UNO SGUARDO ALL’AFRICA

Somalia, osservatori Onu per garantire road map, verso l’incontro di Roma – Le Nazioni Unite invieranno osservatori per monitorare e “accompagnare” il processo di selezione dei membri dell’Assemblea Costituente incaricati di approvare la nuova Costituzione del paese. Lo ha reso noto l’inviato Onu per la Somalia, ambasciatore Augustine Mahiga precisando che gli osservatori lavoreranno al fianco dell’assemblea degli ‘elders’ riunita a Mogadiscio. La Comunità internazionale –ha detto Mahiga– intende raddoppiare gli sforzi per rendere l’assemblea dei 135 capi tradizionali, appartenenti ai diversi clan e provenienti da tutte le regioni del paese “fruttuosa e rappresentativa”. In base agli accordi di Garowe e in linea con il processo di ‘Road-map’ sostenuto a livello internazionale la transizione politica somala dovrebbe concludersi il 20 agosto, dopo la formazione di nuove istituzioni stabili (Assemblea costituente e Parlamento) l’adozione di una Costituzione, e l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Di questo delicato quanto ambizioso processo, e delle sue implicazioni sul futuro del paese, si parlerà a Roma, il prossimo 2 e 3 dove è previsto un incontro del Gruppo di contatto sulla Somalia. All’incontro un tavolo tecnico che verrà aperto dal ministro degli Esteri Giulio Terzi, parteciperanno alti funzionari dei paesi maggiormente coinvolti negli sforzi di pacificazione del paese del Corno d’Africa. L’Italia è pronta a partecipare al ‘Joint financial management board’, un nuovo meccanismo che dovrà assicurare maggiore trasparenza nella gestione delle entrate e degli aiuti internazionali.

Dalla Tanzania al Mozambico, quando il gas è per l’Asia – La società norvegese Statoil ha annunciato la scoperta di un ricco giacimento di gas naturale a largo delle coste della Tanzania. Rilevamenti di depositi di idrocarburi di grandi dimensioni erano già stati resi noti nei mesi scorsi in altre zone dell’Africa orientale, in particolare nelle acque antistanti il Kenya e il Mozambico. Il giacimento di Lavani, situato a circa 2400 metri di profondità, custodirebbe 3000 miliardi di piedi cubici di metano. Secondo Tim Dodson, responsabile esplorazioni di Statoil, lo sfruttamento dei pozzi potrebbe cominciare nell’arco di sette anni. L’annuncio conferma il ruolo che l’Africa orientale può acquisire nell’approvvigionamento energetico dei mercati emergenti dell’Asia, in particolare di gas naturale liquefatto esportato via mare. L’ultima scoperta era stata annunciata alcuni giorni fa dalla società americana Anadarko, titolare di una concessione nel bacino di Rovuma, al largo del Mozambico. Secondo le stime dell’istituto americano U.S. Geological Survey, i giacimenti offshore di Kenya, Tanzania e Mozambico custodiscono riserve del 25% superiori rispetto a quelle della Nigeria, il principale produttore dell’area sub-sahariana.

Uganda, mortalità materna: donne rivendicano il diritto alla vita – Attivisti per i diritti umani hanno depositato presso la Corte Suprema una denuncia per l’alta incidenza di donne ‘vittime’ di parto. I diritti delle donne, sostengono gli attivisti “vengono violati quando una donna muore semplicemente perché sta partorendo” ha sostenuto Noor Musisi, ricordando che in Uganda 16 donne al giorno muoiono di parto. La maggior parte dei decessi avviene in piccoli villaggi di campagna, nell’entroterra, lontano da centri di assistenza medica. “Una media sconcertante, che si traduce in oltre 100 donne in una settimana” sottolinea l’attivista, chiedendo al governo ugandese di adoperarsi e stanziare più fondi per prevenire i decessi. Obiettivo del caso, portato davanti ai giudici della corte Suprema, è di imbarazzare il governo e costringerlo ad affrontare in modo più deciso i problemi legati ai diritti delle donne. “Vogliamo solo che le autorità rispettino gli obblighi”, ha detto Ben Twinomugisha, un professore di legge alla Uganda Makerere University, che rappresenta legalmente le donne attiviste. Secondo gli analisti il governo centrale dovrebbe assumere almeno altre 5000 persone per soddisfare la necessità di ostetriche e infermiere nel paese, destinando alla sanità circa 60 milioni di dollari in più all’anno. Un appunto che suona come un’accusa in un paese che lo scorso anno ha acquistato 700 milioni di dollari di attrezzature militari.

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