Merkel: «La forza della Germania non è illimitata»

BERLINO – La forza della Germania non è illimitata; ‘No we can’t’. Fra il messaggio politico che ha consegnato al mondo Angela Merkel, e lo slogan che campeggia sulle pagine di Die Zeit, che replica direttamente alle pressioni di Barack Obama rivoltandogli contro il sogno con cui si è fatto eleggere dagli americani la prima volta, c’è un effetto di rimbombo. Intanto le banche centrali dei paesi occidentali stanno preparando un piano di emergenza dopo il voto della Grecia: se si dovesse profilare lo scenario peggiore, che porterebbe ad un’uscita di Atene dall’euro, è stata messa in cantiere un’azione coordinata per un’iniezione di liquidità, che potrebbe arrivare già domenica sera, proprio dopo la chiusura delle urne greche.

Ma la Germania realista, che approverà il fiscal compact il 29 giugno, dopo aver ricompattato governo e opposizione in un’intesa annunciata ieri fra conservatori e progressisti, si prepara comunque a una resistenza finale, in una granitica ritrovata unità.

Non c’è traccia di incertezza nella ‘visione’ Merkel, che ha chiamato in causa anche il G20, sottolineando le responsabilità di tutti, chiamando per nome Stati Uniti e Cina, anche a pochi giorni dalle temute elezioni greche. Il risultato di Atene tiene comunque in trepidazione la cancelliera Angela Merkel, al punto da indurla a decidere di rinviare la partenza per il Messico. La situazione greca è delicatissima, come ha dimostrato l’effetto di un sondaggio che ha fatto volare le borse ieri (Atene +12%) assegnando tre punti di vantaggio al partito Nea Dimokratia (29%) contro il ribelle Tsipras (26%), che vuole rimettere in discussione il memorandum. Allo scenario tedesco si contrappone la ‘’fortissima convergenza’’ di Parigi e Roma, confermata nel vertice a Palazzo Chigi fra Mario Monti e Francois Hollande, nelle ore in cui la Bce promuove gli obiettivi ambiziosi dell’Italia.

Gli obiettivi di taglio del deficit previsti nel programma di stabilità aggiornato dell’Italia sono ‘’considerevolmente più ambiziosi rispetto a quelli presentati nel programma di stabilità dello scorso anno’’, si legge nel bollettino dell’Eurotower. Quella di ieri è stata una delicata giornata di preparazione, che ha contribuito ancora una volta a definire gli assi. In un discorso al Bundestag, per il G20, la cancelleria ha rafforzato il suo credo, sostenendo stavolta che ‘’l’Europa non ha il diritto di scegliere soluzioni facili’’, e deve invece affrontare ‘’una strada difficile, dolorosa, pesante, una fatica di Ercole’’, accettando il calice delle riforme.

– Ci chiedono gli eurobond, i fondi di riscatto, altri miliardi, ma tutto questo non farebbe che riproporre i problemi se non domani nel breve periodo.

Poche ore dopo, Hollande a Roma ha dichiarato che ‘’non accetterà mezze misure al vertice europeo di fine giugno’’. E il premier italiano ha sostenuto apertamente che con il leader dell’Eliseo si è riparlato ancora una volta dei titoli del debito comune. Monti, rientrato da un vertice con Wolfgang Schaeuble definito ‘’positivo’’ dal ministro tedesco, non ha però rinunciato al suo ruolo di mediatore. Come dimostra il passaggio in cui ha citato gli sforzi di Frau Merkel, ‘’come me, Hollande e gli altri partner perennemente alla ricerca di una soluzione’’.

Intanto il Fmi ha rilanciato l’allarme, sostenendo che si debba agire di urgenza, e ad ampio raggio. Una posizione che incontra quella della Merkel, la quale cerca in queste ore di responsabilizzare un po’ tutti, tentando di allontanare dai tedeschi il marchio di approfittatori (dell’Euro) e dei forti egoisti. L’appello in serata di Barack Obama, che negli Usa è in forti difficoltà, è il segnale però che la pressione non è destinata a calare:

– Queste sono elezioni da cui dipende il futuro dell’economia americana – ha detto il presidente Usa a Cleveland -. In gioco – ha affermato nell’attesissimo discorso – c’è il futuro, che dipende dalla scelta di visioni completamente differenti.

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