Cile, proteste al tributo a Pinochet: la polizia lancia i lacrimogeni

Pubblicato il 11 giugno 2012 da redazione

SANTIAGO – Centinaia di persone hanno manifestato domenica a Santiago contro un documentario sugli anni della dittatura di Augusto Pinochet, la cui proiezione è stata organizzata da sostenitori dell’ex generale, mostrato nel video come un eroe nazionale che salvò il Cile dal comunismo. La polizia ha usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere la protesta di fronte al cinema dove è stata proiettata la prima del documentario. Dentro l’edificio, migliaia di ‘Pinochetistas’ hanno sventolato la bandiera cilena e mostrato fotografie del dittatore. Quando è salito sul palco il nipote di Pinochet, l’ex capitano Augusto Pinochet Molina, la folla lo ha accolto con una standing ovation.

Un evento da vietare
La proiezione è stata organizzata dalla Corporación 11 de Septiembre, il cui nome è ispirato alla giornata del colpo di Stato militare del 1973, quando l’ex generale rovesciò il governo democraticamente eletto del presidente marxista Salvador Allende. I parenti delle vittime della dittatura e decine di gruppi per la difesa dei diritti umani avevano inviato una lettera al presidente Sebastian Piñera, chiedendogli di vietare l’evento. Il portavoce del governo, Andrés Chadwick, ha dichiarato in televisione che sebbene gli organizzatori della proiezione abbiano il diritto di esprimersi, lui stesso “si dispiace per il supporto a un governo che ha commesso abusi dei diritti umani” e per questo “non è necessario” celebrare Pinochet. Circa 700 ex ufficiali militari sono a processo per la scomparsa dei dissidenti durante la dittatura, mentre circa 70 sono in carcere per crimini contro l’umanità.

Parlando con i giornalisti, il sindaco della capitale, Pablo Zalaquett, ha detto che “è stato un errore” autorizzare la manifestazione a favore di Pinochet cui sono seguiti incidenti e scontri in almeno dieci diverse aree della città. “Avrei preferito che non si tenesse – ha aggiunto il sindaco – perché sapevamo tutti cosa sarebbe successo. Credo che il Cile debba guardare avanti”.

“Ripulire l’immagine
del dittatore”
“C’è ovviamente un tentativo di rinfrescare e ripulire l’immagine di Pinochet”, commenta Marta Lagos, a capo dell’agenzia di sondaggi Mori. “Stanno dicendo: ‘Questo è veramente un signore che merita un tributo’. Così mi chiedo: cosa accadrebbe in Germania se qualcuno cercasse di rendere omaggio a Hitler?”. I cileni, nota, hanno più difficoltà nel decidere la linea di demarcazione tra il tollerabile e l’inaccettabile soprattutto perché Pinochet è morto agli arresti domiciliari senza che fosse giudicato in un processo per arricchimento illegale e violazioni dei diritti umani.

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