Eurocoppa, la Grecia regala un sorriso

Pubblicato il 08 giugno 2012 da redazione

POLONIA-GRECIA 1-1

Polonia (4-2-3-1): Szczesny, Piszvzek, Wasilewski, Perquis, Boenisch, Polanski, Murawski, Blaszczykowski, Obraniak, Rybus (25′ st Tyton), Lewandowski. (12 Sandomierski, 3 Wojtkowlak, 4 Kaminski, 14 Wawrzyniak, 5 Dudka, 6 Matuszczyk, 18 Mierzejewski, 19 Wolski, 21 Grosicki, 17 Soblech, 23 Brozek). All. Smuda.
Grecia (4-3-3): Chalkias, Torosidis, Papastathopoulos, A. Papadopoulos (37′ pt K. Papadopoulos), Holebas, Katsuranis, Maniatis, Karagounis, Ninis (1′ st Salpingidis), Gekas (22′ st Fortounis), Samaras. (13 Sifakis, 12 Tzprvas, 3 Tzevellas, 4 Malezas, 6 Makos, 16 Fotakis, 23 Fetfatzidis, 9 Liberopoulos, 11 Mitroglou). All. Fernando Santos.
Arbitro: Carballo (Spagna). Reti: 17′ pt Lewandowski; 6′ st Salpingidis. Recupero: 3′ e 3′. Angoli: 4-3 per la Polonia. Espulsi: Szczesny per gioco scorretto, Papastathopoulos per doppia ammonizione. Ammoniti: Holebas per proteste, Karagounis per comportamento non regolamentare. Note – al 26′ st Tyton ha parato un rigore a Karagounis. Spettatori: 58 mila.
I GOL: 17′ pt: travolgente azione sulla fascia destra di Piszvzek, che alza la testa e lancia un cross millimetrico per Lewandowski, che schiaccia imparabilmente a rete. 6′ st: il portiere polacco Szczesny sbaglia l’uscita sul cross di Torosidis. Il rimpallo premia Salpingidis, che da opportunista ne approfitta segnando a porta vuota.

ROMA – Nemmeno in dieci contro undici e in vantaggio di un gol, la Polonia riesce a spezzare l’incantesimo e a chiudere una partita che sembrava già vinta. Il traguardo della prima sospirata vittoria a una fase finale dell’Europeo è ancora una volta rinviata. Ma quanta rabbia e amarezza per i tifosi polacchi che in tanti, dopo la cerimonia inaugurale di Euro 2012, avevano atteso l’esordio della loro nazionale, sperando di poter finalmente gioire.
Troppo inesperta la formazione di Smuda contro una Grecia, già campione nel 2004, più smaliziata, che è riuscita a uscire indenne strappando un pareggio che all’inizio sembrava un azzardo. Una partita, quella che ha aperto il sipario del torneo continentale, dove lo spettacolo certo non è mancato. Due gol (più uno annullato ai greci), due espulsi, un rigore parato: di tutto e di più insomma. Anche se, a dire il vero, i due episodi che hanno cambiato la partita hanno avuto come sfortunato protagonista il portiere polacco. Uno spilungone esile di quasi due metri dal nome impronunciabile (Szczesny). Prima una sua uscita sbagliata ha permesso il pareggio greco, poi un’altra sua uscita (questa volta fallosa), ha regalato ai greci prima la parità numerica, poi il rigore. E per fortuna per i polacchi che Tyton, il portiere di riserva entrato a freddo, è riuscito a intuire la traiettoria di Karagounis.
Una Polonia a due facce: a tratti travolgente nel primo tempo, smarrita e stanca nella ripresa. Nei primi 45 minuti parte fortissimo. Nei primi venti minuti schiaccia i greci nella propria metà campo. Tutte le trame della squadra di Smuda si snodano sull’asse del trio del Borussia Dortmund Lewandowski-Blaszczykowski-Piszczek. La prima occasione per i padroni di casa al 5′ con Murawski, sventata in angolo da Chalkias. A parte una girata di testa di Gekas al 12′, la Grecia non si vede quasi mai. Soltanto dopo il gol di Lewandowki al 17′ (una schiacciata di testa su cross di Piszczek) riesce ad alzare il proprio baricentro. Ma al 37′ i polacchi potrebbero raddoppiare con Perquis (inguardabile il suo sinistro a pochi passi dalla porta). Nel finale il secondo (piuttosto discutibile) giallo a Papastathopoulos (ex Genoa e Milan) per una spinta a Murawski. La partita si accende, anche con le proteste greche per un fallo in area (involontario) di Perquis. All’inizio della ripresa Fernando Santos manda in campo Salpingidis per Ninis (che giochera’ a Parma). Mossa azzeccata perche’ proprio nuovo entrato cambia la partita. Prima approfitta del pasticcio difensivo di Szczesny, poi al 23′ prende sul tempo il portiere che lo stende in area e viene espulso. Sul dischetto si presenta il capitano Karagounis, l’ex interista però si fa ipnotizzare dal secondo portiere Tyton. Al 29′ sempre Salpingidis mette dentro il 2-1, ma l’arbitro aveva già annullato per fuorigioco di Fortounis. La Grecia esulta e allunga la sua serie positiva: è dai Mondiali 2010 che non perde (2-0 dall’Argentina di Messi). E regala un timido sorriso a tutto un popolo. Almeno nel calcio Karagounis e compagni l’Europa se la vivono da protagonisti.

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