Ue: ok a salvataggio Spagna Rajoy: “Direzione giusta”

BRUXELLES – La Spagna cede alle pressioni dei partner europei e dei mercati e chiede assistenza finanziaria per ricapitalizzare le proprie banche, prosciugate dalla bolla immobiliare. La svolta attesa da giorni è arrivata da Madrid, dal ministro dell’economia spagnolo Luis De Guindos, al termine di una riunione d’urgenza dei ministri delle finanze della zona dell’euro, nel corso della quale l’Eurogruppo ha messo sul tavolo la disponibilità ad un prestito “fino a 100 miliardi di euro” per il settore del credito spagnolo. Il consulto in teleconferenza tra i 17 ministri di Eurolandia è durato circa tre ore e si è svolto in un clima particolarmente ‘caldo’. Poche ore prima, il Fmi aveva incalzato l’Europa ad agire, valutando in 40 miliardi di euro il bisogno di finanziamento delle banche spagnole, mentre l’agenzia di rating Moody’s aveva nuovamente messo in guardia dai rischi di contagio, precisando che dal sistema bancario spagnolo arrivano i maggiori pericoli per l’Italia. L’assistenza annunciata ieri è condizionata a misure di risanamento del settore bancario spagnolo, ma non ad un nuovo piano di austerità, così come chiesto dalla Spagna che ha anche preteso ed ottenuto solo un ruolo tecnico di sorveglianza per il Fondo monetario internazionale, che non parteciperà direttamente al prestito. Gli aiuti – la cui entità sarà precisata da Madrid nelle prossime settimane, al termine della valutazione dei risultati di due audit indipendenti sul settore bancario – saranno erogati dai fondi europei salva stati Efsf e Esm e transiteranno verso il fondo spagnolo per la ristrutturazione bancaria (Frob). Madrid – precisa la dichiarazione finale dell’Eurogruppo – manterrà “la piena responsabilità” dell’aiuto, anche se la riforma finanziaria e lo svolgimento del piano di assistenza saranno “monitorati strettamente e regolarmente” dai partner. Tutti elementi che hanno fatto dire al ministro De Guindos che “non si tratta di un salvataggio”, ma solo di un aiuto ottenuto a “condizioni molto favorevoli”. La Spagna ha resistito testardamente alle pressioni perché non voleva essere messa sullo stesso piano di Grecia, Irlanda e Portogallo, i tre paesi della zona dell’euro costretti a chiedere gli aiuti di Ue-Fmi-Bce per evitare il fallimento.

Soddisfazione iberica
“Ieri ha vinto la credibilità del progetto europeo, la solidità del nostro sistema finanziario” e l’euro, che è un progetto “irreversibile”, il commento del premier spagnolo Mariano Rajoy nel corso della conferenza stampa a Madrid. Il supporto dei Paesi dell’eurozona per la ricapitalizzazione delle banche spagnole “è un passo nella giusta direzione per risolvere il problema, ma il problema non si può risolvere in pochi mesi”, ha proseguito Rajoy aggiungendo che “non è facile farsi dare una linea di credito da 100 miliardi di euro”. “La situazione economica era e resta ancora delicata: siamo obbligati ad un grosso sforzo per il nostro debito”.

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