Fedi: «Non proroga ma controriforma»

ROMA – “Dobbiamo rilevare con preoccupazione che il Governo ha inaugurato una pessima prassi. Mentre con Danieli avevamo interlocuzione diretta, Mantica lamentava le troppe occasioni di confronto, con la Farnesina di Terzi non vi è incontro. Almeno ufficialmente. Poi veniamo a sapere che esponenti del PDL hanno incontrato il Governo”.

È quanto rileva l’onorevole Marco Fedi, deputato Pd eletto in Australia, secondo cui “è probabile la Farnesina ritenga secondaria la questione del rinnovo di Comites e Cgie”.

– È possibile che gli Esteri dessero per ampiamente comprese, anche se non condivise, le ragioni che motivano il rinvio. La mancanza di risorse – ricorda Fedi – non è cosa di poco conto e tutti noi, in un momento di grave difficoltà, dobbiamo prenderne atto. Ma il decreto legge 30 maggio 2012, n. 67, deliberato in Consiglio dei Ministri il 25 maggio, supera il limite oggettivo e ragionevole delle risorse disegnando una riforma che, di fatto, stravolge l’intero sistema della rappresentanza condizionando composizione e compiti di questi organismi al contenimento dei costi, da operare sul metodo di elezione.

Osserva il parlamentare:
– Il Governo avrebbe potuto dimostrare maggiore coraggio imponendo una proroga per ragioni strettamente economiche ed avviando una riflessione seria sulla riforma di questi organismi, anche pensando a soluzioni innovative rispetto alle quali, sia per quanto attiene alla composizione che ai compiti, come per i meccanismi di elezione, vi sarebbe stata disponibilità al dialogo. Scrivere nel decreto che “per le finalità di cui al comma 1, è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2014” è ulteriore dimostrazione della superficialità con la quale questo decreto è stato predisposto ed approvato.

E prosegue:
– L’e-voting, infatti, il voto elettronico, che si realizzi via internet, linee telefoniche, schede perforate, scansione ottica o postazioni elettroniche comporta costi, dalla progettazione alla realizzazione fino all’informazione ai cittadini che è sempre sottovalutata, che sicuramente andranno oltre i 2milioni di euro previsti. Anche perché delle tre ipotesi, l’unica che comporta il maggiore risparmio, con rischi sicuramente superiori, è il voto via internet. È evidente quindi – conclude Fedi – che ci troviamo davanti a molto più che una proroga ma al tentativo di delegittimare la rappresentanza ipotizzando una riforma che, partendo dai presupposti sbagliati, il risparmio, lasci la Farnesina libera di disegnare la sua controriforma. Sarebbe utile se insieme provassimo a fare una riforma vera ma gli eventi degli ultimi giorni indicano che non sarà facile.

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