GERMANIA-OLANDA 2-1: Una doppietta di Gomez frulla gli Orange

CRACOVIA – L’Olanda ci mette60’per svegliarsi. Troppi, per pensare di provare ad aver ragione di una Germania bella e concreta. Dopo il comunque vincente rodaggio con il Portogallo, la squadra di Loew è tornata ad essere, anche se con qualche pausa di troppo, quel frullato di organizzazione, disciplina tattica, piedi buoni e sfrontatezza che aveva incantato in Sudafrica, una squadra, in parole povere, che diverte e vince.

In una delle grandi, affascinanti classiche del calcio europeo, il torneo trova (o meglio conferma) nella Germania una sicura protagonista e rischia di avere nell’Olanda una altrettanto grande delusa. Calcolatrice alla mano, infatti, il girone di ferro che non conosce pareggi non dà ancora verdetti:la Germaniaha ipotecato il biglietto per i quarti, ma la matematica ancora non lo certifica. L’Olanda ha un piede sull’aereo, ma il pallottoliere ed il regolamento non ne sanciscono ancora il rimpatrio.

La Germania, per un tempo e un pò, ha giocato a memoria, correndo e facendo correre il pallone sul campo di Kharkiv umiliando un’Olanda svaporata e senza identità, un circo dove i suoi giocolieri faticano a sincronizzarsi, un esercito dove le linee difensive lasciano passare ospiti indesiderati. Come Mario Gomez, un ragazzone mezzo spagnolo e mezzo tedesco che quando si fa l’elenco dei campioni della gioventù selvaggia tedesca non viene mai in mente a nessuno. E che però ha già fatto 40 gol in stagione e due, nel primo tempo, all’Olanda. Sempre servito dal compagno di squadra Bastian Schweinsteiger, leader della squadra, e dispensatore di assist: il primo ha fatto danzare Gomez fra la sciatta difesa arancione, il secondo che gli ha permesso di segnare al volo il raddoppio e la doppietta tedesca.

I gol che hanno permesso alla Germania di conquistare sei punti vengono tutti dai piedi di Mario Gomez. A questa Germania manca, forse, solo un po’ di tenuta psicologica che duri novanta minuti. Ma d’altronde non si poteva nemmeno pretendere che Robben, Sneijder e Van Persie se ne stessero lì a testa bassa a farsi prendere a pallonate per un’ora e mezzo. E infatti, al quarto d’ora della ripresa l’Olanda ha avuto un sussulto: prima ci ha provato Van Persie, poi Sneijder, finché ancora Van Persie ha infilato una bordata dal limite dell’area ricordando ai presenti chi è stato il capocannoniere dell’ultima Premier League. Fatto uno, ne serviva un’altro. Ma il coro era tornato stonato e le pur sempre temibili iniziative dei solisti si sono comunque trovate davanti una difesa germanica (Hummels sontuoso) che non ha sbagliato quasi niente. L’Olanda, però, può ripartire da quel quarto d’ora di cose buone mostrate controla Germania. Neavrà bisogno perché fra quattro giorni col Portogallo si giocherà le minuscole chance di qualificazione che le sono rimaste. Alla Germania, invece, basterà un pareggio per esser sicura del primo posto.

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