene, è l’unica vera arma per risanare i conti pubblici italiani.

Mancano 3,5 miliardi di euro, Monti: «Più duri con gli evasori»
ROMA – Allarme gettito: nei primi quattro mesi del 2012 le entrate sono cresciute, un miliardo e mezzo in più rispetto al primo quadrimestre 2011 (+1,3%). Ma non abbastanza: rispetto alle previsioni ufficiali del governo, quelle del Def, il Documento di economia e finanza di aprile, mancano all’appello 3,47 miliardi di euro, quasi tre miliardi e mezzo in un solo quadrimestre. A pesare sono soprattutto i minori incassi dell’Iva legati alla crisi economica. A certificare l’ammanco è lo stesso ministero dell’Economia, con il Rapporto sulle entrate della Ragioneria Generale dello Stato e del Dipartimento delle Finanze. Poi ieri, in serata, il Tesoro chiarisce, minimizzando il significato dei dati diffusi.

‘’Forniscono – spiega – solo indicazioni di larga massima’’. Inoltre ‘’nei prossimi mesi – sottolinea – si evidenzieranno gli effetti delle manovre disposte nel corso del 2011; indicazioni più puntuali saranno possibili solo con gli incassi dell’Imu e dell’autotassazione delle imposte dirette’’. Certo il dato preoccupa Palazzo Chigi, perche’ certifica gli effetti della crisi. Ma non e’ ancora il momento di fasciarsi la testa. Il premier Mario Monti annuncia un inasprimento della lotta all’evasione: ‘’Siamo stati criticati per essere stati troppo duri, saremo ancora piu’ duri in futuro’’. Monti, in un’intervista a ‘Famiglia Cristiana, ha parlato dell’Italia come di ‘’un Paese disastrato’’ che deve essere ‘’rimesso in sicurezza’’. Non c’e’ spazio invece per alleggerire le tasse. Almeno in questo momento. Il ‘’Fattore Famiglia’’, per esempio, che potrebbe alleggerire il peso fiscale sui nuclei piu’ numerosi, ‘’e’ incompatibile’’, costa troppo, avverte ancora il premier e ministro dell’Economia. E anche lo stop all’aumento dell’Iva, previsto per l’autunno, sembra allontanarsi. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, parla infatti di ‘’difficolta’ maggiore rispetto a quella ipotizzata’’ dopo il sisma che ha colpito l’Emilia. Dalla Corte dei Conti arriva invece un appello per la crescita: attenzione ad aumentare troppo le tasse, il rischio è quello di un ‘’avvitamento’’, di un ‘’circolo vizioso’’ che compromette la crescita. L’economia ‘’asfittica’’ tra l’altro si fa sentire sul gettito, sotto le attese, proprio come certificato dalla nota della Rgs ieri, ora e forse anche per i prossimi anni, e ‘’rende difficile’’ conseguire risultati sul fronte della spesa nonostante gli sforzi che vengono fatti.

Bene invece l’avvio della spending review. La Corte dei Conti, con il presidente Luigi Giampaolino, ieri ha fatto il punto sulla finanza pubblica italiana tornando a puntare l’indice contro l’evasione (‘’una piaga’’ che solo per Iva e Irap pesa 46 miliardi di euro l’anno) e contro la corruzione che persiste soprattutto nel settore della sanità.

Il problema di coniugare rigore e crescita resta ma da parte del governo si fa presente che, ora come ora, è arduo pensare a tagliare le tasse. A partire dall’Iva che aumenterà ad ottobre. Si contava sulla ‘spending review’, per evitarlo, ma la necessità di risorse dopo il terremoto in Emilia compromette questa possibilità. L’aumento della pressione fiscale provoca però ‘’impulsi recessivi’’ sull’economia reale – avverte il presidente di coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei Conti Luigi Mazzillo – allontanando gli obiettivi di gettito e provocando un ‘’rischio di avvitamento’’.

‘’Va disinnescato il circolo vizioso’’, è l’appello dei magistrati contabili. C’è poi il debito e occorre ‘’realizzare un abbattimento significativo del debito, attraverso la dismissione di quote importanti del patrimonio mobiliare ed immobiliare in mano pubblica’’. Bisogna poi puntare alla ‘’lotta all’evasione, all’elusione e al ridimensionamento dell’erosione’’, perchè ‘’resta una piaga pesante per il sistema tributario e per l’economia del nostro Paese’’. Infine un’altra piaga sulla quale la Corte dei Conti da tempo chiede un cambio di rotta: la corruzione. In un settore delicato, come quello della sanità, persistono ‘’frequenti episodi di corruzione a danno della collettività che continuano ad essere denunciati’’.