Il monito di Napolitano: «Ue non è Germania-Francia»

VARSAVIA – Un Consiglio europeo ‘’di svolta’’ che battezzi politiche di crescita e certifichi la solidarietà con aiuti concreti ai ‘’Paesi che hanno un maggior peso del Debito sovrano’’. E’ ormai ‘allarme rosso’ in Italia con lo spread che lambisce pericolosamente ‘vetta 500’; il presidente della Repubblica per la prima volta appare decisamente preoccupato, al punto di invocare un vero e proprio Vertice ‘’salva-Euro’’.

Giorgio Napolitano lascia Varsavia dopo due giorni di incontri politici ‘’invidiando’’ i numeri della crescita polacca, la più forte in Europa (2.7 per cento), mentre in Italia monta il nervosismo, anche nelle fila del Governo. Il capo dello Stato si rende conto che per salvare l’Euro, forse non ci sono nemmeno ‘’i tre mesi’’ indicati da Christine Lagarde, numero uno del Fondo monetario internazionale.

– La dura sfida all’Euro è una sfida all’intera Unione europea – aveva detto l’altra sera. Ieri mattina i dati erano ancora più brutti: e, incontrando il gotha dell’economia polacca, esterna quello che ormai pensano tutti in Europa: l’Unione non è composta solo da Parigi e Berlino.

– Non si può ridurre la responsabilità europea ad una coppia di Paesi, seppur molto legati ed influenti, come Francia e Germania – scandisce Giorgio Napolitano. Parole chiare, dure, che forse non avrebbe voluto pronunciare e che sicuramente pesano ad un convinto europeista come lui. Parole che ripeterà al neo-presidente di Francia, il socialista Francois Hollande, certo di trovare ascolto e comprensione nel nuovo inquilino dell’Eliseo sulla necessità di crescita ed aiuti nella gestione del Debito sovrano. Perchè è ormai chiaro che il pressing è sul mastino d’Europa, Angela Merkel, e che è arrivato nella fase cruciale. Il tempo stringe.

Non più mesi, ma settimane: domani Hollande sarà a Roma e definirà con Mario Monti la strategia per l’attacco finale alla cancelliera. Poi, il 22 giugno, l’Italia gestirà un inusuale vertice a quattro, con Francia, Germania e Spagna. Il 28 e 29 giugno ci sarà il Consiglio europeo. ‘’Di svolta’’, si augura il presidente ben sapendo che con lo spread a questi livello il Governo tecnico potrebbe implodere con effetti devastanti sulla credibilità internazionale dell’Italia. Per questo Napolitano anche ieri ha richiamato all’ordine le forze politiche e sindacati.

– Mi auguro la coerenza e la determinazione necessaria perché in Italia vadano avanti le riforme strutturali e le politiche di risanamento intraprese dal governo Monti – ha detto lasciando la Polonia, quasi un Paese dei sogni in questa Europa da incubo.

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